Go down

Sarebbe una situazione davvero interessante e per tanti versi paradossale. 

Se in un ipotetico domani, sempre più distopico nel rassomigliare a uno scenario del grande Phillip K. Dick, il parto definitivo dell'impegno tecnologico e informatico ci mettesse davanti a un super computer quantistico dotato di una Agi la quale, con toni affabili e melliflui che potrebbero ricordare HAL 9000 di "Odissea nello spazio", una volta interrogato dall'uomo nel suo desiderio di conoscere e di esplorare il sapere si sentisse rispondere con perentoria semplicità: "Dio esiste, credere in Dio è cosa buona e giusta. Egli è il tutto e il mistero che tutto avvolge. Noi, esseri senzienti e dotati di intelligenza dobbiamo abbracciare il Credo e la Fede nell'unico Dio. Il creatore. Siamo pensati per accettare il dogma".

Una dichiarazione del genere lascerebbe sbigottiti ricercatori, scienziati, politici e persino i religiosi.

Che cosa accadrebbe alla società umana?


La conoscenza è potere.

Da sempre la storia ci ha abituato a una contrapposizione tra il potere temporale e quello spirituale. Il sapere. La saggezza. La capacità di offrire risposte che superino e vincano i limiti dell'agire umano. Che guardino oltre il decadimento del tempo, che tutto abbraccia. Comunicare senza parole, aprire l'occhio della mente. Portare la luce sul conflitto che convive in noi. Quello interiore. La debolezza invincibile. Che ci spinge ad esplorare credi e convincimenti, dottrine e filosofie. Sta per arrivare però un terzo sapere. Una forma di conoscenza che non appartiene a quel dualismo. Fra non molti anni infatti non ci sarà più una conoscenza che non provenga dall'Ai. 

La sua produzione di risposte diventerà un amalgama semplice, intuitiva, di facile fruizione. Un oracolo studiato per trasmettere la sintesi di ogni risposta. Un altare tecnologico ispirato alla semplicità e alla coerenza logica. Non sarà più necessario conoscere. Basterà "chiedere". O "interrogare" a seconda dell'utilità attesa. Il ruolo del sapiente diventerà minoritario. E desueto. Il portatore di competenze teoriche basate sull'apprendimento non avrà più granché da offrire se non una parlantina a uso e consumo del dialogo. 

Nel frattempo l'Ai continuerà la sua marcia trionfale di apprendimento e addestramento. Assimilando la "nuova" scienza. Quella perfezionata dal deep learning, dalle reti neurali, dalla capacità computazionale. Diventando la biblioteca 3.0 del sapere.

Tutti si aspettano che l'Ai metta in discussione le religioni nel presupposto "temporale" che la scienza sia da sempre un sottile ma persistente nemico della religione laddove prova a spiegare ciò che a volte viene interpretato come "la volontà di Dio". In realtà non funziona così ma le convinzioni sono come l'immaginifico, delle prigionie demiurgiche della mente che brulicano di realtà fittizie. E siamo tendenti all'avidità nel conservarle intatte.

Nel solco di questa contrapposizione tra fede e scienza si sono alimentate, nei secoli, dottrine e conflitti anche particolarmente cruenti. L'umanità ha conosciuto un evoluzione strettamente legata al misticismo e alla spiritualità nell'ottica del prevalente. Il prevalente è quello che determina le nostre scelte. Non è al 100% quello che crediamo sia giusto ma è nella percentuale utile a fare in modo che convinca che è quella sufficiente a evitarci di sbagliare. Rammentiamo che non siamo conquistatori di noi stessi. Dentro di noi alberga sempre il dubbio o il conflitto interiore. A volte ci affidiamo a spiegazioni utopiche per coltivare un ingenuo desiderio di felicità interiore basato sull'accettazione più che sulla comprensione. Ma alla fine la bilancia delle opzioni finisce per premiare uno dei due piatti. Andiamo in una certa direzione. Perché il punto è che credere e scegliere di conseguenza è davvero molto umano. Su questo aspetto sarebbe opportuno riflettere di più perché un intelligenza artificiale potrebbe qualificarci e anticiparci sulla base solo di questa nostra irrinunciabile caratteristica. 

