Raul Schenardi ha tradotto numerosi libri (romanzi, racconti, saggi) dallo spagnolo, soprattutto di autori latinoamericani, fra cui il premio Nobel Miguel Ángel Asturias, i premi Cervantes Ernesto Sabato e José Emilio Pacheco, Roberto Arlt, César Vallejo, César Aira.

Lo scivolone di Cortázar

Il racconto di Julio Cortázar 'El perseguidor' descrive in modo acuto la relazione che lega l'artista al critico. Il protagonista è un jazzista: dietro la finzione letteraria è facile vedere Charlie Parker. Del racconto esistono due traduzioni italiane. Una porta il poco fedele titolo: 'Il persecutore'. Più preciso il titolo di una successiva edizione: 'L'inseguitore'. In questo articolo ci si sofferma in particolare su alcune ingenuità presenti nel racconto, strane in un autore così accurato com'è Cortázar. Parker, morto nel 1955 a soli trentacinque anni, fondamentalmente per abuso di alcol ed eroina. Nel racconto si parla invece di marihuana...

Io non ho mai avuto paura della morte

Il testo è la trascrizione il più possibile fedele della registrazione dell’intervista che feci a Bolaño alla Fiera del Libro di Torino nel maggio del 2003, pochi mesi prima che morisse. La registrazione fu effettuata nello stand della casa editrice Sellerio, e in qualche punto i rumori di fondo, l’abbassamento di voce o le interruzioni rendono incomprensibili alcune parole o brevi frasi. In questi casi, molto a malincuore, mi sono dovuto arrendere e sono stato costretto a operare qualche taglio. Una versione parziale dell’intervista, un po’ frettolosa per esigenze dei tempi di pubblicazione e ridotta per motivi di spazio, è apparsa sul n. 44 della rivista Pulp libri (con un’aggiunta successiva, nel 2007) e poi sul sito online dell’Archivio Bolaño.

Visconte Lascano Tegui, Un dandy della pampa

«A causa della molteplicità delle sue occupazioni, si potrebbe immaginare che si tratti di un bohémien, oppure di uno speculatore. Né l’uno né l’altro. È un uomo normale, senza desideri, senza aspirazioni e senza speranze. Sorride in società e scrive versi, oppure riflette in solitudine. Afferma di non aver mai dovuto un centesimo a nessuno. Se si è sempre comportato in modo onesto, vuole che si sappia che lo ha fatto unicamente per vendicarsi delle virtù borghesi che nobilitano i proprietari ma screditano i poeti»

Le avanguardie sono sempre attuali - Intervista a César Aira

«… le avanguardie sono sempre attuali e hanno riempito il secolo di mappe del tesoro che attendono di essere sfruttate. Costruttivismo, scrittura automatica, ready-made, dodecafonismo, cut-up, casualità, indeterminazione. I grandi artisti del XX secolo non sono quelli che hanno lasciato delle opere bensì quelli che hanno inventato procedimenti perché le opere si facessero da sole, o non si facessero»

César Aira e la traduzione

«Essendo traduttore di professione, io non leggo mai traduzioni. Sono come quei produttori di salsicce che mangiano qualsiasi cosa tranne le salsicce, perché sanno come si fanno». «Io ho fatto il traduttore solamente per mantenermi. Non ho mai tradotto letteratura, se non in via del tutto eccezionale, alcune cose, un po’ per caso. Insieme a Kafka e qualche altro, ho tradotto Jane Austen, e alcuni autori francesi, o inglesi. No, fondamentalmente ho tradotto bestseller, commercial fiction [fra cui diversi romanzi di Stephen King, ndr]. Solo per guadagnarmi da vivere. Non mi è mai piaciuta la traduzione per la letteratura. La gente deve imparare le lingue e leggere i libri nella loro lingua originale».

Il Congresso dei Visionari

Un racconto di Naief Yehya un giornalista e scrittore messicano che vive a New York. Ha pubblicato romanzi e racconti, ma anche saggi. In Italia ho tradotto (insieme a Carlo Milani) Homo Cyborg. Il corpo postumano tra realtà e fantascienza (Eleuthera, 2017) Traduzione di Raul Schenardi