Crediamo di scegliere.

Ma sempre piรน spesso entriamo in campi giร  predisposti: un feed che orienta lโ€™attenzione, un profilo che decide come siamo leggibili, un punteggio che ci precede, un algoritmo che prepara le opzioni prima che la nostra intenzione prenda forma.

Il tempo che ci precede racconta la storia degli artefatti che hanno organizzato la vita umana โ€” dallโ€™orologio dei monasteri alla prospettiva, dalla partita doppia alle mappe coloniali, dai moduli burocratici agli agenti artificiali โ€” mostrando come ogni civiltร  abbia sempre vissuto dentro tracce lasciate da altri.

Ma oggi qualcosa sta cambiando: gli artefatti non si accontentano piรน di custodire il passato. Cominciano ad anticipare il futuro.

Anticipare ha una doppia radice di senso, significa venire prima nel tempo e, insieme, prendere posizione prima che qualcuno arrivi. รˆ piรน della previsione: รจ predisposizione.

La domanda, allora, non รจ se le macchine penseranno al posto nostro, รจ se sapremo ancora progettare il campo in cui il pensiero, la scelta e la responsabilitร  possono nascere.


Il tempo che ci precede. Vivere in un mondo che ci anticipa - Dialogo Stultifero con Luca Lanzoni

Il tempo che ci precede. Vivere in un mondo che ci anticipa รจ il titolo di un libro molto filosofico di Luca Lanzoni. Propone una tesi meritevole di essere sviluppata perchรฉ viviamo in un mondo che le nostre stesse creazioni hanno giร  plasmato, prima ancora che ne facessimo esperienza. Con lโ€™effetto, per dirla con Ivan Illich, che molte creazioni, oggi quelle tecnologiche, oltre una certa soglia di scala e di complessitร , diventino controproducenti, rendendo difficile orientarsi nel futuro e impossibile praticare la convivialitร , resa oggi impraticabile dalla predisposizione algoritmica.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Introduzione)

Condivido con i lettori della STULTIFERANAVIS il mio libro ๐‘ฐ๐’ ๐’•๐’†๐’Ž๐’‘๐’ ๐’„๐’‰๐’† ๐’„๐’Š ๐’‘๐’“๐’†๐’„๐’†๐’…๐’†. Crediamo di scegliere. Ma sempre piรน spesso entriamo in campi giร  predisposti: un feed che orienta lโ€™attenzione, un profilo che decide come siamo leggibili, un punteggio che ci precede, un algoritmo che prepara le opzioni prima che la nostra intenzione prenda forma. Il tempo che ci precede racconta la storia degli artefatti che hanno organizzato la vita umana โ€” dallโ€™orologio dei monasteri alla prospettiva, dalla partita doppia alle mappe coloniali, dai moduli burocratici agli agenti artificiali โ€” mostrando come ogni civiltร  abbia sempre vissuto dentro tracce lasciate da altri. Ma oggi qualcosa sta cambiando: gli artefatti non si accontentano piรน di custodire il passato. Cominciano ad anticipare il futuro. Anticipare ha una doppia radice di senso, significa venire prima nel tempo e, insieme, prendere posizione prima che qualcuno arrivi. รˆ piรน della previsione: รจ predisposizione. La domanda, allora, non รจ se le macchine penseranno al posto nostro, รจ se sapremo ancora progettare il campo in cui il pensiero, la scelta e la responsabilitร  possono nascere.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Il tempo che esce dal monastero [I])

Primo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Parte O - Il campo prima dellโ€™accelerazione. Forse la libertร , nel mondo che viene, non comincerร  piรน dalla decisione. Comincerร  dalla possibilitร  di avere ancora tempo prima della decisione.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Un punto di fuga per tutti [II])

Secondo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Parte I - Il campo prima dellโ€™accelerazione. "Il problema non รจ piรน solo che qualcuno ci dica dove guardare. รˆ che il campo abbia giร  preparato ciรฒ che ci sembrerร  naturale vedere. Crediamo di arrivare con lo sguardo. Ma la scena รจ giร  lรฌ, predisposta prima di noi."

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Dare e avere [III])

Terzo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Parte I - Il campo prima dellโ€™accelerazione Vi si parla di come i mercanti veneziani tenevano loro libri di contabili e di partita doppia. Un metodo contabile che inaugura una trasformazione silenziosa: ciรฒ che non puรฒ essere registrato fatica a esistere come fatto economico. Ciรฒ che non puรฒ essere messo in relazione con un dare e un avere resta ai margini del campo.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (La geometria che si fa geografia [IV])

Quarto capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Parte I - Il campo prima dellโ€™accelerazione Vi si parla di mappe, di geografie e latitudini, ma anche di geometria. La mappa a un certo punto ha smesso di rappresentare un territorio. Stava producendo un territorio. Ogni mappa รจ diventato un atto di governo travestito da inventario. Lโ€™ordine politico si era depositato nellโ€™artefatto (cartografico). La mappa aveva giร  disposto il campo.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Il posto che ti รจ stato assegnato [V])

