NOVITA'[2270]
M.E/Cfs My Story, 12 maggio Giornata della Sensibilizzazione
Nella malattia, come nella vita, non bisogna mai arrendersi, bisogna mantenere la speranza che è una fonte di energia interiore, accettare la malattia ma lottare perché sia riconosciuta come tale, un modo per chiedere che siano finanziate ricerche, perché possa essere trattata dai medici, perché sia riconosciuta l'invalidità fisica laddove ci sia, perché i malati siano finalmente ascoltati. Don’t give up; hold onto hope, which is a source of inner strength; accept the disease, but fight so that it is recognized, so that research is funded, so that it can be treated by doctors, so that physical disability is recognized where it exists, and so that patients are finally heard.
L’antidoping del benessere
La positività tossica, per cui tanti falliscono i controlli antidoping del principio di realtà, è una delle cause della crescente atrofia del pensiero critico. Illudendosi di eliminare forme di negatività e di dolore tramite massicce dosi di buonismo, dimensione molto diversa dalla bontà, gli adepti di questo stato psicologico finiscono per non vedere più l’angoscia degli altri e affogare nel grande mare del narcisismo. L’auto compiacimento senza attriti non porterà mai all’auto stima ma solo ad uno sterile stato di immaturità.
San Francesco e la sostenibilità
Nell’anno che celebra San Francesco di Assisi, il gran cantore del creato, si impone una riflessione sul rapporto tra umanità e natura. Una dicotomia già sbagliata in partenza che non dovrebbe nemmeno esistere. Per quanto mi riguarda infatti l’umanità fa parte della natura anche se quasi da sempre, gli esseri umani hanno fatto di tutto per rompere quell’armonia ed ergersi come arroganti conquistatori e distruttori della stessa, sulla base di una presunta superiorità. La storia recente e di tutti i secoli precedenti è lì a ricordarcelo. Arrivo perciò a dire che nel distruggere la natura in realtà l’umanità sta distruggendo sé stessa. A causa di tutto questo oggi si parla insistentemente e giustamente di sostenibilità. Fino a quando saremo sopportati su questo pianeta prima che quest’ultimo ci cacci a calci nel sedere?
Franz Kafka: la colpa segreta e l’incompiutezza
C’è in Kafka una religiosità del dolore che sfugge a ogni logica terrena, la tensione verso un riscatto e una salvezza, la cui conquista però si sottrae continuamente, o comunque alberga oltre i limiti dell’accessibilità. L’incompiutezza segna una sospensione, che non può che esplicarsi nella colpa e nell’attesa.
Crans Montana e social media
Per l’anno nuovo facciamo a tutti un favore: condividiamo se abbiamo un’idea, un punto di vista e soprattutto degli argomenti, se no, via di gattini, foto in costume e aforismi da baci Perugina, usiamo questo per la nostra dose di dopamina social. E' più onesto e sano per tutti.
Soffrire ancora, soffrire meglio
La negazione e anestetizzazione continua e progressiva del dolore, tipica della società contemporanea, ha un effetto collaterale molto pericoloso: l'anestetizzazione della realtà, la sospensione della vita.
Attraversare il dolore: crescere nel silenzio e pensare oltre l’evidenza
Un’esplorazione personale e lucida di cosa significhi crescere accanto a un genitore sofferente. Il dolore come struttura conoscitiva, l’empatia come strumento analitico, e la lettura come forma di resistenza.