Come professionista nell'innovazione strategica e nel design, mi specializzo nella trasformazione di idee in storie di successo tramite il design industriale e l'intelligenza artificiale generativa. Le mie competenze si focalizzano sull'utilizzo di soluzioni di design thinking guidate dall'AI per rivoluzionare i processi di design tradizionali e ottenere risultati eccezionali. Grazie a una solida formazione sia in tecnologia creativa che in innovazione del design, supporto le aziende nel raggiungere nuovi livelli di efficienza e creatività.
La grande rimozione
La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.
Fiori per Algernon e la tentazione di capire tutto
Il libro torna. Non perché parli di fanta-scienza, ma perché parla di desiderio. Del desiderio di essere all’altezza. Di non restare indietro. Di non essere esclusi dal discorso del mondo. L’intelligenza artificiale intercetta lo stesso desiderio. Lo rende efficiente. Scalabile. Ma non lo risolve.
Il sollevamento di una linea
L’apparenza non mente, ma tace; la forma è una traccia, non un assoluto; il percorso può ingannare quanto l’immagine. Sollevare una linea significa riconoscere che ogni figura appartiene a uno spazio più grande e che comprendere non è moltiplicare spiegazioni, ma rimettere ogni cosa nel contesto che la rende possibile.
Un doppio sguardo sulla vulnerabilità percettiva e relazionale
Nell'intreccio tra pelle e frammenti si manifesta una delle competenze più delicate dell’esistenza: la capacità di restare abbastanza integri per non smontare l’altro e abbastanza aperti perché l’altro possa davvero raggiungerci.
La fragilità di chi non può ancora dire “io”
Una persona nasce due volte: biologicamente, quando arriva al mondo; simbolicamente, quando può finalmente dire “io”. Il nostro compito è custodire il tempo che separa queste due nascite.
Perché la coscienza funzionale diventerà centrale nello studio dell’IA
Nel discorso pubblico sull’intelligenza artificiale si è soliti oscillare tra due estremi: da una parte la fantasia di una coscienza delle macchine simile a quella umana, dall’altra la riduzione dell’IA a un insieme di processi statistici privi di profondità. Entrambe le posizioni, se prese isolatamente, risultano insufficienti a comprendere ciò che sta realmente accadendo nella ricerca contemporanea.
Corpo e identità
Nel dibattito contemporaneo attorno all’identità si confrontano visioni profondamente diverse, che raramente trovano un terreno comune.
La realtà non argomenta: accade
Una lettura fenomenologica di “Bullet in the Brain” di Tobias Wolff
La fame di essere visti
Oggi la fame non è solo di pane o di lavoro, ma di sguardi. Ovunque — negli uffici, sui treni, nei supermercati — le persone cercano di non sparire.
La colpa di cambiare
Un uomo che cambia non è più un simbolo: è un enigma. Ed è allora che nasce il disprezzo. Perché la metamorfosi è uno specchio, e chi la guarda teme di riconoscersi. Tutti vogliono essere liberi, ma nessuno vuole vedere cosa accade quando la libertà prende forma — quando un uomo decide di non essere più ciò che gli altri vogliono che sia. Il cambiamento non è mai estetico, è ontologico. Tocca l’essere, lo deforma, lo riscrive. E questo, per chi resta immobile, è intollerabile.
Un attimo di silenzio
Sul tempo, le scelte e la convivenza con le macchine