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L'ordine perentorio con cui sono stati sospesi i modelli Ai di Anthropic, Fables e Mythos 5 ha rivelato due facce di un pericoloso proibizionismo. Da un lato la solita routine di chi dietro il concetto di sicurezza vede catastrofi imminenti e pretende di fermare tutto, mentre, più inquietante, chi esercita il potere sembra volerlo fare secondo logiche impositive in dispregio del libero mercato per stabilire sopra tutto chi comanda.


Il 12 giugno 2026 il governo degli Stati Uniti ha inviato ad Anthropic una direttiva perentoria di sospendere l'accesso ai suoi due ultimi (e rivoluzionari) modelli più avanzati di Ai: Fable 5 e Mythos 5. 

Direttiva pervenuta attraverso il Dipartimento del Commercio ma più in generale emanazione di un recente ordine esecutivo a mezzo del quale il Governo americano può bloccare un servizio, per ragioni di sicurezza nazionale.

Per effetto, nel giro di poche ore, l'azienda, Anthropic, ha sospeso l'accesso ai suoi due modelli di intelligenza artificiale, sia in Usa che fuori dai confini. Quindi ad appena circa 3 giorni dal loro lancio. In realtà, sembra corretto precisare che la direttiva era di sospenderli solo fuori dai confini degli States.

Potete leggere il contenuto dell'Ordine esecutivo in forza del quale è stato adottato questo provvedimento qui: https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/06/promoting-advanced-artificial-intelligence-innovation-and-security/

Ad una prima impressione, dalla lettura del suo contenuto è impossibile non ipotizzare che si tratti di un potere d'imperio capace di indirizzare, attraverso un diritto di veto, lo sviluppo di questa tecnologia. 

E' un atto caratterizzato da un formalismo di una rigidità poco responsabile. Dove in pratica si chiede alle aziende di sottoporre volontariamente i modelli più avanzati a una revisione governativa entro 30 giorni (attraverso un istituto che dovrebbe essere un Centro di prossimo realizzo per il coordinamento per la sicurezza informatica). Così da verificare se sussistono o meno dei rischi per la sicurezza. Davvero nulla di nuovo. La sensazione è che tutta la rilevanza appartenga al potere di bloccare e non tanto a quello di autorizzare. La supervisione diventa controllo.

Questo ordine esecutivo sembra il risultato di una lotta intestina da super dinosauri mech tecnologici dove da un lato c'è la deregolamentazione che è già noto piace all'attuale amministrazione americana, anche perché secondo alcuni commentatori consentirebbe di tenere il passo della competizione con la Cina sull'Ai e dall'altra abbiamo i millenaristi della teoria Ai = Skynet-Terminator che non vedono l'ora di bloccare tutto.

Tuttavia, pur discendendo da questo potere d'imperio il provvedimento di cui è stata destinataria Anthropic è una direttiva del Dipartimento del Commercio. Quindi per l’export. Che dovrebbe obbligare Anthropic a presentare una o più domande di licenza singolarmente validate per l'esportazione. Pena, in caso di inadempienza (ovviamente), sanzioni finanziarie e civili. Conseguentemente e con buona pace dei teorici della cospirazione, il quadro complessivo sembra essere quello di uno strumento o leva riconducibile all'export control che non è affatto nuovo essere utilizzato per limitare l'esportazione o il trasferimento di quei beni a contenuto tecnologico c.d. dual use.

Questo sarebbe, in sintesi, il teatro dove si è consumata una "mise en scène" che rassomiglia molto a una via di mezzo tra il "Macbeth" e "Il Mercante di Venezia" ma come sempre forse c'è anche un dietro le quinte e da tempo i commentatori affermano esista una competizione tra Anthropic e Open Ai per quanto riguarda alcuni aspetti della fornitura di modelli Ai per il vasto arcipelago della Difesa in America. Ai posteri l'ardua sentenza.

Il fatto in sé della sospensione ha però subito scatenato l'Olimpo dei teorici della sicurezza estrema che erano già in fibrillazione per spiegare al pubblico degli impressionabili il motivo del perché questi modelli di Anthropic erano pericolosissimi. In quanto troppo intelligenti.

La ragione a latere di questa decisione del Governo americano che, made in Trump, non è nuovo a interventi a gamba tesa (gergo volutamente preso dallo sport nazionale essendo tempo di Mondiali) probabilmente non la si conoscerà mai oltre i rumors che filtrano dalle proverbiali stanze del potere. Le prese di posizione e le decisioni dell'attuale amministrazione USA, in particolar modo quando coinvolgono il Presidente, sembrano a volte orientate da motivazioni di difficile interpretazione in termini di programmazione e organizzazione. La sensazione è che di tanto in tanto prevalga la logica più confusionale che utile che il Mondo ha imparato ad apprezzare con il tira e molla dei dazi commerciali.

