NOVITA'[1759]
Propaganda, Giustizia E Libertà: Appunti Per Una Democrazia Vigilante
Una riflessione sul rapporto tra propaganda, giustizia e libertà, e su come il linguaggio politico contribuisca a indebolire – o a custodire – le garanzie democratiche. Un invito a distinguere, pensare e vigilare, contro la semplificazione che trasforma il rumore in consenso.
La costruzione dell’ovvio
Questo articolo nasce da un percorso di ricerca autonomo, non lineare, guidato dal desiderio di comprendere i meccanismi attraverso cui il pensiero collettivo si forma e diventa senso comune. L’incontro con il pensiero di Serge Moscovici non è avvenuto all’interno di un programma universitario strutturato, ma attraverso un’esplorazione indipendente, resa necessaria dal confronto con il dibattito pubblico contemporaneo. Il testo non intende offrire un’esposizione specialistica, ma una chiave di lettura: rendere visibili i processi attraverso cui ciò che è complesso viene reso familiare e ciò che viene discusso diventa ovvio.
Il potere delle idee
Efficienza, profitto, controllo: sono alcune declinazioni dell’idea di potere che domina il nostro tempo e la nostra mente. Le idee che abbiamo nella mente si cristallizzano e bloccano i processi mentali. Non dobbiamo lasciarci imprigionare dal significato che si dà oggi a questa idea.
L’editore come spazio o come schieramento?
Una riflessione sul ruolo dell’editoria oggi: spazio di confronto critico o attore politico-culturale schierato. Dal caso Einaudi alla scomparsa silenziosa di Philip Roth, un ragionamento su egemonia culturale, consenso e responsabilità intellettuale.
Violenza, protesta e...
Un’analisi critica sulla retorica dell’ordine pubblico, tra violenza, diritto di protesta e uso politico dell’emergenza. Quando la polarizzazione sostituisce il discernimento, il rischio non è il caos, ma la normalizzazione della stretta democratica.
Piccoli uomini, grandi sprechi. L’insostenibilità del potere a Lilliput
La sostenibilità analizzata con gli occhi di Gulliver 1
Cinque saggi su nichilismo e crisi della democrazia
I saggi qui raccolti interrogano la condizione politica contemporanea a partire dal nesso strutturale tra nichilismo, rappresentanza e democrazia. Attraverso un percorso che intreccia filosofia politica, teoria critica, storia delle idee ed estetica, i saggi analizzano la disaffezione politica non come semplice apatia, ma come sintomo di una crisi più profonda del legame comunitario e della capacità di immaginare alternative al presente. Ne emerge un quadro unitario: il nichilismo politico non coincide con il vuoto di senso, ma con l’impossibilità di trasformarlo, rendendo urgente una riflessione sulle condizioni teoriche e storiche per una possibile reinvenzione della democrazia.
Mettete le ruote alla AI
L'altro giorno ero in aeroporto. Stavo partendo per un breve fine settimana di vacanza. E avevo con me il mio trolley a quattro ruote, bello, compatto, scorrevole, comodissimo. E mi sono tornate in mente le valigie della mia gioventù, durante gli anni settanta: grandi, pesanti, con le maniglie. Roba che portare sulle spalle lo zaino da 25 chili sembrava una passeggiata. E ho pensato: certo che ce ne ha messo di tempo, l'umanità, a mettere le ruote alle valigie. Ma mi è anche venuto da pensare quanto tempo ci abbiamo messo a passare dal trolley a due ruote a quello a quattro. Da non credere. Mi sono messo a riflettere sulla tecnologia, sulle "invenzioni", sul loro senso e sulla loro diffusione. Le parole che seguono sono l'esito di quelle riflessioni, fatte mentre il mio trolley a quattro ruote rotolava scorrevole sul pavimento di Fiumicino.
Fusione, magneti e l’arte di contenere il mondo
Nuovi magneti superconduttori segnano un passo avanti verso la fusione e mettono in luce la questione centrale della nostra epoca: la concentrazione di potere che accompagna ogni conquista tecnica. Dalla corsa globale ai magneti, alla promessa di un’energia “perfetta”, il cuore dei futuri reattori diventa il luogo in cui si decide chi controllerà tempo, spazio e destino materiale delle società.
Intervista ImPossibile a Aaron Swartz (IIP #10)
Se la conoscenza può essere manipolata o generata da sistemi di AI che non controlliamo, che cosa resta davvero della libertà di accedere all’informazione? Aaron Swartz (1986–2013) è stato programmatore, attivista, teorico dell’accesso libero alla conoscenza. Coautore delle licenze Creative Commons, creatore dell’RSS, fondatore di Reddit e di Demand Progress, ha trasformato la rete in un contesto politico, un laboratorio di giustizia e partecipazione, non di profitto. Nel 2008, nel monastero di un eremo italiano, scrisse il Guerrilla Open Access Manifesto, un testo breve, militante, un appello per “liberare” la conoscenza scientifica dalle regole del copyright. Oggi, nell’epoca in cui l’intelligenza artificiale rielabora e ridefinisce miliardi di dati - molti dei quali prodotti, condivisi o pagati da cittadini, ricercatori e comunità - chi controlla i dati controlla la realtà; chi controlla gli algoritmi controlla la sua interpretazione.