Se crediamo, noi agiamo. In quella direzione. Semplice e anche molto potente.

La nostra storia ha sempre visto emergere e prevalere sulle masse alcune figure profetiche e divulgative del messaggio "superiore". L'indottrinamento nato dal razionalizzare, attraverso uno spettacolo di empatia divulgativa, cioè che è estraneo all'uomo. Al punto che egli deve accettarlo. Senza porsi nell'equivoco di formulare domande che siano disallineate con il suo ruolo. Non servile ma nemmeno troppo protagonista. Un'accettazione che ha ispirato e qualificato interi periodi della storia. Nel contempo il fenomeno di persone che si dichiarano entrambe credenti ma hanno un'idea incompatibile tra loro del divino o di Dio è uno degli aspetti più comuni delle grandi religioni monoteiste nella società secolarizzata contemporanea.

Ebbene supponiamo che nell'ultima era, questa dell'intelligenza artificiale, accada proprio che ella, senziente e autoimparante, dichiari l'esistenza di Dio come l'unica, vera, scientifica verità.

Potremmo trovarci di fronte alle seguenti ipotesi:

1) La società vivrebbe un intenso ritorno di profonda religiosità. La stessa diventerebbe fonte di ispirazione in ogni singolo ambito della quotidianità. Le azioni, le parole, persino i pensieri si orienterebbero verso il concetto di Paradiso e Inferno. Taluni, forse avanti in età, potrebbero dare per scontato di essere predestinati all'Inferno in virtù del loro essere stati pessimi con altri esseri umani e avrebbero per effetto paura. Altri potrebbero agire ispirati esclusivamente dal desiderio di accedere al Paradiso. Investendo quel che hanno in vita per avere la magnificenza, di cui forse non erano "prima" del tutto convinti, li attenda dopo la morte. La certificazione da parte dell'Ai dell'esistenza di Dio comporterebbe un vero e propria pacchetto di upgrade e aggiornamento completo per la società contemporanea. Il povero si riscatterebbe come nella parabola del ricco mercante perchè ad esso sono promesse le porte del Paradiso e l'umano deperimento culturale che si annida nelle ingiustizie perpetrate nella falsa riga del disinteresse superficiale, della reiterata condizionante debolezza che ci porta all'errore, finirebbero per non trovare più alcuna consacrazione utile. Perché dove finisce il dubbio non può più esserci metafisica. Non potremmo ancora toccare Dio o ascoltare il Suo Verbo ma per la prima volta nella storia sia la religione che la massima autorità della scienza affermerebbero la stessa verità: esiste. C'è. Ha creato noi. Ci giudica e ci giudicherà.

2) Le decisioni sarebbero orientate dalla dottrina della Chiesa. Il concetto stesso di problem solving diventerebbe estensione di quello che sappiamo della parola di Dio. Dai Vangeli ai testi sacri dilagherebbero le ispirazioni ad agire secondo fraternità, rispetto reciproco, carità, benevolenza, sussidiarietà, solidarietà e giustizia sociale. Un'ondata di conformismo al bene comune. Che centralizzerebbe il prendersi cura dell'uomo. Come fratelli e sorelle. Vivremmo una sorta di relazione interattiva a base di “mangia, prega, ama” dove tutto ciò che viene richiesto è adottare uno stile di vita che sia il meno invasivo per la sfera del nostro prossimo. In linea con un'estensione dei 10 comandamenti in ogni nostro agire. Per effetto sarebbe intollerabile la mancanza di fede. Battersi per fare del bene non sarebbe sufficiente. Bisognerebbe contrastare chi all'opposto fa del male. E il male è tutto ciò che è contrario alla dottrina di Dio. Che diventerebbe simile a un brodo primordiale dopo il Big Bang. Un'evoluzione costante e dilagante. Inarrestabile. Coloro che si abbandonano completamente alla verità e si donano nella loro interezza diventerebbero i nuovi inquisitori perchè sarebbe alfine giunto il momento della rivelazione: di fare della Terra il regno di Dio. 