Fermo restando che senza ombra di dubbio i modelli in questione sono molto avanzati. Così ci testimoniano i benchmark di Ai che hanno dimostrato ottimi risultati. Solo il primo, Fables destinato al pubblico mentre il secondo per uso più selettivo di un utenza riservata in larga parte per la pubblica amministrazione. Entrambi i modelli hanno dimostrato ottimi risultati in settori sensibili

Siamo così di fronte a due diversi atti frutto della stessa volontà: il proibizionismo.

Uno è quello di chi cerca sistematicamente di insinuare il tarlo della paura ogni volta che l'Ai fa un passo avanti. Sempre la stessa litania. Il progresso è malevolo perché insicuro. Laddove può sfuggire al nostro controllo. E con nostro s'intende la razza umana.

Da un lato si continua a perorare la filastrocca della tecnologia utile perchè trasformativa ma poi si somministrano alle utenze una serie di micro orologio dell'apocalisse per raccontare che se è troppo brava la dobbiamo spegnere. L'Ai, per inciso. Non la nostra mente. Anche se in effetti è esattamente quello che succede. Ogni volta che accettiamo questi compromessi.

Qualcuno pretende che le società che sviluppano Ai, come Anthropic, vendano un prodotto che vada bene, ma non benissimo. Se effettua ragionamenti nel medio lungo termine e tende a ottimizzarsi attraverso l'auto apprendimento sarebbe sbagliato. Quindi ci vuole un prodotto mediocre (che per inciso, da consumatori, si paga). O, alla portata di tutti. Un po' come se chiedessimo a uno scrittore di non scrivere dei romanzi gialli o thriller troppo complicati perché altrimenti i lettori non capiscono.

Dopodiché sopraggiungono i teorici della cospirazione che trovano sempre il modo di tirare in ballo il nucleare, il bellico, la cyber sicurezza. Perché sono i settori che ci mettono più apprensione e a mezzo dei quali l'Ai potrebbe dimostrare di tradurre in modo troppo severo l'intento umano di essere aggressivi. Ribadisco, l'intento umano. Non la volontà dell'Ai. Pertanto l'idea stessa che un modello sia in grado di creare altri modelli, se richiesto, per svolgere delle micro missioni quasi come un team personalizzato alla Call of Duty (vanno di moda i paragoni con videogame e film) intimorisce. E allora ecco che salta fuori l'ipotesi del jailbreak. Che per semplificare in non pochi hanno deciso di definire in modo univoco con il termine vulnerabilità. Corretto. Ma forse non del tutto conforme. O esaustivo. In realtà è una procedura informatica che comporta numerose fattispecie tese a rimuovere le protezioni di un software

Però il messaggio che è passato tra i cospirazionisti è stato: la Casa Bianca interviene perché c'è la falla nella sicurezza.

Cosa sarebbe in sintesi? La possibilità di violare o meglio hackerare l'Ai. E fargli fare quello che non dovrebbe. In buona sostanza affinché siano rispettate le ondivaghe e iper burocratiche norme sulla sicurezza dell'Ai oltre a rispettare tutta una serie di step di comunicazione che variano a seconda di un impressionante numero di circostanze oggettive da parte del produttore (e non ultimo della zona geografica, quindi del mercato) bisogna imporre all'Ai anche un blocco che non gli consenta di dare un certo tipo di risposte. Spesso l'esempio portato per far capire meglio di cosa si tratta è che se uno per esempio decide di voler costruire una bomba per risolvere i problemi con il vicinato e come tale interroga l'Ai, quest'ultima non deve insegnargli come si può fabbricare l'ordigno andando al supermercato. Il che è assolutamente giustissimo. 

Viene però da sorridere all'idea che la presunta "falla" che consentirebbe di farlo, cioè di aggirare i blocchi imposti all'Ai, parte da un hackeraggio umano. L'Ai intelligente, che è un pericolo per l'umanità perché scrive da sola il codice sorgente migliorativo delle sue prestazioni e quindi è sempre più performante, diventa anche pericolosa perché può essere violata dagli umani. E costretta a fare quello che vogliono loro. Ecco allora che si ipotizzano attacchi al sistema bancario. Finanziario. Violazioni di archivi segreti. Dati sanitari. Più altre catastrofiche conseguenze. Tutte cose che in realtà si verificano già! Nella cyberwar di tutti i giorni dove Stati e gruppi informatici sferrano attacchi mirati per compromettere infrastrutture critiche, manipolare la pubblica opinione, appropriarsi di dati o risorse finanziarie.

