Chi governa l’attenzione? (POV #29)

Jonathan Crary vs Tristan Harris: Se il potere si costruisce oggi attraverso la progettazione dei comportamenti, quale spazio resta per una soggettività politica autonoma? Chi decide cosa entra nel nostro campo visivo riguarda oggi le infrastrutture che organizzano la circolazione delle immagini. I contenuti passano attraverso sistemi che classificano e stabiliscono in anticipo cosa può emergere come rilevante e cosa resta fuori campo. Anche il tempo davanti agli schermi viene progettato. I ritmi dell’attenzione, la sequenza degli stimoli, la possibilità di interrompere sono modulati da interfacce che costruiscono un flusso continuo. La scelta individuale rimane, ma si esercita dentro un ambiente già orientato.

La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili

Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.

Vampiri di attenzione, perché il “gratis” costa più di quanto sembra

L’attenzione viene trattata come un optional, qualcosa che si può accendere e spegnere a piacere, e spesso viene confusa con la concentrazione. In realtà sono parenti, non gemelli. La concentrazione è un “cono” stretto puntato su un compito. L’attenzione è la regia: decide cosa entra, cosa resta fuori, quanto a lungo, con quale intensità, e soprattutto quanto “carburante cognitivo” viene bruciato nel farlo. In psicologia cognitiva e neuroscienze l’attenzione è descritta proprio come controllo flessibile di risorse limitate, non come un interruttore.

AEdicola, Milano Lambrate: segnalazione di un evento

"𝟕 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚" - 𝐋𝐞 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 Un libro, quattro realtà del Terzo Settore, attori e attrici, un solo marciapiede: sabato 25 ottobre diamo voce alle persone dietro i numeri, alle storie dietro le statistiche

Contenuto batte App

È giusto progettare la portabilità delle proprie opere digitali? La storia del filologo Erich Auerbach ci insegna che possiamo farne senza e che l’ossessione di aggrapparci fisicamente ai nostri testi può essere un limitatore della creatività.

Sei di cattivo umore? Colpa del social network!

Si frequenta il social network per passatempo, divertimento, voglia di socializzare e organizzare incontri e appuntamenti, per mantenere vivi contatti e forti le relazioni, per scambiarsi foto, commenti, testi ma anche nuove solitudini e sensazioni di malessere. A dirlo è una ricerca che associa il malumore di molti alla frequentazione di ambienti online come Facebook.