Maza, in greco, e quindi massa, in latino, è la farina impastata, pronta per fare il pane. Tipica consistenza che si ritrova nel latte cagliato, nella pece, nella creta, nei metalli.
Con il Cristianesimo la parola assume anche il riferimento a masse di uomini. San Paolo, nella Lettera ai Romani (9, 2) parla –come già del resto nell’Antico Testamento, di Dio come vasaio: non è forse padrone di trarre ciò che vuole dalla massa di creta?
Poi nel IV secolo sant’Ottato, vescovo di Malevi, in Numidia, parla di “massa di penitenti”. E sant’Agostino raffigura l’umanità come una “massa di peccato”, a causa del peccato originale.
Nel Medioevo si sviluppano nuovi significati, sopratutto relativi a forme economiche: riunioni di poderi chiamate masse (da cui il toponimo Massa), espressioni come massaio, ‘amministratore’, massaia, ‘donna di casa’, masserizia.
Quindi, con lo sviluppo delle scienze, si arriva in fisica, alla massa come misura distinta dalla forza e dalla velocità.
Ma rimane vivo il significato di ‘insieme di persone’, ‘folla’, ‘calca’, ‘moltitudine’. La Rivoluzione Francese esalta il valore della folla: “se lever en masse”, “levée en masse”. Danton all’Assemblea Legislativa del 28 agosto 1792 proclama: “è tempo di dire al popolo che il popolo in massa deve precipitarsi sui suoi nemici”. E nell’estate del 1793, si legge sul Journal de la Montagne: “Bisogna che il popolo si levi in massa”.
Mentre l’idea di classe distingue gruppi diversi all’interno del popolo, l’idea di massa ci parla di un insieme indistinguibile, compatto. Chi meglio di ogni altro descrive questa enigmatica forza coesiva è forse Elias Canetti, in Die Blendung (Auto da fé), 1935; e in Masse und Macht (Massa e potere), 1960. "Dal momento in cui ci si abbandona alla massa non si teme di essere toccati”. “Non c'è più alcuna differenza”. “Chiunque ci venga addosso è uguale a noi. Lo sentiamo come ci sentiamo noi stessi, all'interno di un unico corpo".
Intanto, poco dopo la metà dell’Ottocento, era ricomparso in Inghilterra il latino medium, per indicare la persona per mezzo della quale avverrebbe la comunicazione con il mondo degli spiriti.
Di mass media, plurale anglo-latino, al quale corrisponde il singolare mass medium, si scrive per la prima volta nel 1923, in testi dedicati al crescente mercato dell’advertising (la pubblicità). Non a caso: giornali, cinema, radio, televisione, rivolti alle masse, tendono a influire, uniformandoli, sui loro gusti e sui loro comportamenti.