Quinto capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Parte I Il campo prima dellโ€™accelerazione. Questo capitolo prova a seguire lโ€™origine di un gesto: lโ€™idea che una persona possa essere conosciuta prima di essere incontrata. Il campo ti ha giร  collocato, mentre tu stai ancora cercando di entrare.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Compilare per esistere [VI])

Sesto capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ, Parte I - Il campo prima dellโ€™accelerazione. Vi si parla degli antichi bastoncini di conto del Tesoro reale del palazzo di Westminster, di incisioni e di scrittura, di segni fisici e segni grafici, di registrazioni su carta e di pagine come spazi strutturati. In una parola di tracce...e di molto altro.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Quando il campo cambia natura [VII])

Settimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Vi si parla di attenzione del fatto che lโ€™attenzione era pienamente tua e che poi qualcuno te lโ€™ha tolta. Dice qualcosa di meno visibile e piรน profondo: lโ€™attenzione รจ sempre stata formata dal campo in cui vive. La scuola, la famiglia, la lingua, i ritmi del lavoro, i luoghi in cui siamo cresciuti hanno sempre educato il modo in cui guardiamo, ascoltiamo, ci concentriamo, ci distraiamo. Nessuna attenzione nasce fuori dal mondo che la forma.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [VIII])

Ottavo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. La cosa che questo capitolo cerca di rendere visibile non รจ che il punteggio esista. Il punteggio ha una sua razionalitร , dentro i campi che lo producono. La cosa da vedere รจ che il campo in cui questa razionalitร  รจ diventata normale non รจ stato scelto. Si รจ sedimentato. รˆ cresciuto attraverso milioni di valutazioni, aggiustamenti, conferme, piccole ottimizzazioni locali. E ciรฒ che si sedimenta senza essere scelto puรฒ sembrare naturale proprio nel momento in cui รจ piรน necessario interrogarlo. La cosa piรน difficile da vedere non รจ il punteggio. รˆ il momento in cui hai smesso di chiederti se fosse il metro giusto.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [IX])

Nono capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Quello che ci viene incontro non รจ sempre ciรฒ che stavamo cercando. รˆ ciรฒ che il campo ha calcolato che potremmo cercare, costruito prima del nostro arrivo, offerto con la naturalezza di una risposta. Cerchiamo, e troviamo. Ma ciรฒ che troviamo era stato disposto nello spazio della nostra ricerca, non perchรฉ il mondo lo avesse lasciato lรฌ, ma perchรฉ il sistema lo aveva preparato come risposta possibile.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [X])

Decimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Quando ogni applicazione reclama il diritto di interrompere, quando ogni processo produce un alert, quando ogni relazione puรฒ presentarsi come urgenza, quando ogni piattaforma chiede di rientrare, il presente si popola di richiami concorrenti. Non viviamo piรน soltanto ciรฒ che stiamo facendo. Viviamo anche ciรฒ che potrebbe chiamarci via.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [XI])

Undicesimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Il consenso non รจ stato abolito. รˆ rimasto dovโ€™era, nella forma che aveva. Proprio per questo รจ diventato piรน ambiguo. Continua a essere chiamato consenso, ma nomina ormai qualcosa che non coincide piรน con ciรฒ che quella parola prometteva. Prometteva comprensione sufficiente, possibilitร  di rifiuto, rapporto riconoscibile tra atto e conseguenza. Oggi spesso certifica soltanto che un gesto รจ avvenuto: una spunta, un clic, una conferma.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XII])

Dodicesimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. In quasi tutte le organizzazioni che hanno cominciato a integrare sistemi agentici nei propri processi decisionali, cโ€™รจ una scena che si ripete, e merita di essere raccontata perchรฉ contiene giร  tutto ciรฒ che il capitolo cercherร  di rendere visibile.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIII])

Tredicesimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Le pratiche che ci sopravvivono non aspettano che ce ne andiamo. Imparano a continuare senza di noi, con la naturalezza delle cose che accadono senza che nessuno le abbia volute.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIV])

Quattordicesimo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. Non basta chiedere al singolo professionista di essere piรน critico. Quando il ciclo รจ giร  in movimento, la critica individuale arriva tardi. Deve separarsi non solo da una raccomandazione, ma dall'intera forma in cui il caso รจ stato reso visibile. La correzione non nasce piรน soltanto nel momento della decisione. Va progettata prima: nei criteri che ordinano i segnali, nelle interfacce che distribuiscono l'attenzione, nelle metriche che definiscono il successo, negli spazi in cui il dissenso puรฒ ancora avere forma.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Epilogo)

Il tempo che ci precede รจ qualcosa di diverso. รˆ il presente sottile in cui una forma puรฒ ancora essere riconosciuta come forma, prima che venga scambiata per mondo. Il momento in cui รจ ancora possibile chiedersi quale idea di essere umano sia nascosta in un'interfaccia, in una metrica, in una soglia, in un agente. Quale libertร  rende possibile. Quale libertร  rende piรน difficile. Quali vite dovranno adattarsi alla sua grammatica per risultare leggibili. Quali silenzi scambierร  per consenso.