Oggi, attorno al primo quarto del ventunesimo secolo, è prescritta ad ogni umano l'interazione con un certo tipo di macchina: una macchina che imita l'essere umano.
Imitazione: prescrizione della macchina come doppio, come immagine di sé. E come compagno.
L'interazione obbligatoria con un certo tipo di macchina, condizione imposta oggi ad ogni essere umano, è governo, dominio, controllo.
L'interazione obbligatoria con la macchina che imita lui stesso obbliga l'essere umano a conoscere sé stesso, ed ogni altro umano, attraverso imitazioni dell'umano.
L'interazione obbligatoria con la macchina che imita l'umano definisce il modo in cui ogni essere umano stabilisce e intrattiene relazioni con ogni altro essere umano.
L'interazione obbligatoria con la macchina che imita l'umano condiziona il modo in cui oggi ogni essere umano vive, intende la sua appartenenza alla natura, conosce e costruisce il mondo.
L'interazione obbligatoria con la macchina che imita l'umano è l'educazione imposta oggi ad ogni essere umano. Educazione: portar fuori dall'umano, ridurre a macchina.
Di fronte a tutto ciò, il prendersi cura che ogni umano deve a sé stesso, ad ogni umano, alla vita, alla natura, al mondo, consiste in una precisa ascesi: il considerare sé stesso come nudo e solo.
Meditazione, pratica dell'essere umano nudo e solo.
Nella nudità e nella solitudine l’essere umano pensa, intuisce, scopre, inventa, crea, si apre alla relazione. Emergono così consapevolezza e responsabilità.
La società nasce dall'incontro di esseri umani nudi e soli.
Educazione -educazione come venire alla luce- oggi necessaria. Oggi, nel tempo in cui è prescritta, obbligatoria, l'interazione con la macchina. L'educazione oggi necessaria consiste nel tornare per quanto possibile a percepire la posizione originaria in cui l’essere umano nudo e solo inizia a pensare, intuire, scoprire, inventare, creare, costruire, scegliere, agire.
Condizione necessaria per questa educazione: rinuncia, nella ricerca della posizione originaria di nudità e solitudine, ad ogni ausilio della macchina che imita l'umano.
Scholia
Solitudine e nudità: autocoscienza della condizione umana ci cui parlano in vari modi filosofia, scienze umane, letteratura, arte. Non valgono a confutare questa autocoscienza evidenze scientifiche maturate nel quadro di neuroscienze, scienze cognitive, biologia, sociobiologia.
L'invito a contemplarsi nella situazione del nudo e del solo non si fonda su evidenze scientifiche. Non è la descrizione di una necessità. E' l'affermazione di una possibilità.
Tornare a considerarsi nudi e soli non significa tornare a uno stato di natura - che non esiste, significa spogliarsi della apparenza che un potere oggi dominante impone per via digitale.
L'essere umano nudo e solo non cede all'abitudine. Non subisce passivamente il comando. Non si contenta con la ripetizione di ciò che già è stato. Non si contenta con la speranza o la certezza di un futuro. Non si contenta con la simulazione computazionale della realtà.
L'essere umano nudo e solo accoglie l'evento.
L'essere umano nudo e solo progetta macchine e sceglie quali macchine usare, quando usarle, com usarle.
Pedagogia del nudo e del solo. Non: imparare qualcosa di definito o tanto meno di definitivo. Invece: imparare a non considerare inevitabile e/o originaria la relazione con la macchina.
Nudi e soli per scegliere quale posizioni assumere in relazione con ogni altro e nella rete che tutto connette.
Solitudine e nudità come resistenza, non stasi. Ricerca della posizione soggettiva che sia disposizione verso un movimento plurale, comune.
Non siamo mai davvero nudi. Non siamo mai davvero soli. Siamo in cerca. Nudità e solitudine sono cura di sé.