Purtroppo i referendum in Italia sono diventati un'occasione diseducativa per (non) fare informazione.
I dibattiti che dovrebbero aiutare il cittadino a comprendere i contenuti della riforma si trasformano in fretta dalla nobiltà d'animo riformista del dott. Jekyll all'iracondia arrembante e aggressiva dell'dott. Hyde. In quella che diventa una gara più emotiva che ragionata. Dove si confrontano i "soliti" schieramenti. A base di odio e rancore.
Si ha la sensazione di una guerra dei bottoni condotta tra schieramenti in modalità curva nord e sud. O se mi si passa l'affermazione da gamer in versione “Mortal Kombat”.
Partecipare a questi “confronti” significa vivere un sorta di viaggio rocambolesco a tinte forti. Scendere in un girone dantesco dove si pratica, con una certa invasività, una disobbedienza menzognera. Organizzata allo scopo di prendersi la ragione. Evoluzione forse della più nota macchina del fango.
Invece di cogliere l'opportunità di partecipare attivamente a un processo culturale di potenziale cambiamento, una parte degli elettori si lascia così plagiare e irretire dal clima competitivo. Preferendo lasciarsi andare alla contrapposizione.
Invece di vivere il messaggio trasformista e meglio comprendere le implicazioni per la scienza, in questo caso del diritto, sottesa alla pubblica partecipazione in termini di libero arbitrio al referendum, preferiscono andare all'attacco di chi non è d'accordo, “senza ma e senza se”.
Lasciandosi affascinare da questa sorta di impeto livoroso del dare contro a un avversario. Cioè chi la pensa diversamente. Realizzando ancora una volta l'irrispettoso paradigma di chi guarda il dito invece della Luna.
E' come fare un sondaggio se sono meglio le tagliatelle o gli spaghetti dove invece di decidere in base ai propri gusti le persone preferiscono aderire a quello che gli dice qualcuno per dare contro a qualcun'altro. Quindi se ad esempio alla "destra" piacciono le tagliatelle allora gli spaghetti fanno schifo. Idem dall'altro fronte. Ma a parti invertite.
Il risultato è che i referendum in Italia servono per irretire e manipolare le persone. Mettendole le une contro le altre.
Spesso poi i singoli finiscono per straparlare di cose che non conoscono. Lo fanno per noia, distrazione o semplice piacere al qualunquismo. Magari perchè hanno sentito qualcuno che (pensano) abbia detto la stessa cosa in televisione. O lo hanno letto nei diseducativi social.
Assistiamo alla metamorfosi della leggerezza secondo Italo Calvino che trasmuta quasi come un evoluzione chimica in superficialità. Per poi dilagare.
E mi vengono in mente le parole di una mia vecchia conoscenza, il Prof. Eco, a proposito della sua critica al relativismo totale. Che oggi praticano tutti. Ogni singolo opinionista on demand è talmente esperto di quello che vuole dire che si trincera dietro una ragione archetipo alla Orwell.
E' diventato impossibile per le persone di cultura fare informazione? Forse sì, perchè tutto ciò che conta è quello che alla fine dichiari di fare. Tutto quello che affermi, ogni singola parola, diventa giusta o sbagliata in ragione di quello che poi dichiari di voler fare
In questo referendum per le ragioni del Si, sarà giusto anche il fatto che voti si perchè te lo hanno detto in sogno gli alieni. E per le ragioni del No sarà lo stesso.
Non importa più quel che pensi o perché lo pensi, orwellianamente diventa solo essenziale quel che fai.
Fate una prova: scrivete una motivazione generica e inviatela a un sostenitore del Sì e la stessa a un sostenitore del No, dichiarando poi cosa voti e probabilmente entrambi saranno d'accordo. Anche se la vostra motivazione fosse il "Pape Satàn, pape Satàn aleppe" della disinformazione il semplice fatto di affermare ciò che il profano vuole sentirsi dire vi eleva al ruolo di guida spirituale.
E' il tripudio e la celebrazione dell'anti cultura.
La necessità e l'opportunità che dovrebbero animare le persone sagge, coloro che usano i lumi della ragione per cercare di capire come migliorare il Mondo, difendere di più e meglio i diritti, applicarsi nel fare la cosa giusta, non hanno più importanza.
Tutto ciò che emerge è la rissa. Sempre più fobica, irrazionale e spropositata.
E' una corsa in solitario dove ciascuno vede il traguardo della sua triste maratona nel poter dichiarare la propria soddisfazione sotto il minimo comune denominatore del: "abbiamo vinto".
Tutto ciò è di una tristezza abissale. E di una pochezza che rappresenta l'antitesi di qualunque sistema di base intelligente.
Provo a spiegare le implicazioni di questa distrazione di massa.
Il mondo è governato dai gruppi di interesse.
Sono una realtà.
