Giorgia & The Donald

Il recente scambio di battute tra il Premier Italiano Giorgia Meloni e il Presidente americano Donald Trump sta trasformando il loro rapporto a distanza in una serie tv carica di rinunciabili colpi di scena. Un continuo "botta e risposta" secondo il più classico copione del "c'eravamo tanto amati" che evidenzia i limiti inquietanti nella politica internazionale di entrambe le nazioni. Milioni di persone corrono il rischio di pagarne le conseguenze.

Miseratio principis

Oggi Donald Trump ha descritto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come qualcuno che lo avrebbe «implorato di fare una foto» e che gli avrebbe «fatto pena». Ho riletto la notizia, ho riflettuto sulla possibilità di un errore nella traduzione dall'inglese, ma alla fine ho riconosciuto una struttura precisa: un metodo ripetuto, con gli stessi bersagli e le stesse tecniche. Difendere la Presidente del Consiglio da un attacco straniero gratuito e inverificabile è doveroso per tutti noi italiani. Si chiama dignità nazionale.

Why bad leaders are not leaders

That is why “bad leadership” is too weak for some political behaviour. Corruption, intimidation, institutional vandalism, attacks on media and punishment of critics are not lower-quality versions of leadership. They replace leadership with personal rule.

La fogna come tribuna. Trump, Savage e la normalizzazione del disumano

Robert Reich posed a simple and devastating question this week: why did the president of the United States repost a video in which a podcaster (Savage) calls the wombs of immigrant mothers a chamber pot—a bedroom, a latrine—and accuses a Chinese American citizen of wanting to turn the country into a colony of Beijing? The answer Reich doesn't explicitly give—but the material dictates—is this: because it works. Because that's exactly what the system was built to work.

America, shame on you!

A 442 giorni dall'inizio del mandato di Donald Trump, il tasso netto di approvazione YouGov del presidente è a un record di -23: 35% approva, 56% disapprova. A questo punto, la domanda non è più cosa abbia fatto DJ Trump. La domanda è perché quasi il quaranta percento degli americani sia ancora dalla sua parte.

Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Il regime democratico

A Minneapolis, dove migliaia di cittadini protestano contro le politiche migratorie e la militarizzazione interna, due cittadini americani bianchi sono stati uccisi da agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), prima Renée Good il 7 gennaio, poi Alex Jeffrey Pretti il 24 gennaio, un infermiere di terapia intensiva partecipante alle manifestazioni, colpito mortalmente nonostante i filmati mostrino che stava solo registrando gli agenti e cercando di proteggere due manifestanti.