NOVITA'[2067]
Vivere nell'eccezione
Da qualche anno, un numero crescente di persone fatica a fare piani per il futuro: non piani ambiziosi, ma piani normali. Dove sarò tra due anni, che lavoro starò facendo, ha senso comprare qualcosa che durerà un decennio. Tutto questo non è ansia clinica. È la risposta adattativa di chi abita un sistema che ha smesso di offrire aspettative ragionevoli sul futuro. Questo saggio si occupa di cosa accade dentro le persone che abitano lo stato di eccezione permanente. L'ansia ontologica di chi ha perso l'orientamento, la crisi identitaria prodotta dal vuoto lasciato dalle comunità dissolte, il collasso della fiducia come infrastruttura sociale, il sovraccarico informazionale come pressione aggiuntiva su un sistema già al limite. Attraverso la letteratura sul trauma complesso, sulla psicologia sociale e sulla teoria critica dei media, il saggio mostra come questi fenomeni non siano problemi paralleli e separati, ma un sistema integrato con un nome preciso: trauma sistemico. Non nel senso di evento acuto ed eccezionale, ma nel senso tecnico di condizione psicopolitica permanente. Lo stato di eccezione di Schmitt stabilizzato come normalità strutturale.