Go down

Invitato da un amico ho compiuto il tentativo di aggiungere valore ad una narrazione attraverso immagini generate da una qualche intelligenza artificiale generativa.
Ho concluso che è meglio affidarsi alla pura narrazione. Al racconto espresso in parole scritte.
'Stultifera Navis' infatti ha scelto questa via: niente immagini. Trovate qui sulla 'Stultifera Navis' il racconto intitolato 'A Empty Shell. O Torino distopica'.

Mattinata sprecata oggi. Ho dato retta a un amico di cui mi fido. Mi aveva detto: 'Guarda che quel tuo racconto distopico di Torino postindustriale e ludico-onirica guadagna molto se illustrato. Per un racconto come quello sono perfette immagini GenAI'.

Mi sono dato da fare. Ho dato in pasto il testo a varie GenAI per sintetizzarlo in prompt. Ho dato in pasto i prompt a diverse GenAI. Risultati dimolto deludenti. 

Potrei ricorrere a un bravissimo illustratore che conosco, ma perché mai?

Stimolato dall'amico mi ero avvicinato all'esperimento con grandi attese. Ma ora torno a pensare che il testo si regge benissimo senza illustrazioni. Le immagini riducono il campo di ciò che leggendo sicuramente saprete immaginare.

Mi restano questi prompt prodotti da una GenAI, destinati a descrivere aspetti salienti del testo all'AI capace di generare illustrazioni. Certo, sono testi scritti da una macchina per parlare ad una macchina, fredde indicazioni. Ma già che ci sono ve ne copio qui qualcuno.

Prompt

Un uomo anziano, severo ma riflessivo, che somiglia a Giorgio Chiellini. È vestito in modo elegante, in piedi su una scogliera rocciosa dell'Isola d'Elba. Al tramonto, osserva una vista lontana di una Torino distopica: il grattacielo San Paolo è una torre fatiscente e arrugginita, mentre i capannoni industriali vuoti si estendono all'orizzonte. L'atmosfera è malinconica ma potente. Stile fotorealistico, con illuminazione drammatica.

Una veduta aerea di una Torino futuristica, intorno al 2072. Le ex fabbriche come il Lingotto e Mirafiori sono state trasformate in musei a tema. Il grattacielo San Paolo è una rovina arrugginita e un'attrazione turistica. In primo piano, la stazione di Porta Susa è sovrastata da un'enorme statua colorata del magnate dei videogiochi John Linden. Sullo sfondo, il resto della città sembra una vasta e silenziosa distesa archeologica di un'epoca passata. Stile visuale che mescola l'archeologia industriale con elementi cyberpunk.

L'interno di un'enorme sala giochi sotterranea a Porta Susa. Lo spazio, volutamente in penombra, è illuminato solo dal bagliore colorato degli schermi arcade e dei dispositivi immersivi di realtà virtuale. Centinaia di persone, turisti e "game addict", giocano freneticamente, immersi in un'euforia digitale. L'aria è densa di luce e rumore. Lo stile visivo è iper-reale e saturo, come in un film di fantascienza degli anni '80, con una sensazione claustrofobica.

L'interno della storica palazzina del Lingotto, trasformata in un museo futuristico e surreale nel 2072. Al centro della stanza, un ologramma luminoso e leggermente trasparente di Sergio Marchionne, che indossa il suo iconico maglione blu scuro, è in piedi su un piedistallo, mentre recita un discorso. La sala è piena di grandi display LED che mostrano grafici finanziari in ascesa. I visitatori sono in adorazione, come in un luogo di culto postmoderno. Stile: realismo digitale con elementi fantascientifici.

Un'immagine che mostra il contrasto tra una persona annoiata seduta su un divano in un appartamento anonimo, che fissa uno smartphone, e un'immagine onirica sovrapposta: la persona si immagina in viaggio verso una Torino futuristica e luminosa, piena di sale giochi e monumenti surreali (statue di manager/ologrammi). L'atmosfera cattura il concetto di "Webfare" e "pagati per giocare". Stile: collage digitale surreale con colori vivaci.

Un'aula universitaria anfiteatro moderna e prestigiosa (come Harvard o Bocconi), piena di giovani neolaureati in MBA. Tutti i laureati, uomini e donne, indossano identici maglioni di lana blu scuro (il "Marchionne's sweater") sopra camicie e cravatte. Stanno in cerchio attorno alla cattedra, lanciando in aria un docente festante che indossa un maglione con scritto "Marchionne for a day". L'atmosfera è celebrativa, quasi tribale (un "haka"), e surreale. Stile: fotorealismo con un tocco satirico.

Un fotomontaje surrealista de la Turín distópica en el año 2072. En primer plano, el imponente pero oxidado y desvencijado rascacielos de San Paolo se alza como una "concha vacía" (empty shell). En el cielo turbio, como una aparición luminosa y fantasmal, se proyecta un holograma gigante de Sergio Marchionne, vestido con su icónico suéter azul de lana, sonriendo triunfalmente. Alrededor del rascacielos y en el cielo hay eslóganes flotantes: "The Leisure Economy is the embodiment of the hope that someday we could all get paid to play games" y "Lasciate ogni lavoro voi che entrate". El estilo visual es una mezcla de realismo distópico, estética cyberpunk y un toque de sátira.

Commento ed invito

Non so se queste descrizioni vi dicono qualcosa. A me no. Ma forse sono fuorviato dal fatto che sono l'autore del racconto. Compiuto l'esperimento, credo più di prima che per narrare efficacemente non c'è nessun bisogno di passare attraverso il lavoro di macchine-scatole nere. E credo più di prima anche nella scelta che contraddistingue la Stultifera Navis: nessuna immagine.

Leggete il racconto. E' pubblicato qui sulla Stultifera Navis. Lo trovate qui.

Leggetelo con i vostri occhi la vostra mente e il vostro cuore. Non è troppo lungo; in meno di mezz'ora ve la cavate.

Pubblicato il 29 novembre 2025

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

https://www.stultiferanavis.it/gli-autori/francesco