NOVITA'[1641]
Non siamo Nati Cyborg: una riflessione stultifera in forma di recensione
Una recensione critica che nasce come reazione a unโaltra tecno-ottimista pubblicata sulla nave sul libro di Claudo Paolucci: ๐๐๐ญ๐ข ๐๐ฒ๐๐จ๐ซ๐ . ๐๐จ๐ฌ๐ ๐ฅโ๐ข๐ง๐ญ๐๐ฅ๐ฅ๐ข๐ ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ซ๐ญ๐ข๐๐ข๐๐ข๐๐ฅ๐ ๐ ๐๐ง๐๐ซ๐๐ญ๐ข๐ฏ๐ ๐๐ข ๐๐ข๐๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ซ๐ ๐ฎ๐ฆ๐๐ง๐จ. Una recensione scritta come autore di ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ โ ๐๐ซ๐๐ญ๐ข๐๐ก๐ ๐ฎ๐ฆ๐๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐๐ซ๐ ๐๐ฅ ๐ฆ๐๐ญ๐๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐จ, un libro nel quale ho messo al centro della riflessione la scomparsa del corpo, del volto (non della faccia che รจ ovunque) e dello sguardo (ormai sempre chino), celebrando un Nostroverso incarnato, per chiamare alla resistenza dellโumano, contro la (pre)potenza della macchina. Per questo e altro non ho potuto resistere a condividere una riflessione stultifera critica sul libro di Claudio Paolucci. Il libro parla dellโIA come di uno specchio che rivela chi siamo, di una rivelazione del funzionamento dellโintelligenza umana, dentro una continuitร evolutiva, di come noi, siamo cyborg per natura. Paolucci vede lโibridazione come costitutiva dellโumano, io parlo dellโibridazione tecnologica come di una potenziale alienazione. Quello che segue รจ il tentativo di riaffermare gli argomenti del mio libro evidenziando ciรฒ che, del libro di Paolucci, non mi ha convinto e non mi sento di condividere.
Vedere l'invisibile: progettare workflow come radiotelescopi organizzativi
Questo saggio propone un framework teorico originale per la progettazione di workflow che integra la semiotica organizzativa di Karl Weick, i pattern formali di Wil van der Aalst, il design centrato sull'umano di Donald Norman e il pensiero sistemico di Donella Meadows. L'obiettivo รจ rifondare concettualmente la disciplina della workflow design, liberandola dalla prigione del "management scientifico" taylorista e restituendole la sua vera natura: uno strumento di sensemaking collettivo.