L'obolo della macchina. Genealogia della token economy fra Simonide, Tartu e Kyōto

l saggio propone una genealogia della cosiddetta token economy dei grandi modelli linguistici, mostrando come il concetto contemporaneo di unità minima di elaborazione e fatturazione linguistica discenda, a distanza di tre millenni, dalla logica economica dell'obolòs greco arcaico, lo spiedo di ferro impiegato come unità di peso e scambio prima dell'invenzione della moneta coniata. L'argomentazione si articola in cinque tempi. Una ricostruzione dell'ars memoriae occidentale, da Simonide di Ceo fino a Paolo Rossi, serve a collocare le attuali architetture di memoria artificiale nella lunga tradizione delle mnemotecniche. Un'analisi etimologica della catena obolo-dracma-talento fornisce la metafora-ponte per leggere il token come spiedo digitale. Una distinzione fra i tre strati della token economy, tecnico, economico e comportamentale, mette in luce la continuità di funzione fra il gettone skinneriano di Ayllon e Azrin e il token contemporaneo. Un confronto fra il palazzo mnemonico della tradizione occidentale e il basho della Scuola di Kyōto rivela la scelta implicita dei progettisti dei sistemi di memoria artificiale. Una chiusa restituisce la questione al territorio del sapere organizzativo.