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Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.


Il protagonista di tutto questo è Trump, un personaggio che non pochi oramai guardano con sbigottimento, per lo squilibrio mentale che trasuda da ogni sua scelta, capace di accendere incendi in giro per il mondo, che appaiono a molti come sempre più difficili da spegnere, oltre che impossibili da giustificare o capire per come sono stati appiccati e accesi.

È bene riflettere a un fatto talmente incredibile che si cerca a ogni costo di rimuoverlo, e cioè che lo stato che si dichiara il più potente del mondo è retto da anni da uomini che sono tecnicamente dei dementi. (da un articolo di Giorgio Agamben per Quodlibet)

Lo sbigottimento nasce dal fatto che ad accendere questi incendi sia il leader della potenza militare più potente del mondo, seppure in costante declino e, forse per questo, sempre più propensa a scatenare guerre e aggressioni, come frutto di decisioni tattiche, che evidenziano uno stato confusionale pericoloso, che non è solo dell’uomo che in questo periodo è al comando.

La guerra scatenata in Iran, voluta dal burattinaio Netanyahu e da Israele, e dalla quale non sembra più esserci una via di uscita decorosa, sta mostrando tutta l’avventatezza e la pericolosità di un personaggio che oltre a fuggire dagli Epstein files, si dimostra incapace di comprendere la complessità del mondo, così come di fare un passo indietro, quantomeno per cercare di capire quali siano stati gli effetti delle scelte fatte sugli obiettivi dichiarati e su quelli non dichiarati, in primo luogo sulla volontà di impedire all’Iran di diventare una potenza nucleare.

 

Dopo avere creato il caos, preso dal panico e incapace di fare un passo indietro, alla disperata ricerca di una via d’uscita, Trump rischia di apparire come un perdente e di apparire tale sia agli amici, impoveriti e in difficoltà per le scelte avventate del presidente americano, sia ai nemici storici e ora inviperiti degli Stati Uniti.

Qual è il significato storico del fatto che un paese come gli Stati Uniti – che è in qualche modo alla guida di tutto l’Occidente – sia retto da un malato di mente? Quale radicale declino spirituale e morale prima ancora che politico può aver condotto a una simile estrema conseguenza? (da un articolo di Giorgio Agamben per Quodlibet)

Il fatto di apparire un perdente non farà certo riapparire sui media, in modalità mainstream, gli Epstein files, ma peserà fortemente sulle elezioni di Mid Term di novembre, ma soprattutto farà precipitare l’immagine degli Stati Uniti d’America in tutto il mondo per una sconfitta che appare già oggi catastrofica perché strategica e persa. Una sconfitta che è tale anche per tutto il mondo occidentale.

La sconfitta che si presenta come scenario possibile, ritenuto come il più verosimile da moltissimi studiosi di geopolitica del mondo, sarà tanto più dolorosa quanto più grande sarà l’incapacità a riconoscerne la possibilità e la portata, da parte di un personaggio che esalta l’assoluta mancanza di debolezze e non ammetterà mai di non avere ottenuto qualcosa che fortemente voleva. E non l’ammetterà neppure se la sconfitta oltre che essere americana, occidentale si presenterà anche nel suo essere mondiale e globale per gli effetti determinati sull’economia, la politica, l’ecologia, sulle società e su miliardi di individui che hanno ormai abbandonato ogni emozione positiva, finendo per accettare di vivere dentro passioni tristi ed emozioni negative. Un primo risultato della follia di questa guerra voluta da Israele è la diffusione dell’odio anti-semita che sta crescendo e continuerà a crescere, foriero di vendette e altre tragedie future.

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Che il destino dell’Occidente fosse segnato dal nichilismo è qualcosa che già Friedrich Nietzsche aveva diagnosticato, ma che il nichilismo dovesse prendere la forma della demenza [dell’incoscienza e della follia] non era scontato. (da un articolo di Giorgio Agamben per Quodlibet)

Pubblicato il 07 aprile 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

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