Pierre Teilhard de Chardin -padre gesuita, paleontologo e teologo- nel Phénomène humain, 1955, inneggia all'essere umano lanciato verso una supervita.
Abbiamo finalmente, solo ora, “rotto gli ormeggi che ci trattenevano ancora al Neolitico”. “Stiamo passando attraverso un cambiamento di Età. Età del’Industria, Età del Petrolio, dell’Elettricità e dell’Atomo. Età della Macchina. Età delle grandi collettività e della Scienza… L’avvenire deciderà quale nome sia il più adatto per definire l’era in cui stiamo entrando.” Sessant'anni dopo possiamo dire: Era Digitale. “Poco importa il termine”, continua Teilhard. “Ciò che conta, invece, è il fatto di poter dire a noi stessi che un passo ulteriore, un passo decisivo della Vita, si sta compiendo in noi e attorno a noi”. “Le porte dell’Avvenire, l’acceso al Super-umano si dischiudono in avanti”.1 “Una sana costruzione dell’umanità è ormai alle porte”.2
Si aprono così “le speranze di un futuro illimitato”. Un futuro nel quale l'essere che è stato umano, e che, nel momento in cui sto scrivendo, ancora lo è, non sarà più umano.
Il percorso evolutivo dell'essere, al quale l'essere umano ha contribuito con il suo dominio sulla natura, si risolverà nello sciogliersi di ogni forma di vita in “una collettività armonizzata di coscienze”, in una “super-coscienza”.3 Apparterremo a “una specie di grande corpo che sta nascendo, - con le sue membra, il suo sistema nervoso, i suoi centri di percezione”.4
Teilhard, formato alla più alta scuola della Chiesa Cattolica Romana, abbraccia in un unico sguardo apocalittico, cosmico, la storia della vita, l'evoluzione della materia, e la vicenda umana - intendendo il futuro dell'essere umano come trascendenza, fusione con il Cristo cosmico. Il Tutto e la Persona convergono in una Noosfera, sfera della conoscenza, e la Noosfera si evolve in avanti, verso un Punto Omega, dove “si accumula e si raccoglie, alla sua fioritura e nella sua pienezza, quantità di coscienza che si è a poco a poco sprigionata sulla Terra”.5
Lui, sacerdote, si sforza di proporsi allo stesso tempo -simbolica figura ponte- come sacerdote cattolico testimone della tradizione e come sacerdote di una scienza visionaria. Sant'Agostino diceva: “La Provvidenza del sommo Dio, non un destino cieco, regge il mondo”. Teilhard accetta la Divina Provvidenza; ma la reinterpreta come Progresso Scientifico. La scienza del ventesimo secolo mostra la strada lungo la quale si giungerà al Punto Omega. Teilhard suggerisce anzi qualcosa di più: più rapidamente si sviluppano Scienza e Tecnica, più il Punto Omega è vicino.
Lucidamente, cita in particolare tre ambiti: fisica, genetica e informatica. Il sogno che alimenta “la Ricerca umana” consiste nel “riuscire a dominare (...) l’Energia fondamentale a cui tutte le altre energie sono asservite: afferrare, tutti uniti, il timone del Mondo, per impadronirsi della stessa Forza propulsiva dell’Evoluzione”.6 Teilhard non manca poi di puntare sul rapido sviluppo “di quelle sorprendenti macchine calcolatrici che liberano il nostro cervello da un lavoro fastidioso ed estenuante”, ma anche, cosa più importante, “aumentando in noi il fattore essenziale della 'rapidità di pensiero'”.7 E sottolinea l'importanza della “straordinaria rete di comunicazioni radiofoniche e televisive che, forse anticipando una sintonizzazione diretta dei cervelli mediante le forze ancora misteriose della telepatia, ci correlano già tutti, attualmente, in una specie di coscienza 'eterizzata'”.8
Nel guardare ai nuovi traguardi cui l'essere umano può ambire, Teilhard non trascura il progresso sociale e civile, ma soprattutto guarda all’evoluzione biologica della specie. Arriva così a parlare di “problemi vitali, e tuttavia volontariamente negati, posti dalla genetica”. “Una sana costruzione dell’umanità è ormai alle porte”.9 “D’ora innanzi, la vita, nata sotto l’aspetto del caso, può sperare di elevarsi ancora, per effetto di autoevoluzione”.10
A partire dagli Anni Venti, e poi lungo tutta la sua vita, ragiona su questi argomenti, usando i termini “transumano”, “ultraumano”.11 I filosofi, scienziati, tecnici e imprenditori che nell'Era Digitale finanziano progetti tesi al conseguimento per l'essere umano della vita eterna, usano gli stessi termini, aggiungendone un altro: postumano.
