Go down

Le iniziali delle tre parole che compongono questa lirica sono un chiaro riferimento ai LLM. Non dovrei sottolinearlo, ma mi preme che non sfugga. Anche perche' questa poesia  rivendica fortemente  l'importanza di tornare ad usare il linguaggio (parlato e scritto) in quanto riflesso di un pensiero naturale, umano e critico. La lingua materna è quella che ci mantiene umani.

LA LINGUA MATERNA

 

La volgare eloquenza

non è il rozzo sproloquio 

di stocastici pappagalli

dai becchi impastati

di involuzione filologica.

La lingua nobile 

è quella naturale

disse l'esule;

nasce prima nella mente

per chi la tiene ancora

ardentemente accesa.

La mutevolezza è segno

di vitalità cerebrale

perché le figure retoriche

non sono allucinanti figuracce.

Aggrappati alle metafore

si dà la scalata

ai versanti anche impervi

dell'esperienza,

godimento superiore

al rotolare senza ostacoli

lungo la livellata pianura.

L'altra lingua, adulterina

è, piuttosto, artificiale

piegata su sé stessa

come una piadina

senza farcitura;

tende all'omogenea riedizione

di faziosi déjà vu

con cui, atrofizzati plagiari

redigono scialbe sinossi 

di sé stessi, intrappolati

tra anemia morale

e amnesia spirituale.

 

Pubblicato il 31 marzo 2026

Leonardo Lastilla

Leonardo Lastilla / PhD, MA Intercultural Education, Professor of Italian language and literature, Food and Culture, Wine, Travel writing, History. Certified in Teaching Italian as a foreign language. Published author of literary works.

https://leonardolastilla.wordpress.com/