Piattaforme, disincanto e falò digitali (digital campfire)

Viviamo l'era del disincanto tecnologico che si manifesta come disagio, la sensazione che qualcosa nella nostra relazione con i dispositivi e le piattaforme tecnologiche non funzioni più, esprime il bisogno di cambiamento nei rapporti con la tecnologia. Racconta la fine di un amore e la sparizione di una meraviglia, il venire meno dell’entusiasmo, la sparizione della scintilla iniziale che ci aveva spinto in uno dei tanti metaversi online, l’emergere di una stanchezza crescente legata alla insoddisfazione sperimentata nelle tante interazioni digitali che caratterizzano la nostra vita online. Non ci sono soluzioni all'orizzonte, ma semplici tentativi di fuga o di costruire forme alternative di stare insieme, dentro e al di fuori delle piattaforme tecnologiche. Una di queste forme alternative è rappresentata dai 𝐅𝐀𝐋𝐎' 𝐃𝐈𝐆𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈 𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐅𝐄𝐃𝐈𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 o da iniziative che a questi concetti si richiamano.

Voglia di analogico

Tutti o quasi posseggono uno smartphone. Nessuno riesce più a immaginare di rimanere senza Wi-Fi e di essere disconnesso. Molti hanno account Facebook, Instagram e WhatsApp e non hanno alcuna intenzione di distaccarsene. Le indagini di mercato evidenziano però un crescente bisogno di analogico, associato a un fastidio emergente che porta a un diverso rapporto con la tecnologia. Negli ultimi tempi le librerie e gli store online si stanno riempiendo di libri che evidenziano gli effetti della tecnologia sulla vita delle persone mettendo in guardia da un uso acritico dei suoi prodotti.

Entusiasmo e disincanto tecnologici

Il testo è stato ispirato dalla lettura del libro di Marco Mattei: Invito al reincantamento. Un invito per me interessante perchè da tempo vado scrivendo del disincanto tecnologico crescente. Un disincanto che non sarà facile affrontare e superare. Non basteranno comportamenti diversi, non sarà sufficiente abbandonare gli schermi, uscire dalle piattaforme social o spegnere lo smartphone. Superare il disincanto ci obbligherà a rifare i conti con la realtà, a cercare di cambiare atteggiamento nei confronti della vita, sempre irriducibile e mai riconducible ai soli aspetti economici, utilitaristi e produttivisti.