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Investire e sperimentare nella guida autonoma? Perché andare in cerca di automobili che si guidano da sole? Questo trend tecnologico -che aveva numerosissimi sostenitori fino al 2020 circa- è stato poi messo in secondo piano dal gran successo dell''intelligenza artificiale generativa'. Ma continua a covare sotto la cenere.
Esponenti politici della sinistra italiana si fanno oggi, 2026, promotori della diffusione in Italia e in Europa di questa tecnologia. A che pro? Perché le Pubbliche Amministrazioni italiane dovrebbero investire risorse in infrastrutture per la 'guida autonoma? E' questo che serve a Milano, a Roma?
In tempi anche non lontani, gli stessi esponenti politici della sinistra sostenevano il trasporto pubblico. Ora la guida autonoma.
Si ricordi che la guida autonoma esige l'adattamento del suolo pubblico: semplificando, ma non troppo, l'auto a guida autonoma non viaggia sulla strada, ma sulla mappa digitale di Google.
In realtà è difficile mostrare l'utilità di questa tecnologia. Ed è per converso abbastanza facile portare alla luce riflessioni critiche.
Quindi ripubblico senza nessuna modifica un testo che ho scritto nel 2020.

L'essere umano è un individuo. Gode di una sfera privata. Cerca una propria libertà. E' dotato di un carattere che lo distingue da qualsiasi altro essere umano. Certo, tende all'appartenenza, alla vita sociale. Ma nasce come vita unica e irripetibile. Noi esseri umani non abbiamo bisogno di nessuna delle discipline in cui si è si segmentata la scienza per ricordarci chi siamo. Certo ascolteremo la voce degli scienziati, purché essi non pretendano di convincerci -come nel misero estremo caso di Pentland- che non siamo niente più che api di un alveare. Prima di ogni scienziato, di ogni guardiano, di ogni tecnico, di ogni macchina, ci parla, nel dirci chi siamo, la voce delle narrazioni che hanno accompagnato l'essere umano dalle origini. La voce dei filosofi, anche, ma innanzitutto la voce del mito, del sacro, degli anziani e dei saggi, dei grandi poeti.

Basta ricordare Dante e del suo parlarci dell'“essere conoscente”.1 La conoscenza è per l'essere umano un atto personale, in cui ognuno mette in gioco sé stesso. “Io ti conosco”.2 “Guardere' io, per veder s'i' 'l conosco”.3 “Questa favilla tutta mi raccese/ mia conoscenza”.4 Fino alla celebre immagine di Ulisse che parla agli uomini che lo accompagnano: “Considerate la vostra semenza:/ fatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir virtute e conoscenza".5 “Semenza”: il seme che contraddistingue l'essere umano, e che lo rende diverso dai “bruti”: esseri viventi non umani. La conoscenza è sempre accompagnata dalla virtù: saggezza, senso del limite. “Quell'uomo che parte, pieno di ardore, verso il mare ignoto della conoscenza, conscio della dignità suprema che distingue l'uomo dai bruti, non solo somiglia a Dante, ma è Dante stesso”.6

Quell'essere umano è ognuno di noi, ognuno in viaggio nella nostra vita. L'Ulisse di Dante invita ogni essere umano ad essere in viaggio, con prudenza e con fiducia, guidando sé stesso.

Macchina per eccellenza

Marinetti e Le Corbusier all'inizio del secolo scorso celebravano la macchina. Macchina per eccellenza era l'automobile. Ma in ogni immagine poetica di Marinetti, come nelle fotografie che illustrano Vers une architecture di Le Corbusier, il luogo centrale della macchina è il sedile sul quale siederà l'essere umano. L'essere umano siede sopra alla potenza della macchina, la considera al suo servizio, affidata alla sua responsabilità. Di fronte al sedile sta il volante, il mezzo tramite il quale guida la macchina. Il volante è il moderno erede del timone. In latino gŭbĕrno, in greco κυβερνάω: 'governo', 'dirigo', 'guido', 'reggo'. L'arte del pilota è simbolo dell'arte del governo.

