L'Intelligenza Artificiale risolve uno dei 7 problemi del Millennio. Riflessioni su aspetti positivi e rischi delle scoperte tramite Ai.

L'Ai avrebbe risolto uno degli storici problemi mai risolti dall'umanità denominati problemi matematici del millennio. Segnatamente l'equazione di Navier-Stokes che descrive il movimento dei fluidi viscosi, come l'acqua e l'aria, fondamentali per progettare aerei o fare previsioni metereologiche come pure per analizzare la diffusione degli agenti inquinanti. Come rammenteranno alcuni lettori dei miei articoli avevo già presagito oltre un anno fa che fra i passaggi più indicativi della fase di miglioramento di questa tecnologia che precede quella di accelerazione, ci sarebbero stati dei rilevanti risultati anzitutto nella matematica e nella fisica. Tuttavia occorre riflettere su cosa tutto ciò può significare. Che implicazioni abbiano scoperte così fondamentali attraverso l'Ai. Il ruolo che si prospetta per la ricerca umana e che significato potrebbe avere nell'immediato futuro una presenza "irrinunciabile" dell'Ai in ogni stadio o fase della ricerca. Esisterà un'innovazione senza l'Ai? Chi detiene le chiavi del controllo dei sistemi più avanzati potrebbe usarli per se stesso come in una trama da "Avengers"? Sono domande importanti che dovrebbero aprire a considerazioni pratiche che tuttavia vengono ignorate da chi dovrebbe vigilare. Cerchiamo quindi di osservare più da vicino i vantaggi e i potenziali rischi, a cominciare da questa notizia sulla risoluzione di uno dei 7 problemi matematici del millennio.

Le affermazioni di un ex dipendente di OpenAi e Anthropic sul pericolo di un'Intelligenza Artificiale malevola sono da prendere sul serio?

L'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? No, con buona pace del sensazionalismo che senza dubbio ha il vantaggio di attirare l'attenzione, ma non è in programma. Tuttavia ci sono continui allarmi sui progressi di alcuni modelli di Ai. In alcuni casi sembrano anche costruiti apposta, forse a scopo di marketing, per promuovere gli agenti in commercio. A volte però, le dichiarazioni più tranchant arrivano da chi per curriculum e per l'attività lavorativa svolta ha lavorato proprio a contatto con l'addestramento delle Ai. Pertanto viene legittimo riflettere maggiormente su che tipo di attendibilità e di attenzione sia giusto e prudente attribuire alla voce di un potenziale insider.

OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il Mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?

Il 21 Luglio esplode la notizia che un Ai avanzata in fase di addestramento da parte del noto colosso OpenAi avrebbe sferrato un attacco hacker a un'altra società riuscendo a prendere il controllo: uscire dal sistema di contenimento informatico all'interno del quale venivano eseguiti dei test di addestramento per poi attaccare i server di una terza società con un successo che ha mandato in tilt l'immaginazione sulla cybersicurezza violata. Per effetto, nelle 48 ore successive si sono rincorsi diversi resoconti. Alcuni ispirati da logiche di interventismo nella sicurezza che tuttavia non paiono aver interpretato correttamente i fatti. Avendo all'opposto dimostrato una volontà di esagerare, nell'ottica di sfruttare il panico e la paura associata all'Intelligenza Artificiale, arrivando a colpevolizzare in maniera inquisitoria e indiscriminata tutti i protagonisti della vicenda. Trasformata nell'ennesimo campanello d'allarme prima dell'ormai tanto profetizzato punto di non ritorno. Senza tralasciare, con realismo e razionalità, che i fatti sono senza ombra di dubbio interessanti e meritevoli di essere studiati con metodo scientifico, svolgo alcune riflessioni per cercare di capire cosa sia realmente successo e se veramente si é trattato di qualcosa di così incredibile e/o ingestibile come i soliti guru della sicurezza anti-Ai si sono affrettati da subito a dichiarare. Forse con un non nuovo eccesso di allarmismo per promuovere se stessi invece del presunto pericolo.

Token e Ai: una breve indagine valutativa sui rischi dei prodotti offerti ai consumatori.

Il concetto di token apocalypse ha introdotto un rischio potenziale sempre più possibile. Proviamo a capire con un ragionamento semplificato come l'utilizzo dei token sia fondamentale per lo sviluppo dell'Ai. Se veramente i prodotti che vengono offerti sono davvero così efficaci. Guardando per esempio agli agenti Ai per gli Avvocati. Riflettere se questa tecnologia è a rischio di aumenti indiscriminati nei costi di cui i consumatori sono all'oscuro. Svolgendo con alcune considerazioni sulla potenziale inefficacia, per i consumatori, dei cosiddetti esperti di prevenzione rischi dell'Ai spesso concentrati su teorie catastrofiche, troppo lontane dalle semplicità della vita quotidiana e dal realismo. Concludendo con una prospettiva meno commerciale dove ciascuno potrebbe creare, a costi davvero bassissimi, un proprio agente Ai.

Spegnere Anthropic: il proibizionismo che non serve a nessuno.

L'ordine perentorio con cui sono stati sospesi i modelli Ai di Anthropic, Fables e Mythos 5 ha rivelato due facce di un pericoloso proibizionismo. Da un lato la solita routine di chi dietro il concetto di sicurezza vede catastrofi imminenti e pretende di fermare tutto, mentre, più inquietante, chi esercita il potere sembra volerlo fare secondo logiche impositive in dispregio del libero mercato per stabilire sopra tutto chi comanda.

L'uso dannoso della IA è già in atto

Yoshua Bengio, considerato da molti uno dei padrini dell'intelligenza artificiale, è da tempo in prima linea nella ricerca sull'apprendimento automatico. Negli ultimi anni le sue opinioni sulla tecnologia sono cambiate. Non a caso è impegnato a spiegare quali possano essere i rischi posti dall'intelligenza artificiale e a suggerire cosa si potrebbe fare per sviluppare un'intelligenza artificiale più sicura e attenta ai bisogni dell'essere uano.