Non ti ho assegnato, o Adamo, né una sede determinata né un proprio volto né alcun privilegio che fosse esclusivamente tuo, affinché quella sede, quel volto, quei privilegi che tu desidererai, tutto tu possa avere e conservare secondo il tuo desiderio e il tuo consiglio.
La natura determinata per gli altri è chiusa entro leggi da me prescritte. Tu, invece, te le fisserai senza essere impedito da nessun limite, secondo il tuo arbitrio al quale ti ho consegnato.
Ti ho posto nel mezzo del mondo perché di là tu possa più agevolmente abbracciare con lo sguardo tutto ciò che c'è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, affinché, quasi di te stesso arbitro e sommo artefice, tu possa scolpirti nella forma che avrai preferito. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori proprie dei bruti, potrai rigenerarti secondo la volontà del tuo animo nelle cose che sono divine.
È ANCORA COSÌ?
DIGNITÀ
Il pensiero disossato
non si tiene,
è flaccida ciccia.
L’all you can eat cognitivo
non sazia
perché confonde la scelta con la libertà.
Abbuffati di permanente insoddisfazione,
pseudo-avatar si azzuffano
intorno al crudo e al cotto del sensibile,
naufragando nel riflesso.
Mettersi in piazza
è bivacco indecoroso
se il lascito sono
rifiuti e bottiglie semivuote
di animali senza intelletto.
Gli schermi schermano
l’umana condizione,
umiliata e calpestata a forza
da quattro moderni evangelisti apocrifi:
fanno credere alcuna cosa nuova
ai tanti nuovi Calandrino,
lapidati da assistenti virtuali,
scompisciati di fronte
a chi abita mondi
dove si legano le vigne con le salsicce.