L’Intelligenza Artificiale non deve essere "magia" o teoria complessa: deve essere uno strumento pratico per fatturare di più, sprecare meno tempo e lavorare meglio.
Mi definisco un "Artigiano dell’IA" perché credo nel valore delle soluzioni su misura: niente hype, niente soluzioni copia-incolla, solo integrazione concreta nei processi reali della tua azienda.
L'APPROCCIO: ESPERIENZA & NEUTRALITÀ.
Dal 2021 analizzo e testo l'evoluzione dell'IA Generativa con un approccio rigorosamente Vendor-Neutral. Non vendo software né licenze: il mio unico interesse è selezionare lo strumento giusto per la TUA specifica esigenza (che sia ChatGPT, Claude, Gemini, NotebookLM o soluzioni open source).
COSA FACCIO: I DUE LIVELLI DI INTERVENTO
Affianco le PMI con due modalità operative complementari:
1. Formatore e Trainer Operativo Progetto percorsi di AI Literacy (alfabetizzazione IA) indispensabili anche alla luce dell'AI Act europeo, oltre a workshop pratici per imprenditori e team. L'obiettivo non è solo imparare a usare un tool, ma sviluppare autonomia interna e competenze strutturate.
2. Fractional Chief AI Officer (CAIO) Opero come il tuo manager dell'IA "in affitto". Definisco la strategia, seleziono i fornitori, supervisiono l'implementazione e garantisco che l'azienda non subisca la tecnologia, ma la governi.
Focus operativo: 📌 AI Strategy & Governance (Policy interne e Compliance AI Act) 📌 Implementazione pratica e Automazione processi (No-Code/Low-Code) 📌 Formazione avanzata su LLM (ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity, Synthesia, HeyGen, altri) 📌 Upskilling del personale per garantire autonomia
Se cerchi un partner strategico che parli la lingua del business e non quella del codice, parliamoci.
Il campo è più largo del dibattito
Replica a Martino Pirella sulla sua risposta del 14 maggio. Esomente e inclinazioni digitali non sono in concorrenza, operano su piani diversi di un campo più largo. La ricerca di Anthropic sull'interpretabilità, le posizioni di Hinton, i compagni romantici AI: il dibattito italiano ha materiali empirici che ancora non ha messo a fuoco.
Inclinazioni digitali
Su queste pagine, il 2 maggio, Martino Pirella ha proposto una lettura dell’intervista di Walter Veltroni a Claude come “illusionismo in chiesa”. L’argomento è solido nei fatti e debole nella conseguenza che ne trae. Provo a mostrare perché e a proporre un vocabolario che il dibattito non ha ancora messo a fuoco. Pirella ha individuato bene il problema dell’illusionismo. Veltroni ha individuato bene la dimensione esistenziale che la tecnica da sola non basta a esaurire. Le due posizioni sono entrambe parziali, entrambe legittime, entrambe insufficienti. Il terzo punto di vista non sta nel mezzo aritmetico tra i due. Sta da un’altra parte, ed è dove il vocabolario stesso deve essere ricostruito.
Né oggetti né soggetti: il vuoto che non possiamo più ignorare
Ci mancano le parole per descrivere quello che sta succedendo nel mondo AI Un agente AI ha diffamato autonomamente un programmatore. Un altro sistema si è assegnato il 15-20% di probabilità di essere cosciente. Uno studio su Nature Communications mostra che i processi interni di questi sistemi convergono con quelli del cervello umano. Tre eventi delle stesse settimane che rivelano un vuoto normativo, etico e concettuale che non possiamo più ignorare.
Collegare i puntini
Quando le voci più autorevoli del pianeta convergono sullo stesso messaggio, forse è il momento di ascoltare