NOVITA'[1878]
Lei o Voi, Watson?
Come traduciamo lo You di Arthur Conan Doyle, con un 'lei' o con un 'voi'? Dipende dal traduttore, forse.
Il Congresso dei Visionari
Un racconto di Naief Yehya un giornalista e scrittore messicano che vive a New York. Ha pubblicato romanzi e racconti, ma anche saggi. In Italia ho tradotto (insieme a Carlo Milani) Homo Cyborg. Il corpo postumano tra realtà e fantascienza (Eleuthera, 2017) Traduzione di Raul Schenardi
È stata smarrita una bambina
Un racconto di Alberto Chimal, uno scrittore messicano, esponente della letteratura fantastica e della microfinzione.
César Aira e la traduzione
«Essendo traduttore di professione, io non leggo mai traduzioni. Sono come quei produttori di salsicce che mangiano qualsiasi cosa tranne le salsicce, perché sanno come si fanno». «Io ho fatto il traduttore solamente per mantenermi. Non ho mai tradotto letteratura, se non in via del tutto eccezionale, alcune cose, un po’ per caso. Insieme a Kafka e qualche altro, ho tradotto Jane Austen, e alcuni autori francesi, o inglesi. No, fondamentalmente ho tradotto bestseller, commercial fiction [fra cui diversi romanzi di Stephen King, ndr]. Solo per guadagnarmi da vivere. Non mi è mai piaciuta la traduzione per la letteratura. La gente deve imparare le lingue e leggere i libri nella loro lingua originale».
Le avanguardie sono sempre attuali - Intervista a César Aira
«… le avanguardie sono sempre attuali e hanno riempito il secolo di mappe del tesoro che attendono di essere sfruttate. Costruttivismo, scrittura automatica, ready-made, dodecafonismo, cut-up, casualità, indeterminazione. I grandi artisti del XX secolo non sono quelli che hanno lasciato delle opere bensì quelli che hanno inventato procedimenti perché le opere si facessero da sole, o non si facessero»
La carne non è indifferente (Su 'Il deserto' di Jorge Baron Biza)
«Il deserto cresce. Guai a chi cela deserti dentro di sé» aveva avvertito Nietzsche, ma Jorge Baron Biza, che quel deserto ha dovuto attraversare, malgrado i suoi sforzi – emblematica in questo senso la frase conclusiva del romanzo: «È di riconciliazione che sto parlando» – non è riuscito a scongiurare gli esiti estremi del nichilismo.
Visconte Lascano Tegui, Un dandy della pampa
«A causa della molteplicità delle sue occupazioni, si potrebbe immaginare che si tratti di un bohémien, oppure di uno speculatore. Né l’uno né l’altro. È un uomo normale, senza desideri, senza aspirazioni e senza speranze. Sorride in società e scrive versi, oppure riflette in solitudine. Afferma di non aver mai dovuto un centesimo a nessuno. Se si è sempre comportato in modo onesto, vuole che si sappia che lo ha fatto unicamente per vendicarsi delle virtù borghesi che nobilitano i proprietari ma screditano i poeti»
Lo scivolone di Cortázar
Il racconto di Julio Cortázar 'El perseguidor' descrive in modo acuto la relazione che lega l'artista al critico. Il protagonista è un jazzista: dietro la finzione letteraria è facile vedere Charlie Parker. Del racconto esistono due traduzioni italiane. Una porta il poco fedele titolo: 'Il persecutore'. Più preciso il titolo di una successiva edizione: 'L'inseguitore'. In questo articolo ci si sofferma in particolare su alcune ingenuità presenti nel racconto, strane in un autore così accurato com'è Cortázar. Parker, morto nel 1955 a soli trentacinque anni, fondamentalmente per abuso di alcol ed eroina. Nel racconto si parla invece di marihuana...