Ce ne sono qualcosa come 15.000 per esempio solo a Bruxelles. Si chiama lobbismo. C'è un perchè. Il lobbista non fa gli interessi degli altri. Fa i propri. Della propria corporazione. Come quelle del medioevo che appartenevano alle arti e ai mestieri. Il limite del lobbismo è il rispetto delle leggi. Che siano quelle del codice penale o quelle della concorrenza e del mercato. Non puoi annichilire, perseguitare o togliere di mezzo chi non ti permette di affermare i tuoi interessi. Esattamente come non puoi fare i tuoi interessi violando, per esempio, le regole della concorrenza o dell'antitrust, ecc.
Oggi si aggirano questi divieti utilizzando gli interessi. In special modo quelli economici. Le aspirazioni di carriera e di reddito. Asservendo il singolo a una partecipazione remunerata per i suoi servizi sotto l'egida di alcune scatole che possono essere anche definite “think tank”. Ma non è nulla che non accadesse già all'epoca dell'antica Roma o nelle Gilde del XII secolo.
I Giudici sono coloro che intervengono contro il lobbismo deviato.
Contro le Caste illegali. Contro la cattiva cooperazione o la cattiva mutualità. Contro le associazioni a delinquere. Ecc. ecc. Ogni volta in cui un gruppo decide di avvantaggiare i suoi membri a discapito di altri che, ignari, restano vittime del sistema.
Voglio ribadire: ignari. Colui che non è consapevole di avere subito un pregiudizio. Chi nemmeno immagina di avere un nemico. Che potrebbe non essere un "Io" o un "lui/Lei" ma un "Noi" o un "Loro"..
Il cattivo lobbismo annienta i singoli.
Li identifica. Li perseguita. E li abbandona a quel che resta della vita senza esperienza o senza successo. Il dimenticatoio di chi non partecipa alla sparizione della proverbiale torta è un po' come il celebre cimitero dei libri dimenticati.
Se vogliamo negare che questo accade, allora possiamo mettere in discussione anche che l'acqua sia bagnata. Perché stiamo ragionando sul niente.
Ora io pongo il mio quesito: questa riforma nella parte in cui vuole separare il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) e introdurre niente di meno che il “sorteggio”, come pure nella parte in cui vorrebbe istituire un Alta Corte Disciplinare per punire i Magistrati che abbiano commesso (presunti) illeciti, sta o non sta fornendo i MIGLIORI e più EFFICACI strumenti per il lobbismo deviato, allo scopo di comandare dietro le quinte l'operato della Magistratura?
La risposta a questa semplice domanda, è si o no? C'è o non c'è questo pericolo?
E la risposta non sia (vi prego) l'armata brancaleonica di sconnesse congetture a proposito delle c.d. correnti. Che non sono quelle dello spiffero o della porta aperta ma presunti micro imperi galattici dove tutti i Magistrati vengono asserviti a un grande fratello. Una sorta di cupola in stile il capo dei capi. Una trilaterale o un bilderberg club fatto di magistrati politicizzati.
Vi rendete conto che è una trama per una scadente serie tv? Capite che si sono inventati un super cattivo in stile Marvel / DC per giustificare una presa di posizione?
Ben inteso, non sto affermando che non esistono le correnti in questione.
Ovunque in Italia esistono le rappresentanze politiche. Ce l'hanno i tassisti, i pubblici impiegati, i commercianti. Tutti. E dentro ognuna di queste ci sono l'equivalente delle correnti.
Mi state veramente dicendo che la risposta del'Italia a questo scenario cospirativo che rasenta l'assurdo, il grottesco e il metateatro di Pirandello, se fosse osservato con un minimo di razionalità (sono più probabili gli Ufo dell'Area 51) è: sorteggiamo i Magistrati che devono controllare gli altri Magistrati?
Il sorteggio!
Vorrei che chi ha letto fin qui si prendesse un attimo di pausa e riflettesse su questo termine: sorteggio.
Siamo nel 2026 e facciamo un referendum per chiedere agli Italiani se vogliono che introduciamo il sorteggio dei Magistrati. Il prossimo passaggio potrebbe essere la nomina del Presidente della Repubblica con il gratta e vinci.
La riforma non è tutta qui, lo so benissimo. Ma una riforma che in questo ipotetico scenario (che sia vero o falso) propone il sorteggio è qualcosa su cui dovremmo, a mio avviso, riflettere con molta attenzione. Senza picchiarci verbalmente e detestarci ad ogni singolo dubbio o critica. Non siamo o almeno non dovremmo essere un branco di trogloditi in versione pecore da metaverso alla Matrix che belano a comando e seguono le indicazioni di falsi profeti che attraverso il solito usurato odio per l'avversario politico ci impongono cosa dire, fare e cosa perfino pensare.
Il sorteggio è utile all'asilo. Magari fra amici in un gioco di società. Forse tra colleghi di lavoro per le ferie.
Lo volete davvero per la Magistratura che è una cosa seria. E' la prima linea di difesa di quel principio “La legge è uguale per tutti” che i gruppi d'interesse (non le correnti varie) vogliono ribaltare e adeguare, personalizzandolo, a loro immagine e somiglianza.
Decidete voi. Ma decidete con il vostro cervello. Usate la vostra intelligenza. Il vostro acume. E' gratis. Sta sopra le spalle. Ve lo forniscono alla nascita. E' piuttosto utile per non prendere fregature.