A cento anni dalla nascita di Michel Foucault, il suo pensiero continua a occupare un posto rilevante nel dibattito filosofico. La ragione non risiede soltanto nell'influenza esercitata dalle sue analisi sulla prigione, sulla follia, sulla sessualità o sul potere: ciò che mantiene vivo il confronto con Foucault riguarda il modo in cui ha concepito il compito della filosofia.
Negli ultimi anni della sua ricerca, tornando sul testo kantiano dedicato all'Illuminismo, Foucault riconosce l'emergere di una forma di interrogazione che assume come proprio oggetto il presente. A partire da Kant, la filosofia non si limita a chiedersi quali siano le condizioni della conoscenza o che cosa sia l'uomo; prende in esame la propria attualità, cercando di comprendere che cosa significhi appartenere a un determinato tempo storico. Foucault si colloca all'interno di questa tradizione, modificandone profondamente gli strumenti.
La sua ricerca non si propone di individuare strutture universali dell'esperienza umana, ma di ricostruire le condizioni storiche attraverso cui prendono forma i modi di pensare, le pratiche di governo e i processi di soggettivazione che caratterizzano un'epoca. Per questa ragione, la storia che Foucault scrive non è una successione di eventi né una storia delle idee. È un'indagine sulle condizioni di possibilità di ciò che oggi appare evidente.
Da questa prospettiva acquistano unità anche i diversi momenti della sua opera. Le ricerche archeologiche dedicate alla formazione dei saperi, le analisi genealogiche del potere e gli ultimi corsi sulla cura di sé e sulla parrhesia affrontano questioni differenti, ma convergono nello studio dei rapporti tra verità, potere e soggettività.
Ciò che cambia è l'angolo visuale, non il problema filosofico.
Un ruolo significativo, in questo percorso, appartiene al confronto con Kant. L'introduzione all'Antropologia, pubblicata nel 1961, costituisce uno dei primi luoghi in cui Foucault riflette sul modo in cui l'essere umano diventa contemporaneamente soggetto della conoscenza e oggetto del sapere. La questione ritorna alcuni anni dopo nelle pagine conclusive de Le parole e le cose, dove la celebre affermazione sulla possibile scomparsa dell'uomo indica il carattere storico di una determinata figura epistemica, non la fine dell'umano.
Gli ultimi corsi al Collège de France aprono un'ulteriore prospettiva. Dopo avere analizzato le forme attraverso cui gli individui vengono governati, Foucault concentra la propria attenzione sulle pratiche mediante le quali il soggetto costituisce il proprio rapporto con la verità. La cura di sé, la parrhesia e il governo di sé non introducono un tema estraneo alle ricerche precedenti: sviluppano la medesima interrogazione da un diverso punto di vista. La questione non riguarda esclusivamente il modo in cui il potere produce soggetti, ma anche le pratiche attraverso cui i soggetti lavorano su se stessi.
Questa impostazione conserva una particolare capacità di interrogare il presente. Le tecnologie digitali, l'intelligenza artificiale, la raccolta e l'elaborazione dei dati, le pratiche di classificazione e di valutazione continua non rappresentano soltanto innovazioni tecniche. Introducono forme specifiche di sapere, ridefiniscono modalità di governo e contribuiscono alla produzione di nuove soggettività. L'interesse del pensiero foucaultiano consiste nella possibilità di analizzare questi processi senza ridurli né a un semplice progresso tecnologico né a un'unica logica di dominio.
La filosofia assume così il carattere di una diagnosi dell'attualità. Interrogare il presente significa ricostruire le condizioni storiche che hanno reso possibile il nostro modo di vivere, di conoscere e di rapportarci a noi stessi. In questo senso, il lavoro filosofico coincide con un esercizio critico rivolto a ciò che siamo diventati, nella consapevolezza che ogni configurazione storica rimane contingente e, proprio per questo, suscettibile di trasformazione.
La registrazione dell'incontro "Cento anni e ancora", dedicato al rapporto tra il pensiero di Michel Foucault e la contemporaneità, è disponibile al seguente link: https://youtu.be/UpzDjKPE-wI