Quando il Progresso presenta il conto: Welfare State e Intelligenza Artificiale

Tutti noi stiamo percependo che non siamo in una fase di trasformazione graduale che lascia tempo per adattarsi. Siamo dentro una singolarità in emergenza, in una fase di accelerazione esponenziale in cui le istituzioni, i sistemi di welfare, le categorie giuridiche, i contratti sociali sono stati pensati per un mondo che sta scomparendo sotto i nostri occhi.

Intervista ImPossibile a Stanley Kubrick (IIP #09)

AI, potere e fine dell’umano Come leggere l’intelligenza artificiale attraverso lo sguardo di Stanley Kubrick? Stanley Kubrick (1928–1999), regista, sceneggiatore e fotografo, è stato uno dei più lucidi interpreti del rapporto tra essere umano, potere e tecnologia. La sua opera ha raccontato il Novecento come un laboratorio di controllo e alienazione, ma anche come una tensione costante verso il mistero e l’insondabile. Da 2001: Odissea nello spazio a Arancia meccanica, da Shining a Full Metal Jacket, Kubrick ha osservato l’essere umano nel momento in cui la tecnica smette di essere strumento e diventa habitat, quando la macchina si fa specchio del suo creatore. Il suo cinema non immagina il futuro, lo interroga. Ogni film è un esperimento morale che indaga i limiti della ragione, la fragilità della coscienza e l’impossibilità di separare l’etica dalla conoscenza.