Singolarità della specie umana
La vita di Teilhard fu travagliata. Fu fonte di sofferenza il rifiuto della sua opera da parte della Compagnia di Gesù, cui apparteneva, e delle autorità vaticane. Le sue due grandi opere, Le Milieu Divin12 -saggio mistico, scritto tra il 1926 e il 1927- uscirà postumo; così come il libro filosofico-scientico Le phénomène humain13 scritto tra il 1938 e il 1940. Consapevole di come quest'opera sia ostica, scrive un saggio di sintesi, Les singularités de l'espèce humaine.14 Trova la possibilità di pubblicarlo sugli Annales de Paléontologie: un articolo accettato da una rivista scientifica, pensa, forse scamperà dai rigori censori della Chiesa. Ma muore prima della pubblicazione.
Teilhard osserva il cosmo con il consapevole sguardo di un essere umano. Guarda al domani dell'essere umano - anche quando si sporge sui temi più remoti, ultimi, si sforza di immaginare il contributo che gli esseri umani potranno portare all'Uno, all'Ente che tutto comprende. Teilhard parla, e lo fa in modo esemplare nelle Singularités de l'espèce humaine, di ominizzazione.
Un lungo processo, di cui noi essere umani non possiamo che andare orgogliosi -che inizia da quando esseri viventi hanno assunto la posizione eretta, sviluppando un cervello ben connesso con il corpo; hanno raggiunto la capacità di pensare e di esprimersi tramite linguaggi; hanno appreso ad usare le mani come strumenti e come mezzo per costruire strumenti. Questa è l'ominizzazione. Teilhard, studioso dell'ominizzazione del passato, si preoccupa dell'ominizzazione del futuro.
Chiamiamo tecnica il processo per cui l'essere umano usando la propria mente e le proprie mani crea strumenti sempre più evoluti. L'Era Digitale è il tempo in cui la tecnica trionfa, emarginando l'essere umano. Viviamo separati dalla natura, che del resto noi stessi abbiamo depauperato e violato oltremisura. Viviamo circondati di strumenti che rendono sempre meno utile l'uso del nostro stesso corpo, privati della possibilità di pensare perché macchine pensano per noi.
Considerato il ritmo con cui ci siamo evoluti da trentamila anni fa, come specie biologica abbiamo davanti forse in teoria altri trentamila anni: ma soccomberemo prima, perché la paleontologia insegna che le specie non invecchiano. O si trasformano o scompaiono.
Siamo mammiferi arcaici, con bisogni desueti. Difficile immaginare per noi un futuro. Ecco quindi l'azzardo di Teilhard: immaginare come noi esseri umani potremmo trasformarci. Anche arrivando, in modi magari oggi inimmaginabili, a trascendere i nostri stessi limiti biologici. Ma sempre continuando il processo di ominizzazione. Scegliendo di continuare ad essere umani.
La singolarità umana è la capacità di trovare in noi stessi risorse inattese. La capacità di affrontare l'ignoto, di risorgere dopo catastrofi. Una attitudine specifica, distintiva della specie umana. Latino singularis: ciò che è proprio di un solo ente, dell'essere umano. Solo l'essere umano ha saputo, senza mai cessare, “tessere poco a poco, al di sopra della vecchia Biosfera, una membrana ininterrotta di Pensiero [une membrane continue de Pensant] attorno alla Terra: la Noosfera”.15
Senza mai cessare: da quando si è dotato del primo strumento -un sasso, un bastone- fino alla costruzione del computer. Sopra la vecchia Biosfera: al di sopra della mera natura, una 'membrana continua': uno strato senza soluzione di continuità. Una membrana continua di Pensante: pensiero che continuamente si rinnova, e si sedimenta in conoscenza. Noosfera: sfera del noos mente intelletto conoscenza. Al puro bios, vita; si aggiunge il noos: 'mente'. 'ragione', 'intelletto' dell'essere umano - che genera conoscenza.
Per uscire dall'astrazione , un immediato, seppur estremamente riduttivo esempio di cosa è la Noosfera, è il World Wide Web: uno strato di conoscenza che avvolge il pianeta, creato dagli esseri umani. Strumento che l'essere umano ha creato per l'essere umano.
Al contrario, la macchina-scatola-nera-che-pensa-da-sé è la negazione della Noosfera. Lì, in quel progetto, l'essere umano dichiara la sua impotenza e affida -anzi: regala- il suo sapere alla macchina.