L'AI e La Maledizione dell’Apprendista Stregone
Chiudete gli occhi. Sentite la musica? L'incalzare degli archi, la marcia inarrestabile di Paul Dukas. Vedete l'acqua salire, le scope moltiplicarsi senza sosta, e il panico puro sul volto di Topolino in Fantasia. L'Apprendista Stregone. È un'immagine che abbiamo impressa nella nostra cultura, potente, immediata. E oggi, sta diventando la metafora pigra, ma pericolosamente seducente, per descrivere il nostro rapporto con l'Intelligenza Artificiale. Proprio di recente, mi sono imbattuto in un articolo di Rivista.ai che evocava questa "Sindrome dell'Apprendista Stregone" in relazione all'IA. È un paragone facile: noi, gli apprendisti (sviluppatori, la società), abbiamo lanciato un incantesimo (l'IA generativa, i LLM) per un compito (automatizzare, creare, analizzare), e ora guardiamo con terrore la creazione sfuggirci di mano, moltiplicandosi in modi che non avevamo previsto e che non sappiamo come fermare. È una narrazione potente. Ma come ingegnere e, forse ancora di più, come umanista digitale, sento che questa metafora ci assolve troppo facilmente. Ci dipinge come vittime ingenue di una magia che non comprendiamo.
ChatGPT vuole fare sesso con te. E non è la notizia peggiore
Mi è capitato di leggere, in questi ultimi giorni, due documenti apparentemente distanti. Da un lato il paper "Assessing Risk Relative to Competitors: An Analysis of Current AI Company Policies" del Centre for the Governance of AI (ottobre 2025), dall'altro le analisi critiche di Sandra Bats pubblicate su Medium in merito all'annuncio di OpenAI di introdurre contenuti erotici in ChatGPT a partire da dicembre 2025. Non sono fenomeni separati. Sono manifestazioni dello stesso meccanismo: la privatizzazione della governance etica dell'AI attraverso dispositivi competitivi che si autolegittimano. E questo meccanismo non è un bug. È il sistema operativo del capitalismo algoritmico. Ho testato, sia pure sommariamente, la risposta dei diversi LLM ad una richiesta sessualmente esplicita e piuttosto stereotipata. Il fenomeno dell'escalation è già in atto.
Regia algoritmica e potere nell’era della decisione automatica
In questi giorni, tra i molti segnali che la rete amplifica e disperde, ho notato un ritorno insistente: la copertina gialla di Humanless. L’algoritmo egoista di Massimo Chiriatti. Alla terza comparsa, ho deciso di acquistarlo. Non perché convinto da chi lo promuoveva, quanto per capire cosa avesse davvero da raccontare l’autore, se così tante persone lo stavano rilanciando. E non voglio pensare che fosse solo per ingraziarsi in qualche modo la sua attenzione — come spesso accade su LinkedIn — ma un po’ di dubbio, lo confesso, mi è venuto. A quel punto ho recuperato dalla mia modesta biblioteca domestica anche Superintelligenza di Nick Bostrom, che avevo già letto anni fa. Due visioni, due timbri, ma un interrogativo comune: che forma prende il potere, quando smette di presentarsi come tale? A completare il quadro — o forse a disturbare l’armonia — è arrivata un’altra lettura: Gli ingegneri del caos di Giuliano da Empoli. L’ho iniziato in anteprima Kindle ma, a dire il vero, non l’ho finito. Non perché privo di contenuti, ma perché l’ho trovato poco stimolante, almeno per me.
Il potere dello spettacolo. Commento al romanzo di Norman Spinrad 'Bug Jack Barron'
Romanzi che dovremmo leggere o rileggere: Norman Spinrad, 'Bug Jack Barron', 1969. Politici e imprenditori prendono lezioni dal conduttore di talk show Jack Barron. Ma presto risulta chiaro che se Barron si presenta alle elezioni, la vittoria sarà sua. Nel romanzo 'Bug Jack Barron', pubblicato nel 1969, Norman Spinrad riesce a immaginare che Ronald Reagan si candiderà, e vincerà a mani basse. Ma ora, mezzo secolo dopo, sappiamo che era solo l'inizio.
La profezia che si auto-avvera, ovvero tutto il potere delle nostre convinzioni
Hai mai notato come le aspettative influenzino i risultati? Ti è mai capitato di pensare che qualcosa sarebbe andato storto e, puntualmente, è successo? Oppure, al contrario, di affrontare una sfida con fiducia e ottenere proprio ciò che desideravi? Questo fenomeno ha un nome: profezia che si auto-avvera.