Alla metà del secolo, però, agli albori dell'Era Digitale, Norbert Wiener riprende la parola greca per coniare il neologismo cybernetics. Wiener assimila i sistemi biologici, meccanici e elettronici. L'essere umano è ridotto a sistema tra sistemi. La parola governo, che predicava libertà e responsabilità dell'essere umano, serve ora a definire l'autogoverno di una qualsiasi macchina.

L'automobile si chiamava così perché si muoveva senza bisogno dei cavalli, sostituiti da un motore costruito dall'essere umano, e al suo servizio.

Ma ora il sogno di Turing e di Wiener si realizza in una macchina dove la parte essenziale non è più il motore che fornisce la potenza. La parte essenziale è un computer, una macchina digitale che governa la macchina al posto dell'essere umano. Si annuncia l'avvento dei Self-Driving Car, Autonomous Vehicle (AV), Connected and Autonomous Vehicle (CAV). Il progetto è impedire al singolo essere umano di guidare sé stesso. Sei povero di senno, sei incapace, lascia a noi la responsabilità per te troppo pesante, lasciati guidare da noi - ripete ogni Guardiano, ogni Tecnico. Ed ecco che ora, simbolicamente, si insiste per togliere il volante all'automobile.

Eliminare il volante e i pedali

L'agenzia di notizie Reuters, al termine del 2019, rende noti i colloqui in corso tra Mary Barra, Chief Executive Officer della General Motors e Elaine Chao, Segretaria ai Trasporti del Governo degli Stati Uniti. Si tatta delle resistenze della National Highway Traffic Safety Administration che tarda nel concedere il permesso di circolazione a automobili prive di volante e di pedale del freno. Varie e fantasiose sono le argomentazioni dei sostenitori dell'innovazione: “Eliminare volante e pedali creerebbe ulteriore spazio e consentirebbe interni più creativamente progettati”. Ma Elaine Chao ammette: “Penso che la questione sia molto più complessa di quanto dicono con facile ottimismo tanti sostenitori”.7Non si tratta nemmeno di progetti nuovi.

E' un sogno coltivato fin da quando se ne discusse al General Motors Symposium, nel 1984. Già si discettava di “Human behavior and traffic safety”, e si cercava la soluzione in modelli “cognitivi, completi, computazionali”.8 Forse i tecnici non si rendono sempre pienamente conto delle loro azioni. Ma allora come ora l'intento è sostituire l'essere umano con una macchina. L'ultimo automobilista sarà l'automobilista che ha insegnato all'automobile a guidarsi da sola.

L'essere umano è forse incapace di prendere cura di sé stesso?

Il tecnico, dimenticando di essere umano, considera l'essere umano incapace. Si prende a prova di ciò la frequenza degli incidenti automobilistici, il loro numero, le conseguenze mortali. Si portano dati impressionanti: circa 1,35 milioni di esseri umani muoiono ogni anno.9 Facile usare questi numeri per togliere a donne ed uomini il volante. Ma la ricerca della sicurezza non è che una scusa. Non ci sono infatti progetti per intervenire dove gli incidenti sono più numerosi, nel traffico interurbano e in paesi come la Turchia. I progetti in vista dei quali si muove l'amministratrice delegata della General Motors, come i vertici di Alphabet -la casa madre di Google- sono più modesti. Riguardano i veicoli prodotti da Cruise, sussidiaria di General Motors, e Waymo, società del gruppo Alphabet, e Uber. Veicoli destinati a viaggiare in territorio urbano, in zone attrezzate con appositi sensori. Dal punto di vista del business, solo un tentativo di sostituire taxi e mezzi pubblici. Ma intanto si vuole imporre l'eliminazione del volante.