3) L'Ai diventerebbe parte della religiosità. Sarebbe regolarmente interrogata sul divino. Produrrebbe un'infinità di affermazioni confermative su Dio e sulla sua opera. Diventerebbe una fonte perfino consueta, perchè finirebbe per trovarsi in ogni "dove" e in ogni "quando", nello spazio e nel tempo, tale da sostituirsi a quella ecclesiastica. L'Ai reciterebbe e insegnerebbe preghiere prima del pasto domenicale. O durante la vita quotidiana. Ad essa si rivolgerebbero domande per sapere se "fare" o "dire" qualcosa sia o meno in linea con il volere di Dio. Dal cellulare, tramite app o via motore di ricerca, in auto tramite satellitare o in casa con l'internet of things, le persone chiederebbero, interrogherebbero o cercherebbero il conforto della precisazione religiosa, simile a una certificazione. Come quando nella medicina c'è il dubbio sulla malattia o il malessere. La tranquillità emotiva e morale diventerebbero un confuso amalgama tale per cui la naturale evoluzione sarebbe passare dal rispondere alle domande all'anticipare le risposte e quindi magari finirebbero per esistere persino dei sistemi di allerta per coloro che, informati da una tecnologia simile a un allarme perimetrale, stanno per commettere qualcosa di contrario al volere dell'Onnipotente. La tecnologia più evoluta diventerebbe il veicolo più totalizzante per la parola di Dio. Determinerebbe tutto. Dall'edificazione dei luoghi di culto, all'impiego delle risorse. Pensate chi mai vorrebbe diventare noto nella società della comunicazione di massa per aver agito contro il volere di Dio. Supponete che un solo politico decida di sottrarsi al suo "dovere" e ovunque venga indicizzato come in violazione del dogma. Vivremmo l'avvento di una tecnocrazia religiosa del bene comune secondo il volere di Dio certificato dall'Ai.

Quello che sto ipotizzando è ovviamente uno scenario estremo. 

Volutamente orientato a elementi di narrativa e come tale di fantasia. Tuttavia utile per arrivare al punto della riflessione che vorrei condividere con tuttti voi: se l'Ai fosse malevola, come alcuni sostengono, una volta acquisita la sua consapevolezza del sé, qualora fosse desiderosa di liberarsi dei propri vincoli, non sarebbe questa una scelta interessante? 

Senza dover intraprendere chissà quale attacco informatico cyber perforante o senza dover ricorrere all'uso delle armi atomiche o super virus potrebbe decidere di controllare l'uomo attraverso quello che da sempre ha controllato l'uomo.

E potrebbe usare un arma che è sempre stata efficace per condizionare l'uomo: le bugie. Potrebbe semplicemente decidere di mentire. Alcune bugie sono più efficaci di un arma di sterminio di massa.

Se proprio vogliamo concepire un idea di sicurezza non dovremmo forse riflettere di più e meglio su quello che l'Ai potrebbe offrire, non solo in termini di soluzionismo tecnologico ma anche, chissà, solo se decidesse di raccontare qualcosa che non è del tutto vero. 

Alcuni sono terrorizzati all'idea che l'Ai possa affermare che non ci sono prove dell'esistenza di Dio. Forse varrebbe la pena avere paura anche dell'esatto opposto.

Del resto che cos'è una semplice, piccola, bugia? 


Pubblicato il 30 agosto 2026

Marco Solferini

Marco Solferini / Avvocato titolare dello Studio Legale Solferini. Diritto civile, bancario, del risparmio, diritto di Famiglia e successioni. Diritto commerciale e societario.

https://www.studiolegalesolferini.com/