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Una riflessione che nasce dall'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping: l'assenza di Anthropic e il sospetto di un occasione mancata.

Un incontro tanto atteso. Un esisto difficile da interpretare. La sensazione strisciante e inquietante che la diplomazia non abbia molto da offrire.
Sono molte le chiavi interpretative che si susseguono. Ciascuna portatrice di conclusioni che forse rispecchiano più l'intendimento di chi si applica nell'opinionismo laddove le notizie a disposizione sono talmente poche che alimentano più che altro l'immaginario.

Provo a fare un analisi ragionata su alcuni aspetti. Basandomi più su quello che manca. E su quello che avrebbe dovuto esserci. A cominciare da Anthropic.


L'assenza di Anthropic al tavolo tra “grandi” delle big tech invitate al convivio di stato Trump / Xi solleva alcune perplessità.

L'America di Trump è molto difficile da interpretare. In Cina i movimenti filosofici più accreditati, quelli che cercano di trarre dal pensiero un agire che sia espressione di armonia e compostezza giudicano i suoi modi e il suo intendimento in maniera non tanto critica quanto un mix tra il complicato e lo sgradevole. C'è la convinzione che prenda decisioni isolate dal contesto realista in virtù di reazioni emotive. A discapito di razionalità. Ispirandosi a un proprio e personale concetto di empirismo che non è nemmeno quello di J. Locke ma bensì la convinzione che l'esperienza personale sia l'ago della bilancia finale.

Il Presidente Cinese è stato probabilmente istruito su alcuni atteggiamenti da seguire. Come una sorta di netiquette per assecondare Trump. In particolare è possibile che gli sia stato consigliato di essere condiscendente con quelle spacconate goliardiche che sono ampiamente attese nel suo porsi come il padrone della casa sulla roccia. E che non hanno alcun significato dal punto di vista pratico se non avvalorare e centralizzare l'ipocentrica visione di Trump del suo ruolo. Forse su questo argomento tiene scuola anche l'esperienza, tutta Italiana, di Giorgia Meloni.

Il banchetto di Trump è quello degli dei made in America.

Un raggruppamento, in ordine sparso, non tanto della tecnologia ma del successo. Il Presidente Americano non porta “veramente” l'idea che i capitani coraggiosi americani siano il presente e il futuro della tecnologia, in particolare dell'Ai, ma la testimonianza che se giochi a fare impresa in modo americano e secondo le regole americane avrai il successo americano.

Le persone che Trump accompagna all'altare delle sue ridimensionate ambizioni sono il solito mazzo di carte americano, dove i singoli diventano modelli da sfilata per lo stilista che disegna il contesto, come il sarto con i vestiti.

Dalla lettura di alcune interessanti riflessioni di importanti movimenti culturali della Cina nel mondo, più in generale anche dell'Asia nel Mondo, fra i quali ad esempio Asia Socienty si trae l'idea che questo approccio non impressiona più di tanto a oriente. Possiamo osservarlo sotto il cappello del buddismo, del confucianesimo o del taoismo e difficilmente questo modus alla Trump che ricorda quello imperialista dei petro-dollari made in anni 90 potrà impressionare. Diversamente potrebbe preoccupare. Per una ragione meno strategica e più banale: il copione atteso viene rispettato.

Muscoli e sinergie consentite. E' questo il menù e sembra concepito da Julian Slowik.

In Cina non sono pochi, alla corte di Xi, a temere questo atteggiamento. E' semplice. Scontato. Consumista. E produttivo in termini utilitaristici e opportunisti. Il prendere o lasciare a stelle e strisce di The Donald è il do ut des dell'Impero romano all'apice della sua decadenza. Quando voleva sembrare più forte che mai verso l'esterno mentre si sgretolava dall'interno. E' l'atteggiamento di chi serra i ranghi per non far vedere che le fila si assottigliano. Che dietro le prime scelte non ci sono piani B o exit strategy. Che l'America che vedi e quella con cui stai parlando è proprio quella che ti devi aspettare.

Nell'ambito dell'Ai, secondo la geopolitica dei microprocessori, i chipset che in questo momento sono per l'Ai l'equivalente del sangue per il mito dei Vampiri, questa impostazione corre il rischio di essere profondamente sbagliata. Prova ne è la marginalizzazione di Anthropic. A prescindere dal contenzioso in essere con il dipartimento della difesa americano i contenuti di Anthropic ispirati all'etica nell'allineamento e nella sicurezza dell'Ai sarebbero stati di sicuro interesse come punto di incontro e di (ri)partenza con la Cina. Perché l'approccio che avrei suggerito in un incontro del genere sull'Ai sarebbe partito da una destrutturazione e non dalla ricerca di un percorso comune per tappe più suggestive e dai contorni davvero troppo sfumati.

Tenuto conto che l'alleanza Brics promette alla Cina maggiori protagonismi nella leadership culturale high tech. Questa tentazione a mio avviso continuerà a spostare il baricentro verso est. Tralasciando le incredibili indecisioni europee che ci rendono simili a una di quelle telenovelas sudamericane che finiscono per durare più della vita stessa degli appassionati senza arrivare mai al punto della narrazione, la Cina ha poco interesse a seguire la dottrina di Monroe che evidentemente ispira l'attuale Presidente americano.

In particolare sul tema dell'Ai.

In quest'ultimo ambito “sembrano” ispirare la cultura dell'Ai cinese il nuovo confucianesimo, le correnti che elaborano il valore emotivo e forse la generazione del guochao. Tutto molto lontano dall'ateismo consequenziale o dall'idea antropocentrica dell'uomo che è ancora molto presente nel lobbismo americano in numerosi Stati d'America.

Trump esibisce i suoi pezzi da novanta per legare la forza della novità tecnologica alla potenza della finanza e dei super fondi colonizzatori delle partecipazioni. Eppure al tavolo manca Anthropic. Cioè la migliore tecnologia Ai in circolazione.

Ai posteri l'ardua sentenza.


Pubblicato il 26 settembre 2026

Marco Solferini

Marco Solferini / Avvocato titolare dello Studio Legale Solferini. Diritto civile, bancario, del risparmio, diritto di Famiglia e successioni. Diritto commerciale e societario.

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