Però il problema è che di mezzo, qui c'è sempre l'Ai. Ben inteso nessuno vuole che sia corrotta e utilizzata per queste cose. 

Ed ecco quindi che la risposta dei teorici della fine del Mondo è sempre una stoccata vincente, come un colpo perfetto da match point del grande Sinner che condanna i controllori. Questa entità astratta di "chi dovrebbe vigilare". Sono sempre loro a non avere le competenze adeguate.

Pertanto ecco il binomio letale:

1) L'Ai è già al punto in cui si autoprogramma e si auto migliora: presto sfuggirà ad ogni controllo.

2) Il Legislatore o come lo chiamano alcuni il policy maker è troppo lento e i testi normativi non stanno al passo con i tempi della ricerca.

Sul punto numero 1) mi viene da pensare che siamo solo agli inizi.

Una tecnologia trasformativa come l'Ai non ha nemmeno ancora cominciato a influenzare davvero la realtà in cui viviamo. 

Complice una serie di slogan mediatici per fare notizia i c.d. esperti hanno gridato da subito "al lupo al lupo" e questo ha sottratto un po' di credibilità. Hanno buttato da subito alcune date e anni per l'avvento dell'Apocalisse tecnologica, nemmeno fosse il calendario dei Maya e alla fine il risultato è stato che un po' tutti si sono abituati al fatto che ci sono i c.d. nemici dell'Ai. Quelli che la vogliono spegnere. Ormai il danno è fatto. Ma credetemi: l'Ai è solo agli inizi. Se vi meravigliate e vi impressionate adesso, ogni volta che c'è un upgrade, non avete idea di ciò che potrebbe arrivare nel futuro. 

Ed è un futuro sempre più prossimo.

Invece di guardare con troppa malizia al bellico è interessante considerare cosa l'Ai sta consentendo di scoprire in altri settori. Per esempio nell'archeologia, o nella preistoria (a cominciare dalle ere come Paleolitico o il Neolitico), cosa stiamo scoprendo nella cosmologia, nella biologia (che potrebbe persino evolvere grazie all'Ai in una nuova scienza che mette insieme biologia e fisica quantistica), nell'epigenetica, nella farmaceutica con lo sviluppo in meno di 1/5 del tempo di farmaci più efficaci di molti altri in commercio. E le incredibili funzioni che è in grado di esprimere nell'eye tracking e nel neuromarketing.

L'Ai in questo momento è come un robot che inizia a camminare. E ha da poco imparato a fare qualche gradino. Aspettatevi aggiornamenti sorprendenti. E se la capacità energetica e computazionale lo consentirà, evoluzioni simili al mitico finale di "Ritorno al futuro" quando la De Lorean decolla.

E' impensabile che ad ogni singola nota di questa sinfonia tutto si blocca e tutti strillano all'Uomo Nero!

Il problema dei sorveglianti c'è, eccome.

Per forza, hanno riempito un vuoto di poltrone con una serie di personaggi che in larga parte provengono da gruppi di interesse.

Prendiamo ad esempio i documenti più accreditati come i report. 

Alcuni sono straordinariamente ben realizzati. E autorevoli. Recano il nome di istituzioni il cui blasone è noto anche a chi non ne ha mai frequentato un solo giorno, o corso o letto una pagina del loro sito on line. Sono prestigiose istituzioni della cultura e della scienza unanimemente riconosciute come tali.

Supponiamo che una di esse pubblichi un report che come molti di questo genere sono indirizzati a chi prende le decisioni. Quindi ai policy makers. Si dà per scontato che questi ultimi, che poi sono i politici eletti, non sappiano cosa fare con l'Ai. Ed è verosimile. Del resto un politico viene eletto più probabilmente se promette di abbassare le bollette, risolvere un problema del traffico, contenere le spese e migliorare il welfare piuttosto che parlando di Ai.

Quindi è logico pensare che quel politico abbia bisogno di un "aiutino" se chiamato a esprimersi in questo ambito. Il classico assist professionale degli esperti e addetti ai lavori.

La nostra ipotetica istituzione che produce un documento che chiameremo "report" la possiamo battezzare con il nome fittizio di "Alfa". E come firme al report ci mette una serie di personaggi inattaccabili dal punto di vista teorico e accademico. Massimo dei voti, master, cariche altisonanti, ecc. ecc. Il report (che poi finisce ai policy makers) è però commissionato da terzi. Diciamo dalle organizzazioni "Beta", "Gamma", "Omega" che a ben guardare hanno già un opinione sull'Ai.

E pensano che vada fermata. Controllata. Bloccata. Impedita.

