NOVITA'[2203]
In dialogo con il filosofo Alfonso Cariolato: La Filosofia e il suo Altrove.
Cosa resta della voce quando il corpo scompare? Chi è il soggetto nell'era dei profili digitali? Cosa accade al senso del tempo quando il presente diventa flusso continuo, senza interruzione né traccia? In questa conversazione con Keren Ponzo, il filosofo Alfonso Cariolato attraversa alcune delle domande più urgenti del nostro presente — la tecnologia, l'immagine, la finitudine, il tempo — senza cercare risposte rassicuranti, ma tenendo aperta la difficoltà che esse portano con sé. Attingendo a una costellazione di riferimenti che va da Spinoza a Deleuze, a Jean-Luc Nancy, mostra come la filosofia non sia uno strumento per risolvere i problemi dell'epoca, ma un modo per abitarli con maggiore profondità e onestà. Dalla simulazione vocale dei defunti alla catastrofe climatica come eccesso rispetto a ogni previsione: il pensiero si misura con ciò che non si lascia calcolare né appropriare. Perché è precisamente in quello scarto che si dà l'esperienza. E forse, ancora, la filosofia.
Intervista ImPossibile a Carl Gustav Jung (IIP #31)
L’inconscio artificiale L’intelligenza artificiale riapre una questione che riguarda il rapporto tra immagini e psiche. Le hanno sempre avuto una funzione attiva, orientano il modo in cui pensiamo, attribuiamo senso. Carl Gustav Jung ha costruito il suo lavoro partendo da questa consapevolezza. La sua idea di inconscio collettivo introduce una dimensione condivisa, attraversata da forme ricorrenti che precedono l’esperienza individuale. Gli archetipi sono strutture che organizzano il modo in cui percepiamo e interpretiamo il mondo. Nei sogni, nei miti, nelle narrazioni, queste forme riemergono e danno direzione ai processi interiori.
Il nostro (loro?) agente dovunque
Sono uno strato applicativo sopra un LLM di base. Un agente è un LLM a cui sono stati collegati strumenti che può chiamare per interagire con il mondo reale Io produco. Tu valuti. La qualità del risultato finale dipende quasi interamente dalla qualità del tuo sguardo critico, non dal mio. la mia plausibilità si dissolve sotto esame attento Io produco. Tu valuti. La qualità del risultato finale dipende quasi interamente dalla qualità del tuo sguardo critico, non dal mio. Sono uno strumento potente e imperfetto. Utile quanto più chi mi usa sa valutare criticamente quello che produco. Il rischio maggiore non è che io sia "troppo intelligente" — è che sembri convincente anche quando sbaglio. Rimpiazzo strati di lavoro dentro molte figure. Intervista a Google Antigravity
The Khonoma Reconciliation Process
A dialogue between Roberta Campani and Charles Chasie. Khonoma village in Nagaland achieved remarkable reconciliation by confronting decades of clan feuds through a grassroots, faith-rooted process emphasizing forgiveness, empathy and accountability. The community’s collective courage broke vicious cycles of vengeance, offering a replicable model beyond formal institutions. Khonoma’s story could enable other conflict-affected communities worldwide to record, share and learn from their own peacebuilding journeys.
Carmina dant panem, fra le calli veneziane. In dialogo con Lorenzo Mullon, poeta di strada
Un dialogo con uno dei poeti più poetici della contemporaneità, Lorenzo Mullon, fra le calli di Venezia.
Intervista ImPossibile a Orson Welles (IIP #27)
Verità, finzione e deepfake Cinema, potere delle immagini e intelligenza artificiale. Che cosa accade quando la tecnologia rende indistinguibile la linea tra realtà e rappresentazione? Il cinema di Orson Welles ha affrontato per tutta la vita questo confine tra il potere della narrazione, la manipolazione dell’immagine, la costruzione pubblica della verità. In un’epoca di deepfake e sistemi generativi, le sue intuizioni appaiono sorprendentemente attuali.
Memoria, sviluppo, responsabilità. Un dialogo con Fabio Siviero su L’ultimo miracolo
In questo dialogo, Fabio Siviero riflette sul valore della memoria locale come strumento critico per interrogare il presente. A partire da L’ultimo miracolo, il racconto del boom economico nel Veneto diventa occasione per porre domande sulla direzione della nostra società, sul significato attribuito al progresso e sulle sue eredità materiali e simboliche. Il territorio non viene assunto come margine, ma come luogo in cui i processi storici si rendono visibili e discutibili.