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Nyx, dea primordiale della Notte, è madre dei tre fratelli Oneiroi: Morpheus, il maggiore, Íkelos e Phantasos. Gli Oneiroi assistono Hypnos, il dio del sonno, nel portare i sogni ai mortali e e agli dei.

Narrazioni raccontate dai poeti greci e romani lungo un vasto arco di tempo che abbraccia perlomeno sette secoli, da Esiodo a Ovidio, che nacque pochi anni prima di Cristo.

Raccontate con innumerevoli varianti. Per Omero, Oniro è una sola divinità, che riassume una sola divinità (in greco: daímon), che riassume i caratteri dei tre fratelli. Ovidio considera Morpheus non figlio, ma fratello di Hypnos, e moltiplica gli Oneroi in una serie innumerevoli di divinità, di cui Morpheus, Icelus e Phantasos non sono che i più importanti.

Ma il mito -in greco mythos- è ‘parola’, ‘leggenda’. Il profondo senso nel mito è misteriosamente nascosto nelle parole.

Morfeo, nelle sue apparizioni, prendeva le sembianze delle persone o delle cose sognate. Di qui il nome: morphe sta in greco per ‘forma’. (E non si sa spiegar bene come morphe si trasformi, per trasposizione dei suoni -metatesi- nel latino forma).

Íkelos, ‘somigliante’, così chiamato dagli dei; detto dagli uomini Phobêtór, ‘spaventoso’, è personificazione degli incubi, nei quali appare con sembianze di animale.

Phantasos, ‘apparizione’, il cui nome ci porta sia a fantasia che a fantasma, si differenzia dal fratello Morfeo per via del suo dire menzognero: non annuncia mai la verità.

Così in greco óneiros è ‘sogno’. Il greco hypnos e il latino somnus, da cui il nostro sonno, derivano da una antichissimo tema swopno-, attestato anche in area indiana,armena, celtica, baltica. Tracce della originaria radice swep sono presenti in area indoiranica e germanica, ed anche nel vero latino sopire.

In latino, da somnus, ‘sonno’ deriva somnium, ‘sogno’. Non possiamo non ricordare che in spagnolo sueño è sia ‘sonno’ che ‘sogno’. Mentre in francese sommeil è ‘sonno, mentre ‘sogno’ è rêve, sembra da un antico resver, ‘correre qua e là’; mentre il resveur è ‘colui che fa razzia’, ‘saccheggia’ nella notte’. (Resve sarebbe una variante dialettale di rage, latino rabies, ‘rabbia’).

L’inglese dream e il tedesco traum secondo alcuni risalgono a una idea di gioia, giubilo, musica, estasi. Ma sembra più probabile un’altra lettura: inganno, illusione, apparizione menzognera tesa a danneggiare.

Morfeo, narra Ovidio, si manifestava nei sogni di re e governanti come messaggero degli dei. Possiamo immaginare imprenditori e manager, e forse ogni lavoratore, come quei re e governanti, visitati nel sonno da visioni che illuminano e guidano l’agire.


 

Pubblicato il 24 gennaio 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

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