NOVITA'[1590]
Corrado Bagnoli - L'ultimo ring
Una recensione del romanzo di Corrado Bagnoli "L’ultimo ring," tratto dal poema, dello stesso autore, "Fuori i secondi" e necessariamente ampliato con altri personaggi – nel quale è protagonista Augusto, promettente pugile nella Brianza degli anni Cinquanta, con un’infanzia povera alle spalle e nel cuore il desiderio di lottare costantemente per il proprio futuro.
Non siamo Nati Cyborg: una riflessione stultifera in forma di recensione
Una recensione critica che nasce come reazione a un’altra tecno-ottimista pubblicata sulla nave sul libro di Claudo Paolucci: 𝐍𝐚𝐭𝐢 𝐂𝐲𝐛𝐨𝐫𝐠. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨. Una recensione scritta come autore di 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 – 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨, un libro nel quale ho messo al centro della riflessione la scomparsa del corpo, del volto (non della faccia che è ovunque) e dello sguardo (ormai sempre chino), celebrando un Nostroverso incarnato, per chiamare alla resistenza dell’umano, contro la (pre)potenza della macchina. Per questo e altro non ho potuto resistere a condividere una riflessione stultifera critica sul libro di Claudio Paolucci. Il libro parla dell’IA come di uno specchio che rivela chi siamo, di una rivelazione del funzionamento dell’intelligenza umana, dentro una continuità evolutiva, di come noi, siamo cyborg per natura. Paolucci vede l’ibridazione come costitutiva dell’umano, io parlo dell’ibridazione tecnologica come di una potenziale alienazione. Quello che segue è il tentativo di riaffermare gli argomenti del mio libro evidenziando ciò che, del libro di Paolucci, non mi ha convinto e non mi sento di condividere.
Meglio cyborgs che imbecilli
Contrariamente a quanto sostiene tanta retorica antropocentrica che ci vorrebbe sempre “al comando”, essere cyborgs ci aiuta a capire il mondo più di quanto potremmo fare senza i nostri bastoni protesici.
La lettura come pasqua intellettuale: un rinascere del pensiero
In questa Pasqua celebriamo la possibilità di rinascita che i libri ci donano. Lasciamo che le parole degli autori risveglino il nostro intelletto assopito. Permettiamo alla lettura di scuotere la nostra mente e di aprirla a nuove possibilità di pensiero.
Avvisi ai naviganti. Daniele Del Giudice tra cura delle parole, sguardi obliqui e lavori ben fatti
E un compito che uno potrebbe darsi, un compito solo per sé, i compiti valgono solo per quelli che ognuno dà a se stesso, non per quelli che dà agli altri, potrebbe essere proprio quello di trovare un modo di essere persona, oggi, in questo luogo, in questo tempo, in una nuova relazione con tutti gli altri e con quello che ci circonda.
Note a margine di Cecità (Saramago)
La storia degli umani è una storia di contrasti e di guerre che sembra non avere mai fine… È forse una scacchiera l’esistenza? compito dei giocatori è muovere le pedine per vincere e annientare l’altro? il bianco trionfa e il nero soccombe… oppure è il nero a dominare. Ma… la scomparsa dell’uno non rende nullo anche l’altro? Pensiamoci: intanto possiamo dire “bianco” in quanto esiste il “nero” la distruzione dell’opposto non è la soluzione... così finirebbe la storia umana! Cogliere l’unità dei contrari nell’orizzonte del divenire: è questo il segreto svelato da Eraclito. La vita non è forse trasformazione continua? E la parola, sì la parola, non apre uno spazio di confronto tra gli umani e non fa emergere la possibilità di un cambiamento in noi e nell’altro? Le parole danno forma al mondo…
Le cose da dentro
Una breve ma utile recensione al libro di Marco Siniscalchi e sua figlia Marzia dal titolo: Le cose da dentro. Un libro che prova a mostrare come eventi e comportamenti determinano un mondo di scarsa soddisfazione, facili lamentele, poca relazione. Il mondo descritto è quello volatile, incerto, complesso, ambiguo, agitato come una sfera di neve-souvenir, in cui pochi sono in grado di descrivere come sarà il disegno, una volta caduta tutta la neve. Il momento che viviamo è complicato, ma propizio, e mettere le persone in primo piano è necessità ampiamente condivisa. Il libro invita a ricercare il dialogo, in particolare fra le generazioni, tra Senior analogici e Junior digitali.