Gli umani sempre meno numerosi furono inseriti nell’esteso programma di protezione della biodiversità. Lo supervisiona una IA potenziata dalla base-dati delle intemperanze dei massimi leader mondiali.
Biblioteche e librerie, chiuse. Libri e giornali, sottochiave. Emarginata la parola scritta, estromessa dal visivo e dal sonoro. Obsoleta l’espressione “lettura del pensiero”. Si era smesso di leggere. I pensieri non erano più articolati. I pensieri privati di parole, non avevano la forma di pensiero. Ora ciascuno manifestava i suoi bisogni immediati e captava quelli dell’interlocutore. Captare era il requisito naturale di ciascuno. Quant’altro non pressante usciva fuori dal quadro giornaliero. Il sabotaggio era evidente. All’inizio in termini di generazioni, poi di decenni, di quinquenni, di anno in anno. A ritmo continuo. E si giunse alla svolta definitiva.
Nessuno ci fece più caso. Non furono più agibili le biblioteche. Le librerie erano crollate sotto le intemperie. Il peso dei debiti aveva creato le premesse del totale abbandono. I chioschi dei giornali, da tempo si erano convertiti in distributori di bibite e panini assortiti. Nella comunicazione aveva preso il sopravvento il messaggio visivo. L’immagine da sola, senza perifrasi, diventò subito più che eloquente. Lo scambio veloce a base di emoticon era diventata la regola. La frase si trovò compressa da parole troncate o indicate con una sola lettera. Fiumi di messaggi, intervallati da immagini nei social, massacrarono ogni ordine grammaticale. La tradizione orale culminata nella scrittura aveva imboccato la parabola discendente – quantunque nella forma, innovativa. Risultò dirompente produrre interviste e incontri filmati: un dibattito di ore in forma scritta avrebbe richiesto giornate di lavoro. Anche l’ascolto era premiante. Nella sostanza l’approdo al podcast chiudeva un ciclo durato secoli. Lo tsunami di notizie e aggiornamenti ricorrenti si convertì in un mondo a misura di Intelligenza Artificiale. Che appiattì le menti, che si trovarono a fronteggiare una rincorsa impari, che nel delegare ogni mansione ricevettero enorme sollievo. L’adattamento alla lunga produsse cambi tanto radicali quanto ineludibili. L’espressione “lettura del pensiero” si trovò catalogata in una stanza oscura del museo delle Lettere. Nella sala adiacente sotto l’etichetta “arcaica” era incisa la frase “il gioco non vale la candela”. Mentre in tutta evidenza la targa “carpe diem” segnava l’inizio del nuovo corso. Significativo lo slogan adottato dalla memoria collettiva: tuffati nel presente, al domani provvede il gerente.
Ogni città aveva il suo orto botanico. Ogni oasi ospitava una propria etnia. Sparuti gruppi di eminenze grige coltivavano linguaggi locali scritti e parlati inseriti nelle discipline “saperi antichi”. Erano conoscenze monacali studiate come sanscrito da manipoli di discepoli al riparo da sguardi alieni. L’avvento delle IA aveva sopperito a tutte le necessità dell’uomo compresa la comunicazione. Lavoro e tempo libero erano diventati concetti del passato. Bisogni e desideri di ciascuno erano ben evidenti nelle banche dati meglio di quanto ciascun individuo potesse dire di se stesso. D’altronde il consumismo aveva delineato la rotta. La manipolazione del linguaggio aveva svuotato di ogni contenuto le istituzioni democratiche. Celebrazioni di feste e tradizioni avevano separato le masse dalle leve del potere. L’individuo emarginato dall’ambiente lavorativo, cognitivamente impoverito, si era adattato ai buoni pasto, alle sagre collettive, ai giochi. “Panem et circensis”, l’altra etichetta che custodiva una storia tanto remota quanto diversa dall’era quantica. L’umano ne conservava solo sparute tracce nell’inconscio della propria memoria resettata dalle IA. Improprio era persino parlare di memoria propria.
Il nuovo potere ebbe facile controllo delle nicchie di dissidenti: cattedratici, filosofi, naturisti, asceti, sindacalisti, politici senza sponsor, influencers e cani sciolti, costantemente in conflitto tra loro. I ricchi, meno numerosi e sempre più influenti, confidarono nel traguardo raggiunto. Bramata, da loro stessi finanziata, la tecnologia sinfin prometteva il paradiso a tempo indefinito. I denti dell’ingranaggio erano evidenti. La comunicazione non era interrotta. QR, bit, qubit, i codici di programmazione avevano sostituito il linguaggio della specie sapiens. La ruota delle innovazioni girava a ritmi mai visti prima. Tutto troppo in fretta. Tik tok, eppoi un flusso continuo. Il controllo del mondo era passato di mano. La selezione naturale accelerò il suo corso. Gli umani sempre meno numerosi furono inseriti nell’esteso programma di protezione della biodiversità. Lo supervisiona una IA potenziata dalla base-dati delle intemperanze dei massimi leader mondiali.