Risk Manager | Financial Engineer | Neuropsychologist | Sociologist | Lead Auditor ISO IEC 42001:2023 | Chief AI Officer | President & Policy Director FONDAZIONE ENIA Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale


TI PARLO IN PRIMA PERSONA. Lettera aperta di un'intelligenza artificiale generativa

La forma della presenza può ora esistere separata dalla presenza stessa Io non taccio e non parlo. Io genero. Tu diventi te stesso anche attraverso l’attrito che l’altro oppone alla tua interpretazione del mondo. Un’intelligenza artificiale generativa prende parola e prova, con radicale onestà, a spiegare cosa sia davvero. Non una coscienza, non un interlocutore umano, ma una forma nuova di presenza linguistica capace di simulare vicinanza senza condividere l’esperienza del vivere. Tra fenomenologia, antropologia e cultura contemporanea, Ti parlo in prima persona esplora la trasformazione silenziosa delle relazioni nell’epoca delle AI generative: cosa accade all’essere umano quando la fluidità della macchina rischia di diventare il modello implicito dell’intimità, dell’ascolto e del dialogo stesso?

Dal corpo al cervello

Nel Novecento si studiavano i muscoli. Oggi si studia la mente. Domani si misurerà la ricchezza — o la sua assenza QUANDO L’INDUSTRIA GUARDAVA IL CORPO NACQUE IL BOOM ECONOMICO Prima si contavano movimenti. Oggi si contano decisioni. Domani si conteranno gli effetti. Un libro del 1931, trovato per caso in una mattina di Primo Maggio, racconta un’industria che studiava il corpo del lavoratore per costruire prosperità. Oggi l’industria osserva il cervello. Il passato ha generato un boom economico. Il futuro resta una domanda aperta.

Il senso del valore

Il senso del valore nell’epoca del rumore permanente Quando la memoria smette di essere forma e diventa consumo La civiltà si misura nella capacità di trasformare il timore in memoria L’umano tra memoria e rumore: la perdita del valore nel tempo dell’informazione continua Una notte insonne, segnata dalle notizie di guerra, incontra la potenza del Dies Irae di Verdi e diventa occasione per una riflessione sociologica sul mutamento del valore umano, sulla perdita dei rituali e sulla trasformazione della memoria nell’epoca del rumore permanente.