NOVITA'[1780]
Prepararsi a (morire) invecchiare
“Entrarono nella camera, si spogliarono e quel che era scritto cha sarebbe accaduto, infine accadde, e un’altra volta, e un’altra ancora. Lui si addormentò, lei no. Allora lei, la morte, si alzò, aprì la borsetta che aveva lasciato in salotto e prese la lettera coloro viola. Si guardò intorno come se stesse cercando un posto dove lasciarla […] non lo fece. Andò in cucina, accese un fiammifero, un umile fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo, ridurlo a una polvere impalpabile […] invece era il fiammifero di tutti i giorni che faceva bruciare la lettera della morte, quella lettera che solo la morte poteva distruggere. Non rimasero neanche le ceneri. La morte tornò a letto, si abbracciò all’uomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno dopo non morì nessuno”.