Osservazioni sul disorientamento del mondo
Anno:
2023
Casa editrice:
Neri Pozza
Segnalato da
Carlo Mazzucchelli
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Osservazioni sul disorientamento del mondo

Con l’idea, che gli è cara e che fonda il suo discorso, per la quale «un disordine manifesto diventa chiaro solo se lo si considera come un effetto dell’ordine da cui procede», Badiou mostra l’ineffettualità politica di tali movimenti d’opinione e la loro scomposta derivazione dal capitalismo contemporaneo, che essi non mettono minimamente in discussione.

«Un mondo disorientato: è la constatazione che motiva l’analisi sintetica e circostanziata che Badiou intraprende del dominio del capitalismo sulle nostre società contemporanee». - Zone Critique

«In Osservazioni sul disorientamento del mondo, il filosofo dipinge un quadro allarmante del capitalismo, portatore di disordini economici e guerre planetarie. Come contrappunto, invita a una resistenza positiva». - L’Humanité

«Al centro del suo trattato, Alain Badiou pone la critica a quelli che giustamente chiama “i due protagonisti del discorso pubblico – soprattutto, a quanto pare, presso i giovani”: il femminismo e l’ambientalismo». - Revue Commune

«Questo saggio si rivolge principalmente a chi – a maggior ragione dopo l’irruzione della pandemia – sia perplesso per l’evidente disordine del mondo contemporaneo, la sua complessità con tutti i disagi che comporta, le sue vane pretese, le promesse non mantenute, i gravi problemi sottaciuti e tanti altri dettagli oscuri». Disordine generale, annebbiamento delle coscienze, sentimento di maggiore imprevedibilità del futuro sono fenomeni oggi sotto gli occhi di tutti. Indicano un radicale disorientamento del mondo di cui occorre comprendere le cause reali. Preesistente alla pandemia, che tuttavia ne ha svelato la portata, il fenomeno si manifesta nei campi piú diversi, in un rincorrersi di opinioni prive di qualunque verità politica. Alain Badiou offre esempi dettagliati tratti dalla situazione francese, ma che sono estendibili all’insieme dell’Occidente: i movimenti di protesta contro il cosiddetto «liberalismo autoritario» promossi da destra e da sinistra, il movimento neofemminista ed ecologista.

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