Si è formata in teorie e tecniche della Tv, del teatro, del cinema, dell’arte e dello spettacolo alla Sapienza di Roma sotto la guida di Guido Aristarco, Adriano Magli e Ferruccio Marotti. Ha curato e condotto in studio, per emittenti TV private, programmi giornalistici di approfondimento, costume, arte e cultura;

Si è occupata dell’ideazione, cura, conduzione e stesura testi delle serie video artistiche, storiche e culturali Semeion, i simboli e la Storia; I simboli nell’Arte; Sign&Design: Storia e simboli degli oggetti; Polisemantica, il mondo in un segno; Nel segno del cinema; SACRUM – i simboli delle religioni; Perception: i segreti della mente.

Ha scritto i testi dei documentari A.D. 1300 – Sacrum iter ; Le vie della fede in Lombardia; Spirito d’Europa Europa, una realtà che viene dal mito. Ha realizzato le sceneggiature di CRONOS ; STRIGES; AMBROGIO IMMORTALE per la fiction e EREDITÀ DAL PASSATO, come reportage Ha scritto saggi tra cui Il senso del gustoSign and Design; Fashion Semiology; Logosemiotica e Fonosemiotica; Art Semiology; Principi di Net Semiology

Oltre ai saggi della collana Simboli nell’Arte: La magia di Caravaggio, I simboli dell’alchimia nell’arte, Botticelli – Grazia Eterna, Nel segno di Raffaello, Michelangelo – a Sua immagine e somiglianza, Mantegna e la sua Grande Opera, Giotto la divina umanità, e ai romanzi, tra cui Endless game; Lo splendore dell’Umiltà; Spirito d’Europa; I misteri di Ichnusa; Il demonio a Milano; I ribelli di Mediolanum; Viaggio nell’AldilàENIGMA, i simboli dell’alchimista, ENIGMA 2, le coppe dell’Apocalisse, ENIGMA3, l’abominio delle virtù, ha curato la realizzazione del DIZIONARIO ESSENZIALE della simbologia nell’arte e coordinato la realizzazione di AS, Arte & Simbolo – dizionario completo e illustrato della simbologia nell’arte, un simbolario di circa 1400 simboli in 475 pagine.

Insieme a Fausto Crepaldi ha pubblicato “AI Semiology – la tecnica e il simbolo – comprendere ed usare eticamente e consapevolmente l’Intelligenza Artificiale Generativa” e in collaborazione con Crepaldi e con Febo Alfieri ” Né apocalittici né integrati. AI Semiology. Fondamenti della semiotica dell’intelligenza artificiale” con la edizione inglese “Neither Apocalyptic nor Integrated: AI Semiology. Foundations of the Semiotics of Artificial Intelligence“. Ha inoltre collaborato con articoli per innumerevoli riviste di comunicazione, advertising, semiotica, arte, design e marketing.

È stata direttore editoriale della rivista di comunicazione, semiotica, arte, cinema, letteratura, moda, pubblicità, storia, politica e web QC2, Quaderni di Comunicazione. Ha inoltre firmato articoli per il quotidiano Avvenire. Per più di vent’anni è stata docente universitaria di simbologia nell’arte, semiotica e comunicazione dei media, della moda, del design, del lusso in prestigiosi istituti universitari europei tra i quali International Fashion Academy IFA; Paris School of Business PSB; ISCOM; IESEG; IESA; (Paris); Istituto Marangoni; Domus Academy; IED , Raffles (Milano); Polimoda a Firenze e Università degli Studi di Bologna; BlumediAcademy a Roma, Milano, Londra. Attualmente presta la sua opera di diffusione culturale a favore di Ars Europa di cui è presidente; Insieme a Fausto Crepaldi dirige IArs Academy, laboratorio europeo di ricerca semiotica dell’Intelligenza Artificiale.


Video Generativo e l'architettura del senso: semiotica oltre il reale

Il video generativo, nell'era dell'Intelligenza Artificiale, non irrompe come una rottura, bensì come una soglia. È una porta che si apre tra ciò che abbiamo a lungo chiamato il visibile e ciò che, in una quieta latenza, attendeva di essere pensato come tale. Non ci troviamo più di fronte a un'immagine che si limita a riflettere il mondo, né a un dispositivo che cattura la luce come un cimelio del reale. Siamo dinanzi a una forma già intrisa di intenzione, una visibilità che non deriva da un accadimento, ma da una deliberata "plasmazione" del possibile.

Intelligenza Biosintetica e Biosynth Semiology. Il vivente artificiale e la crisi del segno

Ci sono momenti nella storia del pensiero in cui ciò che accade precede ciò che può essere detto, e non perché manchino le parole, ma perché le parole disponibili appartengono ancora a un ordine che il fenomeno, silenziosamente, ha già oltrepassato. È una precedenza discreta, quasi pudica, che non si impone con evidenza ma si lascia intravedere in quei punti in cui il linguaggio comincia a incrinarsi, a scivolare, a ricorrere a immagini che non vorrebbe usare e tuttavia non può evitare, come se avvertisse, prima ancora di dichiararlo, di non essere più sufficiente a contenere ciò che pure tenta di afferrare.