Religione, spiritualità e senso
La fine della storia: Quando l'etica divenne opzionale
Verrà un giorno, molto tempo dopo che il fumo si sarà diradato e i server saranno spenti, qualche civiltà aliena lontana studierà i resti del nostro pianeta e farà l'unica domanda che conta: Come potevano sapere così tanto e capire così poco?
La mistica non è altro che una filosofia
Colloquio tra Anna Colaiacovo e Marco Vannini. La mistica – sostiene Vannini - non è altro che filosofia e, in quanto tale, implica una libertà di pensiero che non riconosce nessuna autorità sopra di sé. Per questo può confliggere con le religioni perché tutte possiedono un apparato dogmatico, ma è in realtà la lingua universale delle diverse religioni.
Umanesimo e intelligenza artificiale
Questo è il testo, lievemente rivisto, della comunicazione che ho consegnato il 28 ottobre 2025 alla PUC-RS di Porto Alegre agli studenti di master e dottorato in discipline umanistiche accompagnati dai loro professori.
Non stiamo forse sostituendo Dio con la Macchina?
Numerosi sono i filosofi che oggi sostengono che "prima di umiliare le macchine per esaltare noi stessi, dovremmo per lo meno assumere una postura più modesta". Nel dire questo i filosofi tradiscono l'ansia di esaltare l'intelligenza della macchina. Questi filosofi, abbagliati dalla presenza della macchina, orientati -più o meno consapevolmente- a spacciare merce filosofica di facile mercato nel tempo presente, non si avvedono di ripercorrere stancamente i passi di una delle più antiche questioni filosofiche: la prova dell'esistenza di Dio. ciò che oggi accade è questo: non si cerca più dio, si cerca la macchina. Si sostituisce a dio la macchina. Laddove si evidenziava la stupidità umana nel confronto con Dio, oggi si cerca di dimostrare la stupidità umana confrontando l'umano con la macchina. L'essere umano, cosciente dei propri limiti, resta capace di volgere gli occhi al cielo. Ma i filosofi, che erano, e potrebbero essere, umani che continuamente insegnano agli umani ad essere sempre più pienamente umani, si sono venduti alla macchina.
Vite infinite, morti sospese: il lato oscuro della memoria digitale
La morte non è più soltanto un evento biologico o un fatto intimo da elaborare nel silenzio del lutto. Nell’era digitale, le tracce che lasciamo online sopravvivono a noi stessi: profili social, chat, immagini, archivi che continuano a parlare anche quando la vita si interrompe. Tecnologie emergenti trasformano questa eredità immateriale in presenza attiva, attraverso avatar, chatbot e piattaforme che promettono di mantenere vivo il legame con chi non c’è più. È un cambiamento che solleva domande profonde: fino a che punto siamo disposti ad affidare la memoria e la nostra identità a una macchina? E cosa accade quando il confine tra ricordo e simulacro diventa sempre più sottile, confondendo vita, morte e persistenza digitale?
I paradossi della parola e della conoscenza. A proposito di Philip Dick, Ubik
'Ubik', romanzo di Philip K. Dick uscito nel 1968, non cessa di interrogarci e di ammonirci. Come un quadro espressionista, oltre il realismo, oltre la fotografia, il romanzo ci parla del lato segreto delle cose. Osservato attraverso uno sguardo che è allo stesso tempo comico, tragico, delirante. Grandi concetti filosofici e teologici -il Logos- e concetti chiave del tempo il cui viviamo -il knowledge- ci appaiono illuminati in modo nuovo, chiariti nel profondo dallo sguardo stralunato di Dick.
Pensiero filosofico e via mistica
All’interno del pensiero cristiano è possibile individuare diversi presupposti teorici della cosiddetta via mistica. Se è vero che quest’ultima non può che sfuggire, nella sua essenza e nel suo manifestarsi, alle categorie filosofiche, in quanto le supera in una dimensione altra, che è al di là della ragione umana, è altrettanto inconfutabile che alcuni pensatori cristiani hanno elaborato le premesse concettuali di un approccio mistico al divino, cioè di un’ascesi contemplativa che, nei fatti, trascende poi ogni tipo di speculazione.