Autore, studioso di Storica Contemporanea e dei partiti politici, Sociologia, processi economici, Scienza del lavoro e Relazioni Industriali, Etica dell'AI

Un nuovo universalismo tecnocratico?

Una tecnologia è utile finché resta uno strumento potente e dichiarato come tale; il problema nasce quando l’IA viene trattata come un quasi-soggetto, una quasi-presenza, che sembra dialogare, comprendere, rispondere. E non è una confusione innocente perché indebolisce la capacità umana di riconoscersi come origine delle decisioni. Una riflessione a partire dalla Costituzione di Anthropic per Claude e la semantic interoperability

IA come agente linguistico ed economico

Il rischio è una società formalmente governata dagli esseri umani, ma sostanzialmente diretta da Intelligenze Artificiali, con un progressivo svuotamento della sovranità democratica e della responsabilità politica. Senza questa riflessione, l’ascesa dell’IA non sarà solo tecnologica, ma una trasformazione silenziosa delle categorie stesse con cui pensiamo l’umano.