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Solidus è variante di solitus, participio del verbo solere. L’essere o il fare il solito, e la solidità, a ben guardare, rimandano ad una stessa idea: ‘fermezza’, ‘densità’, ‘compattezza’. E’ questo il senso della radice indeuropea sol-, da cui anche il greco hólos, ‘tutto intero’, e il latino salus, con il suo ampio ventaglio semantico: ‘salute’, ‘solidità’, ‘sicurezza’, ‘benessere’, ‘salvezza’, ‘saluto’.

Non dunque un tutto come ‘somma delle parti’, ma il rinvio ad una originaria integrità, interezza, stabilità.

Da qui, ancora in latino, nummus solidus. Nummus: ‘moneta’, connesso con numeros, ‘numero’, da una probabile radice nem: ‘assegnare’, ‘dividere’, da cui anche nemesi. Il nummus solidus -solidus si contrae poi in soldus, da cui gli italiani soldi- è moneta d’oro massiccio, dell’epoca di Costantino.

Nella parte orientale dell’Impero erano poco apprezzate le monete d’argento, comunemente tosate (‘sottoposte a limatura fraudolenta’), o composte di una lega di argento e rame. Si preferivano le monete d’oro. Tale era il solidus: circa cinque grammi del prezioso metallo.

Ma già ben prima di designare una moneta, solidus indicava un preciso concetto giuridico-economico. Cicerone: “creditores in solidum appellabant”, i creditori richiedevano la somma intera. Tacito, negli Annali: “reddere in solidum”, restituire la somma intera.

In questo senso si afferma in francese all’inizio del 1600 solidarité. Il Codice napoleonico del 1806 formalizza l'istituto: nei rapporti giuridici che vedono in gioco più soggetti, vige il vincolo della solidarité, e cioè l’impegno a rispondere in solido. In forza di questo vincolo, ogni creditore ha diritto ad esigere l’intero credito e qualsiasi debitore può essere costretto a  pagare tutto il debito.

L’idea giuridico-economica -alla fine del 1700, anzi in un anno preciso: 1789- trova nuova vita nella sfera politica e sociale. Solidarité risuona frequente nella infuocate riunioni dell’Assemblea Nazionale. Resta una delle parole chiave durante tutta la Rivoluzione Francese. Ma quando poi il senso della Repubblica Francese si consolida in una sintesi di tre parole -Liberté, Egalité, Fraternité-, la solidarité non compare.

Nel motto -messo per scritto da Robespierre alla fine del 1790- la fraternité -coerentemente, in fondo, con il senso originario della solidità- appare come richiamo ad un primigenio legame, che si suppone già dato, scritto nel sangue dell’umanità. La moderna solidarité -coesione sociale, accettazione di una corresponsabilità e di un interesse comune- appare invece piuttosto il frutto di una consapevole azione politica e sociale.


Pubblicato il 17 febbraio 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

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