Libertà di scelta e generosità

In un’epoca come la nostra la pratica della generosità è simbolo di saggezza, sposta l’attenzione sul Nostroverso fatto di sofferenze diffuse e di difficoltà del vivere, sul vissuto delle persone e non sulle loro narrazioni online. La sofferenza non è metaforizzata, raccontata o esibita online, è concreta, materiale, esigente di cura, non può essere digitalizzata ma umanizzata, dentro una visione empatica dell’umano. Per questo motivo ogni gesto generoso non è solo individuale ma implica l’immedesimazione nelle attese e nelle speranze degli altri, definisce una generosità dai benefici condivisi. Deve però essere perseverante nel tempo, non aleatoria o improvvisata, ma frutto di scelte costanti maturate nella consapevolezza che mai come ora sia necessario curare l’umano indirizzando i suoi gesti nel mondo, in modo che siano generosamente attenti agli altri, alla collettività.

Matrix: quando il futuro bussò alla porta. l’IA tra finzione e imitazione

di Luca Sesini e Beppe Carrella - Matrix mescolava tutto: filosofia e letteratura, cyberpunk e manga, Baudrillard e Philip K. Dick, Orwell e Ghost in the Shell, Neuromancer di Gibson. Un cocktail esplosivo che restituiva una visione potente e inquietante: l'IA non solo imita l'uomo, ma lo supera, lo controlla, lo priva del suo libero arbitrio. Quella che chiamiamo "intelligenza" è simulazione pura: una risposta calcolata, non una riflessione autentica. L'IA riceve input, elabora secondo regole stabilite da chi l'ha costruita, restituisce output. Non pensa. Non desidera. Non sceglie.

Praticare il dubbio e la libertà di scelta

Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. - Il contesto in cui esercitare la nostra libertà di scelta è sempre più quello virtuale. In esso abbiamo trasferito armi e bagagli, menti e azioni, le nostre intere esistenze, creando dei nostri doppioni nella forma di account o profili digitali. Con l’obiettivo di eliminare dubbi e incertezze, la libertà di scelta è oggi di fatto sostituita con semplici algoritmi, a cui siamo invitati a credere, da protocolli fatti di codice straniero, pensato per cambiare la mente e il mondo, da programmi progettati per suggerire e guidare le nostre azioni, scelte e decisioni.