The Cyanobacterium that I Would Therefore Like to Be

First-person sustainability and epistemic independence The paper is a new version of Galanti, 2024, read at the World Congress of Philosophy 2024 (Hermeneutics Section) and already published online on Stultifera Navis. I propose specific criteria necessary for the fulfilment of a 'sustainability in first person' approach and link it to a widespread acknowledgement of the necessity of reclaiming agency through holistic, experiential methods. Hermeneutical action is defined as action accompanied by, and following from, the feeling of truth. I sketch a transformative learning intervention called “Miniatures of Evolution”, a development of the practice “Thinking at the Edge”, devised by the philosopher Eugene T. Gendlin. MoE uses abduction as the process of linking experiential terms to the theoretical term “evolution” to form new hypothesis on what “evolution might be.” Sustainable action is then the process of giving context to the hypothesis to verify it in concrete life situations. I demonstrate the creation of the “naked” universal “trust in the environment” as stemming from and leading to evolutionary “stuff.” In the conclusive remarks I introduce the concept of “epistemic independence” as pointing to a knowing capable of supporting human beings in the ecological crisis. As I will start teaching MoE online in April 2026, I also link to the full program of the course for the readers interested in experiencing my approach.

La forza del ricercatore debole

Il ‘ricercatore debole’ è vicino al ‘poeta romantico’. Per entrambi l’idea di un ordine riconducibile a schemi è una costrizione che esclude porzioni troppo grandi del sistema vivente (Whitehead 1925). Per entrambi ciò che conta innanzitutto è l’abduzione, l’incessante riformulazione di ipotesi interpretative, di nuove letture del mondo. Per entrambi il punto di partenza sta nell’affermare il valore della diversità. Per entrambi la sensibilità soggettiva, che si manifesta come scostamento dalla regola, è la principale ricchezza. Per entrambi gli strumenti di osservazione non sono dati a priori, ma sono da scoprire di volta in volta a seconda della situazione, strettamente legati all’oggetto di indagine. Entrambi sono disposti a lasciarsi sorprendere. Entrambi accettano e tentano di comprendere il mistero, il segreto, l’occulto, il crimine.

Dalla produzione imperiale del software alla progettazione situata: un'ingenua utopia?

Prototipazione dialogica e negoziazione delle funzionalità con un uso "tattico" del vibe coding Questo articolo propone una decostruzione delle tecnologie di programmazione assistita — spesso definite vibe coding — per utilizzarle come dispositivi di prototipazione situata, capaci di riaprire la progettazione tecnica a processi dialogici e contestuali. Attraverso un confronto tra il paradigma industriale della produzione del software e un modello potenziale e contrapposto di progettazione situata, l’articolo analizza le implicazioni epistemologiche, politiche e pedagogiche di questa trasformazione. Un uso "tattico" della programmazione assistita fa intravvedere dispositivi un passaggio da un’epistemologia della merce digitale a una riorganizzazione emancipate: il sapere come sistema dinamico di relazioni tra pratiche, competenze e artefatti tecnici

Prompting come Mediazione tra Due Epistemologie

Il nostro rapporto con l’acquisizione di informazioni per generare nuova conoscenza e decidere nuovi piani di azione, è andato trasformandosi nel tempo, e proprio negli ultimi decenni ha attraversato una vera e propria rivoluzione. L’argomento è molto complesso, ma tentiamo qui di collocare il prompting verso l’AI in un più ampio quadro storico, filosofico e culturale.