The rise of feral states in cyber chaos

Progress toward a better future is a notion about time, but emerged from a feeling of spaciousness.  At the end of the 19th Century, European peoples confronted the end of their capacity to expand spatially into other parts of the world.  It was the end of the Age of Empires and the end of the Frontier for Americans.  Optimistic expansionism was undaunted, however, and the 20th Century opened with a new version: a future paradise based on a combination of technology with social science and political-economic nostrums.  As the Century closes, we are facing the exhaustion of that world view.  The frontier of time is closing.  The 21st.  Century is dawning on the end of the future.

Il nostro rapporto tossico con il tempo

Tendiamo a riempire le nostre case di oggetti, il nostro tempo libero di relazioni e di attività di vario tipo. Il tempo “improduttivo” ci sembra sprecato e ci è più facile ragionare in termini di spazi vuoti e spazi pieni. Eppure, quel vuoto che tanto ci spaventa è un contenitore di potenzialità inesplorate.

Il culto dell’incompetenza artificiale. Ovvero: perché paghiamo per strumenti che ci fanno lavorare di più.

A volte il pensiero critico non serve a distinguere il vero dal falso, ma il lecito dal dicibile. In certe aziende — come in certi tempi — si misura la fedeltà di un dipendente non dal lavoro che fa, ma da ciò che evita di pensare. Mi è capitato, anni fa, di firmare un contratto che vietava di scrivere articoli sull’open source. Un modo elegante per ricordarmi che la libertà di pensiero è sempre proprietaria. Da allora ho imparato a riconoscere la stessa logica ovunque: nelle piattaforme che ti chiedono di “ottimizzare il tempo”, negli algoritmi che pretendono di “aiutarti a pensare”. Questo saggio nasce da lì — da quella piccola amputazione volontaria — e dall’intuizione che l’intelligenza artificiale, oggi, ripropone su scala planetaria lo stesso meccanismo: ti offre libertà solo se resti dentro la sua gabbia semantica.

Non è il tempo che ci manca

Questo testo è stato tratto dal mio libro 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬. Riflessioni brevi, pensieri critici, punti di vista non conformistici e visioni politicamente scorrette.