Il dato più significativo, dal quale partire, è il numero dei veicoli a motore in circolazione. Stime del 2014 parlano di 1,2 miliardi, e si suppone che nel 2035 supereranno i 2 miliardi.10

L'essere umano ha camminato a piedi, poi ha usato la potenza del cavallo. Camminare vuol dire stare in relazione con altri esseri umani, formare una rete di soggetti in movimento. La percezione del proprio corpo, le abilità acquisite, il senso di responsabilità portano gli esseri umani a camminare insieme senza cozzare l'uno con l'altro. Anche l'essere umano cavaliere si muove in armonia con l'altro cavaliere, con il pedone viandante. E così gli esseri umani hanno continuato a fare quando sono diventati automobilisti. E oggi un miliardo e duecento milioni di persone si muovono ognuna alla guida della propria vettura. Eppure si muovono in armonia, governando la potenza di cui dispongono, rispettando ogni altro automobilista, ciclista e pedone. Raramente scontrandosi o andando fuori strada o investendo l'altro. Certamente ogni essere umano è chiamato a fare il possibile per diminuire il numero e la gravità degli incidenti con un più alto senso di responsabilità, una sempre più attenta educazione. Certamente i tecnici sono chiamati a fare il possibile per rendere le vetture e le strade più sicure. Ma invece i Tecnici e vari portatori di interessi vogliono ora imporre ai cittadini la rinuncia ad essere alla guida. Vogliono imporre che gli esseri umani in azione non siano connessi tra di loro tramite le proprie menti, ma tramite un codice straniero, definito da un superiore Governo.

L'essere umano è così obbligato a non far uso dei propri saperi e della propria saggezza. Chi toglie il volante all'essere umano non salva la sua vita. Toglie il senso alla sua vita, la possibilità di assumersi responsabilità, di fare esercizio di saggezza. Questo è l'inganno nascosto dietro l'espressione Intelligenza Artificiale. Togliere all'essere umano il volante.

Quali macchine sono necessarie all'essere umano?

E' scivoloso ogni ragionamento teso a sostenere che le macchine digitali, macchine potenzialmente autonome, forniscono aiuto all'essere umano. Ma è difficile dire in cosa consista veramente l'aiuto: espansione di doti che l'essere umano possiede, integrazione delle doti dell'essere umano con altre capacità... Esiste poi un confine sottile tra aiuto e sostituzione. E anche la macchina in grado di fornire aiuto può essere dannosa per l'essere umano: lo porta ad impigrirsi, depotenziarsi, ad atrofizzare la capacità di apprendere, di trovare soluzioni, di assumersi responsabilità.

Ogni macchina digitale non è uno strumento posto nelle mani dell'essere umano, non è un mezzo che l'essere umano può plasmare a sua misura. La macchina digitale funziona in base ad un un sistema di regole che l'essere umano ignora, e che è costretto ad accettare. Anche se fosse istruita dai più saggi filosofi, anche se esprimesse un superiore criterio di giustizia, la macchina digitale annichilirebbe l'essere umano-cittadino. E' una macchina politica che risponde a questo disegno: trasformare il libero cittadino in un suddito.

Conviene dunque mantenersi nella posizione del cittadino orientato ad assumersi responsabilità. Tenendo a mente la metafora, è possibile chiedersi di caso in caso: mi stanno lasciando in mano il volante, o me lo stanno togliendo? Sono alla guida o mi è stata tolta la possibilità di guidare?

1Dante, Convivio, Trattato primo, V.

2Dante, Divina Commedia, Canto VIII, Inferno, 37-40.

3Dante, Divina Commedia, Canto XI, Purgatorio, 53-58.

4Dante, Divina Commedia, Canto XXIII, Purgatorio, 46-48.

5Dante, Divina Commedia, Canto XXVI, Inferno, 118-122.

6Anna Maria Chiavacci Leonardi, “Introduzione al XXVI canto”, in Dvina Commedia, a cura di Anna Maria Chiavacci Leonardi, volume primo: Inferno, Mondadori, Milano, 1991, p. 762.

7Reuters, “Exclusive: U.S. talks with GM over deploying self-driving cars without steering wheels”, Business News, December 20, 2019.

8John A. Michon, “A Critical View of Driver Behavior Models: What do we know, what should we do?”, in Leonard Evans and Richard C. Schwing (Eds.), Human Behavior and Traffic Safety, Plenum Press, New York, 1985, pp. 485-520. [Atti del General Motors Symposium, 23-25 settembre 1984, presso GM Research Laboratories, Warren Michigan].

9Organizzazione mondiale della sanità (OMS), 7 February 2020. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/road-traffic-injuries.

10Navigant Research Report, 2014.

Pubblicato il 25 settembre 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

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