Una prima spia dei segreti, delle rimozioni che si nascondono nella parola scienza sta in una osservazione: la parola si è affermata in ogni lingua occidentale, ma non in tedesco.
Un secondo aspetto da ricordare è il fatto che, e nonostante la contiguità dei concetti, e nonostante l'assonanza dei termini, la parola scienza non ha niente a che fare con la parola conoscenza.
Il senso della conoscenza, e del knowledge, sta nella radice indoeuropea gn-: ‘accorgersi’, ‘apprendere con l’intelletto’, ‘sapere qualche cosa’, e quindi: ‘conoscere’.
Da qui il sanscrito janati, ‘conosce’. In greco gignoskein, ‘conoscere’, gnosis, ‘conoscenza’. In latino co-gno-sco (co-,‘con’, -sco ‘cominciare a’); gnarus, ‘che conosce’, 'esperto'; notio, notitia, ‘conoscenza’. Di qui la coppia gnarus, colui che sa versus ignarus, colui che non sa. Interessante anche ricordare che attraverso gnarus arriviamo al (g)narrare.
Per questa via si arriva al tedesco moderno können, ‘sapere’, ‘potere’; e kennen, ‘conoscere’. Nell’antico inglese abbiamo invece gecnawan, poi cnawan, da cui know, ma anche l’ausiliario can, ‘sapere’, ‘potere’. A knowledge, ‘act, state or fact of knowing’, si arriva (nel 1200) aggiungendo a cnawan -leacan, che ci parla dell’idea di ‘procedimento’, ‘messa in pratica’. C’è quindi un richiamo dell’aspetto dinamico, costruttivo: la conoscenza, infatti, non esiste a priori; può essere solo colta nel suo farsi, nel suo divenire.
Tutt'altra la radice da cui discende il latino scientia. La radice è sek-, 'tagliare'. Greco skhizein: dividere, spaccare, separare. Latino scindere: tagliare, separare. Perché mai usiamo un termine che ha questa origine per definire la disciplina fondata essenzialmente sull'osservazione, l'esperienza, l'esperimento, la sperimentazione? Tutte parole che discendono dal verbo latino experiri: sperimentare, tentare, provare. Cosa c'entra il tagliar via?
Per coglierne il motivo dobbiamo seguire un'altra nobile radice: weid-. Il primo senso è il 'vedere': che è appunto verbo che deriva da quella radice. Ma dai tempi remoti è connesso al vedere il sapere. I due concetti di esperienza e conoscenza si riassumono proprio in questo: il sapere discende dal vedere. Il legame tra vedere e sapere appare indissolubile: non può esserci l'una cosa senza l'altra. Ne è testimonianza il sanscrito veda: 'sapere', ma anche 'conoscenza' e 'saggezza'. Ritroviamo la stessa gamma di significati nel greco οἶδα (da pronunciare: woida): vedere, percepire con gli occhi, percepire con uno qualsiasi dei sensi, osservare, esaminare, sperimentare, discernere, scoprire, conoscere, sapere.
Ecco l'origine della parola che in tedesco sta per scienza. Wissen discende dalla radice weid-. Dalla stessa radice, a completare il quadro, discende anche l'inglese wise. La scienza è il frutto del 'saper vedere'. Non esiste umana scienza che non contempi un appello alla saggezza, ad un etica dell'osservazione, dell'esperienza, della conoscenza.
Il verbo videre è il preciso corrispondente latino di veda e οἶδα. Ma accade uno strano accidente evolutivo: in latino videre perde la molteplicità di senso di veda e οἶδα. Ci parla del 'vedere', ma perde totalmente il senso del 'sapere'. Si rompe dunque in latino il legame tra 'vedere' e 'sapere'. Per dire del 'sapere' si ricorre ad una metafora: il verbo latino sápere vuol dire in origine: 'avere sapore', 'avere odore'. Di qui in senso figurato 'sapere', 'conoscere', 'essere saggio'. Da sápere discendono la sapienza e la saggezza.
Se in latino fosse rimasta viva in latino la continuità tra vedere e sapere, oggi non diremmo scienza, ma diremmo forse vista: capacità di vedere e conseguenza del vedere. Ma rotta la continuità dal vedere al sapere, restava in latino una casella vuota. Servivano un verbo e un sostantivo che parlassero del sapere, scisso dal vedere. Lo spazio vuoto è occupato da derivati della radice sek-, 'tagliare'. Scire sta per 'conoscere', 'sapere'. Sciens è 'colui che sa', 'colui che conosce', l'esperto.
All'origine dell'espressione sta l'immagine di una netta separazione. Tagliar via l'ignoranza. Distinguere tra gnarus e ignarus. Scissione pericolosa, perché separa l'esperto dal cittadino. L'esperto, così, rischia di essere tale perché appartiene alla 'comunità scientifica', e non perché ha maturato esperienze.
L'immagine della inscindibile continuità che lega il sapere e il vedere ci aiuta a non cadere in questa riduttiva trappola.