Go down

Una notizia di oggi -una falla nel software che può essere usata per attacchi malevoli svolti tramite l'uso di 'intelligenza artificiale'- invita a riflessioni che portano lontano. Parlare di tecnologia e di artefatti computazionali è, forse, un modo per evitare di parlare di noi stessi. La nostra forza consiste proprio nell'essere consapevoli della nostra debolezza.
Sappiamo che ogni nostra costruzione è imperfetta.
La protezione dal rischio implicito nella debolezza di ogni costruzione umana risiede innanzitutto nella consapevolezza di questa imperfezione.
Cedendo la costruzione degli artefatti a 'intelligenze artificiali' perdiamo la percezione della nostra debolezza.
E cedendo a intelligenze artificiali la tutela degli artefatti, perdiamo la percezione del pericolo, la capacità di intuire il rischio e di esercitare cautela.

I web master del 70% dei siti web in questo momento sono al lavoro per tappare una falla. Detta: PHP2 Shell.

Un ricercatore di una società di sicurezza informatica californiana, nell'ambito del programma 'Patch the Planet' finanziato da OpenAI, mirato a mettere in sicurezza il software open source, ha scoperto che una falla -nota da tempo- nella logica del motore di runtime di PHP, riguardante la gestione della memoria e degli errori fatali, può oggi essere usata per attacchi malevoli svolti tramite l'uso di AI.

Dunque arriva l'invito: tutti subito al lavoro per tappare la falla!

Ma ad essere malevolo è sopratutto l'invito.

Si tratta in realtà di allarmismo e di pubblicità mascherata. Che nasconde questo messaggio:

"Il software scritto da umani è intrinsecamente debole; per metterlo in sicurezza non bastano più gli umani, dovete acquistare le licenze Open AI.

Ed in seguito dovete smettere di programmare e dovete cedere il lavoro di programmazione ad un tool Open AI".

Dire: 'siccome ormai l'AI c'è, non si può fare altrimenti', è arrendersi all'impoverimento implicito nel considerare inevitabile l'interazione obbligatoria con l'IA. Accettato questo, l'autonomia dell'umano diminuirà passo dopo passo. Sottoporremo al vaglio dell'IA ogni nostra attività ed ogni risultato dell'attività e scopriremo in ogni caso falle.

NOI UMANI SIAMO DEBOLI.

LA NOSTRA FORZA CONSISTE PROPRIO NELL'ESSERE CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA DEBOLEZZA.

Il rischio e l'incertezza continueranno ad esistere -perché sono impliciti nella natura e nella vita- ma nel frattempo noi umani avremo via via perso autonomia e fiducia in noi stessi e capacità di affrontare il rischio. E vedremo definite le priorità dell'azione dall'Intelligenza Artificiale.

Oggi in questo istante tutti i gestori di siti web del pianeta stanno intervenendo sul codice php.

L'Intelligenza Artificiale -ed i suoi Padroni umani- decidono per noi.

Ciò che serve è coltivare la capacità di pensare e agire (e scrivere codice) senza ricorrere all'intelligenza artificiale.

Solo così potremo adoperare l'intelligenza artificiale in modo saggio.

Solo così potremo continuare a contribuire a costruire il mondo.

Qualcuno ha commentato questo testo

Qualcuno ha commentato questo testo, che avevo pubblicato su Linkedin, scrivendo quanto segue:

AI non può essere che maligna... Se programma, programma male. Se trova buchi lo fa per cattiveria. Se scrive i post ti brucia la testa. Se ti aiuta a lavorare vuol solo farti licenziare. No no no, figurarsi, se è AI può essere solo il diavolo.

Che bello essere un intellettuale e aver sempre ragione e intanto avere un nemico, l'AI, che ha sempre torto! Oddio no, ci deve essere sotto qualcosa anche in questo!

Mi provoca una gran tristezza controbattere a tali argomenti. Infatti su Linkedin mi astengo dal farlo. Mi dispiace osservare la difesa accanita della cosiddetta 'intelligenza artificiale'. Già oggi non riusciamo a farne a meno? Ci preoccupa forse non averla a disposizione?

Ma in fondo ringrazio questo commentatore. Le sue parole mostrano come ci viene comodo parlare di questa cosa: è un modo per non parlare di noi stessi. Le colgo come invito a pensare a noi stessi. E a dire:

Noi umani siamo deboli.
La nostra forza consiste proprio nell'essere consapevoli della nostra debolezza. 

Sappiamo che ogni nostra costruzione è imperfetta.
La protezione dal rischio implicito nella debolezza di ogni costruzione umana risiede innanzitutto nella consapevolezza di questa imperfezione.

Cedendo la costruzione degli artefatti a 'intelligenze artificiali' perdiamo la percezione della nostra debolezza.

E cedendo a 'intelligenze artificiali' la tutela degli artefatti, e dei rischi da loro provocati, perdiamo la percezione del pericolo, la capacità di intuire il rischio e di esercitare cautela. 

Pubblicato il 22 ottobre 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

https://www.stultiferanavis.it/gli-autori/francesco