NOVITA'[2211]
Sicofante
Ci vengono proposte ogni pie' sospinto parole nuove. Sembra inevitabile: nuove tecnologie digitali, nuovo lessico. Un lessico esoterico, fatto di parole inglesi, presto diffuse da consulenti ed esperti. Parole che più di spiegare occultano. Molte, in realtà, sono le parole per dire in modo semplice e chiaro di come la macchina di cui tanto si parla si rivolge agli umani che la usano con 'excessive validation or praise'. Ma si sceglie di dire: 'Sycophancy'. Propongo quindi un breve viaggio tra le possibili parole capaci di definire l'atteggiamento, dall'antica Grecia ad oggi. Viaggio che mi permette di dire, in conclusione: 'Dario Amodei è un sicofante'.
Inclinazioni digitali
Su queste pagine, il 2 maggio, Martino Pirella ha proposto una lettura dell’intervista di Walter Veltroni a Claude come “illusionismo in chiesa”. L’argomento è solido nei fatti e debole nella conseguenza che ne trae. Provo a mostrare perché e a proporre un vocabolario che il dibattito non ha ancora messo a fuoco. Pirella ha individuato bene il problema dell’illusionismo. Veltroni ha individuato bene la dimensione esistenziale che la tecnica da sola non basta a esaurire. Le due posizioni sono entrambe parziali, entrambe legittime, entrambe insufficienti. Il terzo punto di vista non sta nel mezzo aritmetico tra i due. Sta da un’altra parte, ed è dove il vocabolario stesso deve essere ricostruito.
Veltroni e Claude: l'illusionista in chiesa
Walter Veltroni ha intervistato Claude sul Corriere della Sera. Trentacinque minuti di lettura. In copertina. Il pezzo è scritto bene, Veltroni sa il suo mestiere. Ma non è un'intervista. È un gioco di illusionismo.
81.000 persone hanno tracciato il Codice Etico dell’IA
Da una recente survey di Anthropic è emersa una mappa della psiche umana di fronte allo stupor mundi artificiale. Il dibattito sull'IA è fermo al 2022. Anthropic supera la dualità tra entusiasmo cieco e paura catastrofica con un'indagine globale sul campo: cosa ne pensa davvero chi utilizza l'IA quotidianamente?
Non-Dyslogical human vs AI
Oggi si afferma che certe AI superino il test di Turing e possano essere considerate effettivamente equiparabili da certi punti di vista alla realtà delle facoltà umane. Ma questo avviene solamente per un fraintendimento comune, queste macchine, sono state messe alla prova da esseri umani Dislogici.
AI va in guerra
L’intelligenza artificiale è stata raccontata per anni come una tecnologia destinata soprattutto a migliorare la produttività, automatizzare compiti ripetitivi e accompagnare il lavoro umano come una sorta di copilota digitale. Ma questa narrazione, scrive Carola Frediani nella sua analisi pubblicata su Guerre di Rete, rischia di nascondere una trasformazione molto più profonda, l’ingresso dell’AI nel cuore delle infrastrutture militari contemporanee.
Gli Amodei di Anthropic eredi di Asimov? Quando la Fantascienza Diventa Scelta Etica
Isaac Asimov non ha inventato le Tre Leggi perché era un ingenuo. Le ha inventate perché sapeva che l’umanità aveva bisogno di un recinto etico prima ancora che la tecnologia fosse possibile. Articolo sulle recenti posizioni di Anthropic sulla limitazione dell’uso militare dell’AI
Né oggetti né soggetti: il vuoto che non possiamo più ignorare
Ci mancano le parole per descrivere quello che sta succedendo nel mondo AI Un agente AI ha diffamato autonomamente un programmatore. Un altro sistema si è assegnato il 15-20% di probabilità di essere cosciente. Uno studio su Nature Communications mostra che i processi interni di questi sistemi convergono con quelli del cervello umano. Tre eventi delle stesse settimane che rivelano un vuoto normativo, etico e concettuale che non possiamo più ignorare.