Il latino manus, di origine indoeuropea, parla dell’organo del corpo umano, ma porta con sé, anche, una originaria idea di ‘tutela’, ‘protezione’.
In francese si afferma nella prima metà del 1100 manière ‘modo di fare’, da cui l’italiano maniera. E nella seconda metà di quel secolo, manier, ‘tastare’, ‘avere per le mani’. In italiano, nello stesso senso, maneggiare è in uso dal 1300. Un secolo dopo si aggiunge il senso figurato di ‘governare’. (Si può anche ricordare il latino medievale manizzare, usato nel 1300 dalla Curia romana).
Maneggio si afferma nel 1500: c’è il senso di ‘lavoro fatto con le mani’, ma anche di ‘negozio’, ‘traffico’. Nel 1526 lo storico e cronista veneziano Martin Sanudo usa l’espressione con particolare precisione, nel senso di ‘amministrazione’, ‘direzione, ‘governo’.
Prende spazio però un significato più preciso: ‘cavalli da maneggio’, addestrati a diverse andature, movimenti, esercizi; cavalli usati per “lezione del cavalcare”. E quindi luogo dove si addestrano cavalli e cavalieri. Con questo significato principale il termine passa al francese, manége, e all’inglese, manage.
Pur giunto per questa via, il verbo inglese da subito risponde ad un senso più vasto. Sir Henry Savile, traducendo Tacito, nel1581, parla di “whole manage of affaires”. E Shakespeare: “Lorenso, I commit in your hands the husbandry and manage of my house”, “Lorenzo, affido nelle vostre mani la direzione e il governo della mia casa” (Il Mercante di Venezia, 3,4). Interessante qui notare come manage sovrappone manége con un’altra espressione francese, ménage: 'amministrazione delle cose domestiche' (come maison, dal latino manere: 'restare', 'dimorare', da cui anche mansione).
Arriviamo così all’inizio del 1900: con la fabbrica si afferma un nuovo modo di organizzare il lavoro. Frederick W. Taylor (Principles of Scientific Management, 1911), in piena –e forse inconsapevole– coerenza con la storia dell’espressione, pensa ad ottimizzare il lavoro manuale. Poi, via via, la ‘manifattura’ perderà la sua centralità, a vantaggio di una omnicomprensiva attività di coordinamento, controllo, direzione. In una parola, management.
L’espressione supera ogni confine; da noi però si afferma solo dopo il 1960. Solo in lombardo, nel frattempo, era rimasto vivo l’uso di maneggià, ‘destreggiarsi negli affari’, e maneggiòn, impegnato negli affari (senza traccia di quella connotazione negativa che maneggione ha in italiano).