Al di là di apparenti contiguità, la singolarità umana si oppone alla singolarità tecnologica. Teilhard dice l'opposto di ciò che dicono gli apologisti dell'Era Digitale. Si presentano con titoli differenti: Computer Scientist, fisici, filosofi, futurologi, imprenditori, accademici e tecnologi. Ma giocano insieme la partita: mentre Teilhard ci parla di ominizzazione, loro tutti puntano tutto sulla macchinizzazione.
Vendono al volgo la novità: un nuovo tempo in cui la singolarità umana non conta nulla, non è un valore. Le stesse conoscenze prodotte dall'essere umano sono slegate dalla loro fonte, riproposte come mere informazioni: dati esistenti di per sé - e gratuitamente offerti in pasto a macchine. Se l'essere umano avrà un futuro, l'avrà tramite la macchina. Quindi, alla fine, la miglior opzione per l'essere umano è divenire macchina.
Eppure, di fronte ad ogni cedimento, ad ogni resa, ad ogni fuga nel dichiararsi ormai inevitabilmente connessi alla macchina, inscindibili dalla macchina, risorge l'oneroso appello di Teilhard: la Ricerca umana ci apre la strada al governare l’Energia, all'afferrare, tutti uniti, il timone del Mondo, per guidare la stessa Forza propulsiva dell’Evoluzione.
1Pierre Teilhard de Chardin, Le phénomène humain, Éditions du Seuil, Paris, 1955; trad. inglese The Phenomenon of Man, Prefazione di Julian Huxley, Harper, New York, 1959; trad. it. Il fenomeno umano, Il Saggiatore, Milano, 1968.
2Pierre Teilhard de Chardin, “Sur l’existence probable, en avant de nous, d’un 'Ultra-Humain'” [scritto nel 1950], in L'Avenir de l'homme, Seuil, Paris, 1959; trad. it. L’avvenire dell’uomo, Il Saggiatore, Milano 1972 [Saggi scritti tra 1920 e 1952].
3Pierre Teilhard de Chardin, Le phénomène humain, Éditions du Seuil, Paris, 1955; trad. it. Il fenomeno umano, Il Saggiatore, Milano, 1968.
4Ibid.
5Ibid.
6Pierre Teilhard de Chardin, Le phénomène humain, cit., 1955.
7Pierre Teilhard de Chardin, “Le rebondissement humain de l’Évolution et ses conséquences”, [scritto nel 1951], in L'Avenir de l'homme, Seuil, Paris, 1959; trad. it. L’avvenire dell’uomo, Il Saggiatore, Milano 1972.
8Ibid.
9Pierre Teilhard de Chardin, “Comment concevoir et espérer que se réalise sur Terre l’unanimisation humaine?” [scritto nel 1950], in L'Avenir de l'homme, cit., 1959.
10Pierre Teilhard de Chardin, “Une nouvelle Question de Galilée: oui ou non l’Humanité se meut-elle biologiquement sur elle-même?” [scritto nel 1949], in L'Avenir de l'homme, cit., 1959.
11Teilhard de Chardin, “L’essence de l’idée de démocratie. Approche biologique du problème. Pour l'U.N.E.S.C.O. En réponse à une enquête” [scritto nel 1949], in L’Avenir de l’Homme, cit., 1959.
12Pierre Teilhard du Chardin, Le Milieu Divin, Oeuvres IV, Seuil, Paris, 1957. [postumo, scritto tra il il 1926 e il 1927].
13Pierre Teilhard du Chardin, "Le Phénomène humain", 1928 [dattiloscritto inedito]. "Le Phénomène humain", Revue des Questions scientifiques, Novembre, 4, XVIII, 1930, pp. 390-406. Le Phénomène humain, Pechino, 1940 [ciclostilato]. Le Phénomène humain, Ouvres I, Seuil, Paris, 1955. [Postumo, scritto tra il il 1938 e il 1940].
14Pierre Teilhard du Chardin, “Les singularités de l'espèce humaine”, Annales de Paléontologie, XLI, 1955, poi: “Les singularités de l'espèce humaine. Suivi suivi d'un Appendice: Remarques complémentaires sur la Nature du Point Oméga ou de la Singularité du phénomène chrétien”, in L'Apparition del l'Homme, Ouvres II, Seuil, Paris, 1956. [Postumo, scritto nel 1954].
15Pierre Teilhard du Chardin, “Les singularités de l'espèce humaine”, in Oeuvres II, cit., p. 314. [Postumo, scritto nel 1954].