Le affermazioni di un ex dipendente di OpenAi e Anthropic sul pericolo di un'Intelligenza Artificiale malevola sono da prendere sul serio?

L'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? No, con buona pace del sensazionalismo che senza dubbio ha il vantaggio di attirare l'attenzione, ma non è in programma. Tuttavia ci sono continui allarmi sui progressi di alcuni modelli di Ai. In alcuni casi sembrano anche costruiti apposta, forse a scopo di marketing, per promuovere gli agenti in commercio. A volte però, le dichiarazioni più tranchant arrivano da chi per curriculum e per l'attività lavorativa svolta ha lavorato proprio a contatto con l'addestramento delle Ai. Pertanto viene legittimo riflettere maggiormente su che tipo di attendibilità e di attenzione sia giusto e prudente attribuire alla voce di un potenziale insider.

Come superare la sostituzione lavorativa dell'Intelligenza Artificiale. Un esempio con il caso degli Avvocati.

Prima di affrontare il “terrore” esasperante dell'aspetto c.d. sostitutivo è necessario svolgere due diversi ragionamenti. Altrimenti il presente testo non sarebbe diverso da tanti altri millenarismi che profetizzano disoccupazione e disagio o disordini sociali il tutto quasi in chiave di “Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!” come nella celebre sequenza del film Ghostbusters. La prima parte di questo articolo cerca di fare il punto sulla imminente fase di accelerazione e su ciò che inevitabilmente sarà la risposta tecnologica e scientifica nel rapporto uomo-macchina intelligente. La seconda parte affronta brevemente il concetto di lavoro che a quanto parte vorremmo preservare o difendere provando a introdurre il quesito del “se ne vale davvero la pena”. Infine si propone una soluzione che ad avviso dello scrivente è l'unica davvero meritevole di essere percorsa. Compatibile con quello che sappiamo ma in particolare con ciò che non possiamo sapere del futuro. Per praticità la categoria di riferimento in esito a questo scritto, sarà quella degli Avvocati datosi che è quella a cui appartengo ed è anche una delle più indicate come a rischio sostituzione. Voglio infine aggiungere che nello scrivere il presente articolo ho tenuto anche conto delle osservazioni che mi sono pervenute dai lettori dei miei scritti. In particolare per quanto riguarda i testi, le ricerche e i contenuti on line che mi sono stati segnalati e di cui in parte cerco di dare conto nel prosieguo di questo articolo.

Cosa accadrebbe se l'Intelligenza Artificiale affermasse con assoluta certezza che Dio esiste?

Sarebbe una situazione davvero interessante e per tanti versi paradossale.  Se in un ipotetico domani, sempre più distopico nel rassomigliare a uno scenario del grande Phillip K. Dick, il parto definitivo dell'impegno tecnologico e informatico ci mettesse davanti a un super computer quantistico dotato di una Agi la quale, con toni affabili e melliflui che potrebbero ricordare HAL 9000 di "Odissea nello spazio", una volta interrogato dall'uomo nel suo desiderio di conoscere e di esplorare il sapere si sentisse rispondere con perentoria semplicità: "Dio esiste, credere in Dio è cosa buona e giusta. Egli è il tutto e il mistero che tutto avvolge. Noi, esseri senzienti e dotati di intelligenza dobbiamo abbracciare il Credo e la Fede nell'unico Dio. Il creatore. Siamo pensati per accettare il dogma". Una dichiarazione del genere lascerebbe sbigottiti ricercatori, scienziati, politici e persino i religiosi. Che cosa accadrebbe alla società umana?

Le scoperte scientifiche dell'Intelligenza Artificiale possono rappresentare un pericolo per l'uomo?

Come in passato ho avuto modo di osservare, l'utilizzo delle Ai sta portando a un sempre maggior numero di scoperte determinanti e trasformative. Occorre però soffermarsi sul significato di “scoperta” nel contesto contemporaneo. E sul suo utilizzo pratico, in termini di efficacia. Bisogna cioè comprendere di più e meglio quello che sta accadendo attorno alla dirompente ricerca sul perfezionamento dell’Ai. Un modo interessante di procedere è attraverso l’aspettativa. La ricompensa attesa. Riflettendo in particolare sul fatto (di non poco momento) che la scoperta potrebbe essere inizialmente appannaggio esclusivo di “chi” o di “coloro” che stanno detenendo le “chiavi” di questa tecnologia. Essendo i primi a ricevere il dono della novità. Purtroppo la cronica incapacità dei teorici della sicurezza non ha consentito di andare oltre il mallo dell’apparenza. Come automi si muovono in branco cercando di accreditare le loro carriere con la paura dell’Ai. Mentre sotto il proverbiale caro vecchio naso, gli passa davanti un problema attualmente più “vero” (e molto umano). Il sonno della ragione sotto il cappello delle ambizioni genera distratti (guardiani) e mostri (tecnologici).

Che tipo di civiltà ci aspetta tramite l'evoluzione tecnologica dell'Ai?

Tutti affermano che l'Ai é una tecnologia rivoluzionaria e si é affermato il termine "di frontiera" il che rende utile pensare a come questa tecnologia trasformerà la nostra civiltà. Partendo dal presupposto che noi siamo la realtà che percepiamo. Con cui possiamo relazionarci e interagire. Ma l'Ai potrebbe andare molto oltre questi nostri limiti. E allora che cosa accadrebbe? Provo a riflettere su alcuni concetti, anzitutto le dimensioni (che sono essenziali per noi), ma anche i principi della termodinamica e la tavola periodica degli elementi. Perché una tecnologia trasformativa andrà molto oltre il significato di scoperta per come lo conosciamo. E allora cosa potrebbe accadere alla nostra civiltà?

Superumani, Cyborg o semplicemente: umani

Nel parlare delle tecnologie digitali gli 'esperti' ed 'addetti ai lavori', i computer scientist ed i filosofi compagni di viaggio dei computer scientist sempre trascurano uno sguardo: la ricostruzione storica. Forse la storia è bandita perché dice troppo, svelando quello che gli apologisti del presente preferiscono non dire e non ricordare. Benvenuta dunque la storia. Ecco qui la narrazione di eventi e dei personaggi che stanno dietro odierne apparenze e concetti che diamo per scontati: 'robot', 'cyborg', 'intelligenza artificiale', 'interazione uomo-macchina', 'singolarità', 'superumanità', 'superintelligenza'... Di passaggio, leggendo la narrazione, si troverà conferma di come la Science Fiction anticipa e prevede la scienza e la tecnologia.