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La Stultiferanavis è in viaggio da più di un anno. Lontani sono i rumori che sempre accompagnano il varo di una nave Dimenticati nella memoria di chi vi sta viaggiando sono anche i rumori della terraferma che sempre accompagnano i naviganti con l’intento di trattenerli o richiamarli a terra. Rumori identificabili in voci familiari, abitudini consolidate, certezze rassicuranti sul fatto che tutto ciò che vale sapere è già stato detto, catalogato e consegnato da qualcuno, anche in formato digitale.


In tema di metafore, e la Stultiferanavis è una metafora ricca di significati e potente, la terraferma oggi è anche quella degli “scroll” continui sugli schermi di un dispositivo tecnologico, dei feed che attraggono la nostra attenzione imprigionandola, dei contenuti che rubano tempo, attenzione e rendono quasi impossibili scelte e sguardi diversi sulla realtà. E’ una terraferma piena di crepe ma sempre più omologata dentro memi, narrazioni, comportamenti e opinioni che non chiedono nulla di difficile, ma solo di rimanere fermi, di consumare, di non sognare, di non alzare gli occhi dall’orizzonte piatto e ristretto dello schermo per quello più vasto e inquieto del pensiero.

Chi sta a terra non è necessariamente uno stupido, ha scelto la riva che offre numerosi vantaggi: niente onde o marosi, niente notti in coperta, nessuna vertigine dell’acqua profonda sotto la chiglia. Rimanendo a terra, sulla riva, non si va però da nessuna parte, non si vede nulla al di fuori di quello che non sia già visibile dal molo. Chi si mette in mare al contrario lo fa quasi per una necessità fisiologica, non per fuggire da qualcosa e verso qualcosa ma per tronare a essere sé stesso, come aveva raccontato alla perfezione Herman Melville nel suo capolavoro Moby Dick.

La Stultifera Navis è salpata dallo stesso porto, con il suo carico di folli, ritenuti tali perché capaci di vedere ciò che i “sani” non sono in grado di vedere, perché impegnati a nominare e raccontare ciò che è scomodo nominare, perché impegnati a liberarsi dalle catene del consenso del porto sicuro, perché capaci di una scelta libera come atto di follia. Un atto di lucidità ostinata, di resistenza al pensiero già (pre)confezionato, di fedeltà alla complessità del mondo e contro la sua riduzione a vuoto storytelling e a semplice slogan o meme.

Chi va per mare sa che il mare non si possiede, lo si può solo frequentare, non vi si installa, lo si percorre con fatica e con gioia, ci si smarrisce e ci si ritrova, e ogni volta si riparte quasi da capo. Sul mare non si mente mai (lo diceva Joseph Conrad), perché in mare la finzione dura poco. Inutile dichiararsi esperto, meglio essere sempre disposti a imparare dalla traversata, dagli elementi, dai compagni di viaggio e dalle proprie esperienze.

La Stultifera Navis non ha nulla di stabile, di preconfezionato o predefinito, non ha neppure una destinazione fissa o porti di attracco, questa è la sua natura più autentica, la sua promessa più onesta. Richiama altri viaggi per mare, come quelli di Cristoforo Colombo o Magellano che andarono per mare aprendo a nuovi territori che non stavano sulla carta e senza volere confermare ciò che si sapeva già.

La Stultifera Navis è il viaggio stesso, un progetto nel suo continuo presentarsi, mai terminato, sempre in movimento, aperto, democratico, culturale e intellettuale, transdisciplinare, fondato sulla comunità degli Autori che si sono imbarcati sulla nave.

La navigazione non dipende da meccanismi, automatismi, algoritmi, è legata alle scelte dei naviganti, alle loro attività di scrittura, alla fatica di un pensiero che non cerca facili gratificazioni o semplici “prime” risposte a un “prompt”, che non confonde la velocità con la profondità. Il cervello che agisce sulla nave non è quello ormai cognitivamente ibridato dallo scroll tecnologico e dagli algoritmi delle piattaforme, ma quello più lento, più connesso, più capace di empatia e di sintesi, più disposto al testo lungo e articolato, al paragrafo impervio, a testi che non si lasciano riassumere in tre punti, neppure con l’aiuto di una IA.

"Il vento si alza, bisogna tentare di vivere." (Paul Valéry)

Dal suo varo la Stultifera Navis ha visto crescere ogni giorno gli Autori a bordo, ormai più di 200, ed è aperta a imbarcarne molto altri. L’invito non è aperto a tutti, alla folla, non abbiamo alcun interesse a promuovere campagne di acquisizione generalizzata. Il nostro è un invito preciso, rivolte a persone precise, e questa persona potresti essere tu che stai leggendo questo testo ora e sei arrivato fino a qui. L'invito è rivolto a chi abbia la sensazione, crescente e difficile a ignorare, che il rumore del porto, della terraferma, compreso quello del brusio perenne degli schermi, sia ormai diventato insopportabile. È rivolto a chi sente che qualcosa si è perso nel passaggio dalla lettura profonda alla fruizione rapida, dalla riflessione al commento, dal pensiero alla tendenza. Si rivolge a chi scrive, o vorrebbe scrivere, a chi lo fa non per ottenere visibilità, ma perché ha qualcosa da dire che merita più di centoquaranta caratteri. Si rivolge anche a chi legge, o vorrebbe leggere, non per consumare, ma per cambiare qualcosa nel modo in cui guarda il mondo.

La Stultifera Navis non offre comfort. Offre una interessante, composita e intellettualmente ricca compagnia di traversata. Offre la possibilità di mettere qualcosa nel baule, un testo, un'idea, una domanda, e di trovare, nel baule, qualcosa che qualcun altro ha lasciato lì per te.

Non è una nave grande. Non ha bisogno di esserlo. Le navi che hanno cambiato la cartografia del mondo erano spesso piccole, mal equipaggiate, guidate da persone che non sapevano esattamente dove stessero andando ma erano assolutamente determinate ad andarci.

Il mare è là fuori. La terraferma è sempre disponibile, per chi vuole tornare.

Ma se sei arrivato fin qui, forse è perché una parte di te ha già sciolto gli ormeggi.

Sali a bordo. La traversata è appena cominciata.

Pubblicato il 11 aprile 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

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