Filosofa, Saggista, Independent Researcher, Consulente Strategie di Comunicazione. Autrice di pubblicazioni a carattere storico, filosofico, socio-politico. Già Docente invitato in Comunicazione e Spiritualità; Sociologia e spiritualità della comunicazione politica, presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo, Roma, Membro Ordinario della Cattedra della Pace - Progetto educativo a supporto delle Nazioni Unite, per la creazione di una cultura di Pace, Dignità e Uguaglianza.


La politica emotiva non è Politica!

Parlerei di tempo socio-politico moderno, incivilmente confuso, in cui il senso politico si è invertito. Mancano ai vertici del potere Politici istruiti, sanamente attenti al senso del Bene Comune, gli attuali si sono resi del tutto ‘social’, quindi vuoti, e come tali sprovvisti di sostanza morale, incapaci di sognare e essere a servizio del proprio popolo. È la ridicola condizione che li porta a essere cantastorie, creando tifoserie insipide, irrazionali e che se la menano per inefficienza. Un popolo istruito è il più temuto dalla politica-nana.

Aloysius Lilius dell'Umbria. Primo autore del Calendario Gregoriano

propongo una rilettura critica delle fonti, del processo di riforma del Calendario. Riapre il caso legato alla storia di Luigi Lilio: dalle origini umbre, al ruolo dei suoi predecessori nello studio del Calendario, fino agli interrogativi sulla sua stessa identità. Il testo attua un revisionismo storico puntuale. Riscrive la storia che segna il tempo, da cui emerge nitido il luogo di origine di Aloysius Lilius/Luigi Lilio, cioè l’Umbria, ed emergono, altresì, nel contesto ecclesiale e su Luigi Lilio contenuti mai presi in considerazione, evidenziando come la riforma non sia stata opera di un singolo individuo ma il risultato di decenni di contributi scientifici. La completezza di un argomento, infatti, ha necessità di strutturarsi, e certo non tralascia tutto il processo storico di riforma del Calendario.

La pace possibile da bramare

Della Cultura della Pace si deve parlare: la natura nostra è fuoco d’amore, di libertà, di verità. La pace è un valore che si agisce, e la sua modalità di espressione è corale. Nel panorama mondiale, testimoni dell’agire la pace ve ne sono, per qualche strana ragione si ripropongono però uomini di guerra, il male fa più notizia evidentemente. È uno strano sistema il dare parzialità di conoscenza, dimenticando ciò che è bene, utile, vero. Mi soffermerò su alcuni punti che hanno segnato la storia, tracciando percorsi ancora oggi di esempio. La pace, a mio avviso, si agisce nel mistero della spes contra spem. Ma porsi domande è necessario: quanto è presente nella coscienza dei ‘potenti’ della terra l’idea di pace? Soprattutto: è percepita tale idea di bene nell’umanità? Cosa si fa per porla in essere? L’epocalità della crisi etica mondiale induce a far sempre rinascere la scommessa di una filosofia che abbia a cuore una prospettiva irenica concreta. LECTIO MAGISTRALIS CATTEDRA DELLA PACE Premio Nazionale “Segni di Pace”, ASSISI - 21 aprile 2024