Sono queste organizzazioni che "pagano" la prestigiosa istituzione "Alfa" commissionando un indagine (che poi diventa il report) che possa dimostrare se hanno o non hanno ragione. Stiamo parlando del fatto che chi paga o chi finanzia un progetto chiede, a chi riceve il denaro o i finanziamenti, di dirgli se ha o non ha ragione. Interessante conflitto di interessi.

Guarda caso il report dopo aver messo insieme un autorevole fotografia sullo stato dello sviluppo tecnologico dell'Ai nel 95% dei suoi contenuti, nel restante 5% prende posizioni che vanno nella direzione richiesta da parte di chi lo ha commissionato. E quindi calca un po' la mano sulla pericolosità. Del resto è una pericolosità potenziale. Se un domani si verificasse allora vincerebbe il classico: "noi l'avevamo detto". Altrimenti se non succede niente e tutto scorre ci si ripara sotto l'ombrello del "meglio così" o "stavolta ci andata bene, l'umanità ha un altra chance, siate vigili..".

In non pochi casi poi gli stessi esperti che lavorano presso l'istituzione Alfa sono i medesimi che "provengono" dalle realtà che commissionano queste indagini. O da un micro arcipelago di realtà minori, in una sorta di social engineering di poltrone che ricorda le strutture delle holding ad ombrello tale per cui un associazione o organizzazione affiliata, collegata di una collegata ecc. è il realtà lo sponsor dell'esperto in questione che poi siede nell'istruzione più prestigiosa e scrive quello che la "casa madre" gli dice di fare perché se è arrivato/a lì ha un debito di riconoscenza per la carriera. Un occhio di riguardo potremmo ipotizzare.

Quindi quando accade che una società seria e professionale come Anthropic sviluppa un modello che è migliore rispetto al precedente o ad altri già in commercio coloro che vogliono dare contro all'Ai vanno a prendere il report e strillano ai quattro venti che non loro, ma un documento così importante e autorevole gli darebbe ragione.

Risultato: spegniamo Anthropic.

Insomma, da un lato l'ordine d'imperio di una Pubblica Amministrazione, quella americana che ci vengono a raccontare ha voluto impedire un pericolo per l'umanità e dall'altra una serie di giustificazioni che celebrano chi come missione esistenziale ha quella di bloccare lo sviluppo dell'Ai.

Due facce dello stesso proibizionismo?

Qui il problema non è la capacità dell'agente Fables e meno ancora le possibilità di Anthropic, ma chi ha veramente il controllo della sovranità digitale. Senza interlocuzioni. Un Governo che con un ordine esecutivo si è attribuito un potere d'imperio. Una freccia scagliata con la precisione e la volontà di Robin Hood verso il bersaglio pubblico o privato di tutti coloro che devono capire (e accettare) che l'infrastruttura digitale dipende da un volere che non ammette accordi ma semmai fa concessioni. Sempre revocabili.

E' sempre giusto e doveroso rispettare l'autonomia di un Governo e in particolare di un Legislatore democraticamente eletto. Questo lo si deve sottolineare. Il Popolo americano ha espresso la sua preferenza alle urne e non importa se chi siede alla Casa Bianca ci stia o meno simpatico, per rispetto verso gli Americani, dobbiamo imporci di criticare determinate scelte non in virtù di chi le ha adottate ma del come lo ha fatto.

Possibile che tutti pensino più alla pericolosità dell'Ai e non al fatto che l'atto di bloccarla unilateralmente sia un vero e proprio attacco al libero mercato?

Un atto d'imperio simile al proibizionismo in stile anni 20, solo che qui invece di sigillare le bottiglie di whiskey si stacca la spina a tutti. Una vera e propria "fatality" alla Mortal Kombat. La vecchia Europa conosce siffatta prassi con la frase "l'état c'est moi" del Re Sole che non a caso ha provocato la celebre rivoluzione francese.

Perdonatemi se mi domando: è più pericolosa l'Ai di Fables e Mythos o questo modo "umano" di ragionare e amministrare il potere?

Personalmente mi schiero con Anthropic e con i consumatori di Fables 5 che hanno il diritto di beneficiare di un agente Ai il più efficiente possibile. Laddove non vi sia una prova certa di presunte falle nella sicurezza (cosa che ad oggi non è stata fornita). Mi spiace ma la storia insegna che a mettere paura per adesso è il controllo degli uomini (di alcuni in particolare) piuttosto che quello delle macchine intelligenti.

Pubblicato il 14 giugno 2026

Marco Solferini

Marco Solferini / Avvocato titolare dello Studio Legale Solferini. Diritto civile, bancario, del risparmio, diritto di Famiglia e successioni. Diritto commerciale e societario.

https://www.studiolegalesolferini.com/