La Democrazia del Divieto e il Naufragio della Ragione

Ogni divieto statale è una confessione di fallimento pedagogico. In questo manifesto, Jorge Charlin esplora come le democrazie moderne si siano trasformate in 'Leviatani Balia', sostituendo la Sovranità individuale con la sicurezza della proibizione. Un'analisi impietosa che va dal sequestro degli smartphone nelle scuole alla criminalizzazione dell'homeschooling, denunciando la 'Zoocosi' di una società che preferisce le sbarre alla libertà di pensiero. Benvenuti nel naufragio della ragione.

Breve resoconto dell’ascesa di un Filosofo-Guardiano

Il Filosofo-Guardiano è la figura sociale necessaria per garantire il dominio dei Nuovi Sovrani Digitali. Educa e addomestica i cittadini, dicendo loro che si vive più sicuri e più felici sulle piattaforme digitali che nel mondo fisico, corporale, animale. Che il mondo naturale non è che una propaggine del mondo digitale. Dietro l'affermazione "understanding ourselves as inforgs" si nasconde una imposizione politica: accettate di essere succubi dei nuovi Sovrani Digitali. Naturalmente il Filosofo-Guardiano è, a parole, favorevole alla democrazia, alla società aperta. Ma essendo il codice su cui è scritta ex novo la realtà sociale nelle mani di Sovrani, la massima manifestazione di democrazia possibile è la tolleranza. Lasciateli fare, diceva già Kant, purché restino chiusi nel recinto e siano sempre osservati. Il Filosofo-Guardiano insegna che "l'ambiente è fatto per il digitale, per l'Intelligenza Artificiale, e un po' meno per gli esseri umani, e siamo noi a doverci adattare, invece che l'Intelligenza Artificiale a doversi adattare, darci una mano per lavorare meglio”. Ma subito aggiunge: “Ci sono ottime prospettive”. “L'etica ha ovviamente raggiunto qualsiasi settore industriale una volta maturo". “Ci sono sfide serie di tipo etico, industriale, aziendale, di covenants [patti, accordi, convenzioni], ma non di tipo fantascientifico. Io mi rilasserei”. Aspettate fiduciosi, dice il Guardiano, quando il mercato sarà maturo l'etica si affermerà. Il Filosofo-Guardiano che assumo come campione di tutti i Filosofi-Guardiani ovviamente ha un nome. Nomino esplicitamente il vero nome nelle pagine che dedico al Filosofo-Guardiano nel mio libro 'Le Cinque Leggi Bronzee dell'Era Digitale. E perché conviene trasgredirle', 2020. Sono passati cinque anni - ma quelle pagine mi paiono più attuali oggi di allora. Qui, nel riprendere alla lettera quelle pagine, ometto il suo nome e cognome, sostituendolo in ogni luogo del testo con 'Filosofo-Guardiano'. Ometto qui anche le note a pie' pagina, che contengono, per ogni frase citata tra virgolette, la precisa fonte.